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Per Expo accelerare per i poteri straordinari a Cantone, applicare il Whistleblowing come ha già fatto il Comune di Milano

Ho ascoltato e letto con attenzione le dichiarazioni di Sergio Santoro, l'Autorità garante per la vigilanza dei contratti pubblici.
Non ho gradito la modalità con cui ha reso noti i contenuti della sua relazione che, immagino, fosse riservata. Ciò che ha detto deve generare preoccupazione e volontà ferrea nel proseguire l'azione di pulizia che la magistratura ha avviato.

Santoro ha dichiarato che nonostante 82 disposizioni del Codice degli appalti siano state abrogate, con quattro successive ordinanze della Presidenza del Consiglio, esautorando l’autorità e la Corte dei Conti da ogni reale controllo, i caratteri di urgenza non erano presenti nella quasi totalità delle opere assegnate in deroga.
 
Ha anche aggiunto che con procedura ristretta semplificata sono stati aggiudicati appalti al di sopra della cifra consentita, un milione e mezzo di euro. E così anche per ciò che concerne gli affidamenti diretti, assegnati anche al di sopra dei limite imposto di 40 mila euro. 

Queste dichiarazioni ci devono indurre ad accelerare la concessione di poteri eccezionali  a Raffaele Cantone, a approfondire sempre più anche ciò che è stato fatto finora. 

Nel Piano Anticorruzione del Comune di Milano è stata introdotta la procedura del Whistleblowing, che offre garanzie di tutela e anonimato ai dipendenti pubblici che segnalano anomalie, comportamenti a rischio. 

Penso sia importante che Expo spa solleciti i propri dipendenti a segnalare, anche utilizzano questa procedura che Transparency International sta promuovendo in tutta Europa. 

Solo aggredendo il problema con forza e rigore, dimenticandosi atteggiamenti difensivi, si può garantire un Expo di successo, libero da mafiosi, loro amici, corrotti e corruttori.

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