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16 giugno 2013

La chiusura del Centro operativo Malpensa rappresenta oggettivamente un danno

La chiusura del Centro operativo Malpensa rappresenta oggettivamente un danno, si perde uno strumento di indagine importante. Il problema non sono le risorse economiche quanto quelle umane. I locali in uso sono stati forniti in concessione dalla Sea a fronte di un corrispettivo per utenze e servizi forniti di circa 3.500 euro. Solo l'anno scorso si scriveva che "le spese di missione per i servizi da svolgere dal centro operativo per il soddisfacimento delle esigenze emergenti (nel caso fosse stato chiuso NdR) risulterebbero sensibilmente maggiori rispetto ai risparmi conseguibili".

Il Centro, istituito il primo giugno 2000 per raccogliere notizie utili per l'attività di prevenzione ed analisi dei fenomeni criminali correlati alla malavita organizzata aveva un ruolo significativo nel sostenere le indagini avviate su tutto il territorio italiano. La necessità di ottimizzare le risorse umane, che ha dettato questa scelta, deve essere presa in seria considerazione. In quindici anni la Dia milanese ha perso il 40 per cento degli uomini. Ora sono in 70. All'approssimarsi di Expo la Dia deve essere dotata di uomini, mezzi e risorse assolutamente adeguati. Chiederemo al sindaco di farsi portavoce presso il Ministero dell'Interno di questa urgente richiesta. Chiediamo anche che la sede del Gicex, gruppo interforze Expo, sia localizzata proprio a Milano. La sede romana è poco funzionale al ruolo operativo che l'istituto deve avere. 

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