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17 giugno 2013

Il Consiglio Comunale di Milano approva la mozione su Whistleblowing

Oggi, 17 giugno 2013, il Consiglio comunale di Milano ha approvato (con 27 voti a favore, 8 astenuti, zero contrari) la mozione che chiede alla Giunta di inserire nel Piano Anticorruzione, previsto dalla legge 190/2012 la procedura denominata Whistleblowing, destinata alla ricezione di segnalazioni provenienti dai dipendenti dell'ente, nel corso della propria attività lavorativa. È Transparency International Italia che, durante le audizioni in Commissione Antimafia, ha suggerito l'adozione del Whistleblowing.
La mozione chiede che vengano individuati strumenti di carattere informatico per accogliere segnalazioni di interesse pubblico, circostanziate e in buona fede, anche anonime, inerenti reati, irregolarità o anomalie in relazione alla propria attività in seno alla Pubblica Amministrazione. A titolo di esempio: pericoli relativi ai reati di corruzione, concussione, peculato, turbativa d'asta.
La mozione prevede che l'Amministrazione comunale si doti di un Organismo di Vigilanza autonomo e indipendente che riceverà le segnalazioni, le verificherà al fine di avviare indagini interne.
Uno strumento, quello del Whistleblowing, importato dalla tradizione anglosassone e scandinava, che verrà applicato a Milano, primo comune d'Italia.
L'approvazione rappresenta un passaggio fondamentale per la lotta alla corruzione, che valorizza e responsabilizza i dipendenti pubblici, un esempio per tutte le Amministrazioni locali che vogliono concretamente contribuire a combattere e prevenire un fenomeno che danneggia terribilmente i conti pubblici, gli investimenti esteri, la credibilità della politica e della pubblica amministrazione.

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