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28 gennaio 2019

Galleria: partecipa solo chi non è opaco

Una semplice frase. Rivoluzionaria: dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ex DPR 445/2000 riguardante il titolare effettivo (ALLEGATO E), sottoscritto dal rappresentante legale, pena l’ esclusione. Sottolineo: pena l'esclusione!
Una frase che compare nel bando per due spazi in via Marino 7 e in via Foscolo 3.
Il primo si articola su tre livelli, 100 metri quadrati, 260 mila euro il canone annuo a base d'asta. Il secondo spazio è ubicato all'angolo tra la via Foscolo e il braccio secondario della Galleria Vittorio Emanuele II e si articola anch'esso su tre livelli 200 metri quadrati 577 mila euro il canone annuo a base d'asta.
Non male. Due spazi che fanno gola a molti. Ma non tutti potranno partecipare. Chi vuol mantenere l'opacità del proprio assetto proprietario non può!
E' il punto g) dell'elenco dei documenti da presentare per partecipare alla gara per la concessione dei due spazi.
La richiesta che deve essere soddisfatta pena l'esclusione è frutto della mozione che ho presentato assieme ai colleghi di Milano Progressista per garantire la massima trasparenza societaria di chi partecipa ad una gara o sottoscrive una convenzione anche urbanistica.
Eravamo in una fase d'attesa. Anac il 30 gennaio si deve esprimere per un parere in merito (vedi link richiesta), ma, nelle more, alcuni dirigenti determinati credono fortemente nel principio: nessuno può mascherare la propria identità nel momento in cui sottoscrive un atto con il Comune di Milano. Una norma di un banalità estrema, ma che non esiste sulla carta, se non nel buon senso. Una norma che contrasta il riciclaggio, l'evasione fiscale, combatte il conflitto di interesse e tutela la libera e sana concorrenza di mercato.
Bisogna proseguire così. Milano da apripista!

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