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La corruzione danneggia la libera e sana concorrenza. Maltauro: bene il ricorso dei secondi classificati. Con i paesi stranieri per l'antimafia ancora poca chiarezza e rischi alti

Il 13 giugno, a conclusione della commissione Expo che ha visto la presenza del Commissario Giuseppe Sala e del Sindaco Giuliano Pisapia, si è colta bene l'estrema complessità e delicatezza del governo di un evento così mastodontico. Sono soddisfatto che Pellegrini srl e i suoi partner Panzeri spa e Milani Giovanni & C, abbiano presentato ricorso al Tar per la mancata applicazione del Protocollo di legalità e la mancata conseguente esclusione della Maltauro. La corruzione non è solamente un danno economico e di immagine è un danno alla libera e sana concorrenza. Le aziende arrivate seconde nella gara per le architetture di servizio è bene siano risarcite. Il decreto stabilisce solo il commissariamento degli appalti sotto inchiesta. Poca cosa. I profitti rimarranno nell'azienda corruttrice e le altre rimarranno al palo.
Mi rammarico che Sala non abbia ritenuto di applicare il whistleblowing in Expo per i futuri e vecchi bandi sollecitando i propri dipendenti a segnalare eventi anomali. La procedura, inserita nel piano anticorruzione del Comune di Milano, è strumento efficace di deterrenza e prevenzione di fatti reato. Nicoletta Parisi, una delle madri del whistleblowing italiano è stata individuata tra i 4 vice di Cantone. 
Il Decreto non ha chiarito cosa accadrà nel momento in cui la Prefettura individuerà un’azienda a cui applicare l’interdittiva antimafia e che sia inserita in un contratto stipulato con un paese straniero, laddove questo abbia deciso di costruirsi e gestire autonomamente il proprio padiglione. Il rischio è che l’azienda non possa essere cacciata automaticamente, ma la decisione sia totalmente a carico del paese straniero che ha in carico l’opera. Non possiamo permetterlo!
Nel cantiere del Sito espositivo risultano presenti attualmente la Germania, il Kazakistan e la Cina (con il NOP Vanke); nessuno di questi ha ad oggi aderito al Protocollo di Legalità. Sarà finalmente inoltrata, a breve, una comunicazione ai Partecipanti da parte del Commissario Unico in merito alla possibile adesione al Protocollo di Legalità; la comunicazione specificherà le modalità di adesione, in attinenza ai principi indicati nelle Linee Guida sopra richiamate. 
 I Partecipanti che non aderiranno al Protocollo di Legalità saranno comunque tenuti a comunicare ad Expo 2015 l’elenco delle imprese che entreranno in cantiere e i relativi mezzi e maestranze. In tal caso la Prefettura potrà effettuare le verifiche ritenute opportune, pur non disponendo di tutti gli elementi informativi che avrebbe se il partecipante aderisse al protocollo di Legalità. Trattandosi però di contratti stipulati da Stazione Appaltante non riconducibile sotto la nozione di pubblica amministrazione rilevante ai fini del d.lgs. n. 163/2006 e del d.lgs. n. 159/2011, le citate Linee Guida prevedono che possibili situazioni «anomale» ascrivibili a fenomeni criminali rilevate dagli organismi preposti al controllo verranno comunicate dalla Prefettura al Partecipante che valuterà le azioni da intraprendere.
Ogni giorno che ci separa dall’evento dobbiamo sempre più concentrarci sui contenuti, senza abbassare la guardia di fronte a corruttori e interessi mafiosi. Non possiamo darla vinta a chi ha desiderato sin dall’inizio che i ritardi potessero essere utile proprio per abbassare i controlli.
Attendo ancora le risposte di dettaglio sulle terre di riporto. 
Non destano preoccupazione in Sala gli 85 milioni richiesti da Cmc per varianti in corso d'opera per la rimozione delle interferenze né i 140 milioni richiesti da Mantovani. Non è poca cosa. Considerato che la Cmc vinse con un ribasso del 43% offrendo 58,5 milioni contro i 90,4 base d'asta e la Mantovani vinse con un ribasso del 41% offrendo 107 milioni in meno dei 272, prezzo inizialeSala pensa di chiudere la vertenza  un buon compromesso, ad una cifra molto inferiore. Vedremo cosa dirà Cantone, che dovrà valutare le risposte di Expo spa.

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