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Piazza Bolivar la sala scommesse non deve aprire. L'Amministrazione comunale di Milano ancora all'attacco a tutela dei propri cittadini

Eccoci al dunque. La sala pubblica da gioco di Piazza Bolivar non potrà aprire.
Con nota del 28 maggio dello sportello unico per l'edilizia recapitata a Giove Sas "si ordina di sospendere le opere edilizie in corso, e nel caso in cui i lavori fossero terminati, si diffida comunque la s.v. dall'insediamento ed apertura della suddetta sala giochi".
Ora la società ha 30 giorni per presentare le controdeduzioni e 60 giorni per fare ricorso al Tar. 
L'iniziativa amministrativa all'avanguardia nel panorama italiano del contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo, fa leva sulla L.R. 21.10.2013 n° 8 riguardante le "norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico" ed in particolare l'art. 5, che vieta la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali che si trovino ad una distanza inferiore a mt 500, dai luoghi ritenuti sensibili ed elencati dalla legge stessa.
L'Amministrazione di Milano non si limita ad applicare la norma e le sanzioni previste, le multe a raffica, efficaci ma non determinanti. Ma con coraggio sfruttando tutti gli strumenti a disposizione annulla la certificazione depositata presso gli uffici dello sportello unico dalla Giove per le opere che ha dovuto fare per ristrutturare gli spazi.
Una scelta coerente con il principio da cui ci siamo mossi da anni, per cui la salute pubblica è più importante della tutela della libertà imprenditoriale, la dipendenza da gioco d'azzardo una piaga da curare con "medicine" aggressive.

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