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Nessun paese ha sottoscritto il protocollo di legalità. Un miliardo di euro potrebbero essere senza controlli antimafia efficaci

La seconda edizione delle Linee Guida per i controlli antimafia emessa a dicembre 2013 ha definito che l’adesione dei Partecipanti al protocollo di legalità è su base volontaria. Durante la seduta congiunta delle commissioni comunale e regionale antimafia ci è stato comunicato che nessuno dei 60 paesi che hanno dichiarato di voler costruire il proprio padiglione, ad oggi, lo ha fatto. Il rischio è di avere 1 miliardo di euro fuori controlli antimafia. 
La beffa potrebbe essere dietro l'angolo. I paesi partecipanti che non aderiranno al Protocollo di Legalità saranno comunque tenuti a comunicare ad Expo 2015 l’elenco delle imprese che entreranno in cantiere e i relativi mezzi e maestranze. La Prefettura, quindi, effettuerà le verifiche, però, laddove individuasse situazioni «anomale», ditte degne di interdittive antimafia, sarà il paese estero che, liberamente, valuterà le azioni da intraprendere. 
Un'assurdità. Potremmo vedere aziende cacciate dal sito nei mesi scorsi, che vi rientrano senza che si possa fare nulla, attraversando lo stesso accesso al cantiere pubblico, negato loro fino al giorno prima. Potremmo emettere i badge di ingresso al sito al personale della Ventura già cacciata dal sito e la cui interdizione è stata confermata dal Tar il 10 luglio u.s..Come commissioni consiliari, comunale e regionale, abbiamo deciso di inviare richiesta al Ministero degli Interni, al Sindaco di Milano e al Presidente della Regione Lombardia per compiere ogni sforzo nelle prossime settimane, perché più nazioni possibili aderiscano al protocollo. È tardi. Ne sono consapevole. Io avevo già fatto presente il problema più di un anno fa. Proseguo.

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