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Nuova sentenza sulle civiche. A rischio l'anno scolastico

Il Consiglio di Stato ha emesso un decreto che sospende l'attività del prefetto, commissario nominato dal TAR per riaprire le classi.
Un passo indietro. Il prefetto aveva inviato telegrammi agli studenti perchè confermassero entro l'8 gennaio la loro iscrizione per riaprire le lezioni per il 15 gennaio. La gravità della decisione del Comune di appellarsi al Consiglio di Stato è eccezionale. I tempi sono strettissimi. I 200 giorni di lezione obbligatori, nel caso il 9 febbraio (data dell’udienza) il Consiglio di Stato confermasse la decisione del Tar di nomina del Commissario e di riapertura immediata delle classi dei licei serali e dell’Ipia, potrebbero essere ottenuti solo grazie all’impegno extra dei docenti.
Come mai il Comune presenta appello al Consiglio il 28 dicembre, esattamente 2 mesi dopo la notifica dell'ordinanza di sospensiva fatta dal TAR? Ripetiamo: la decisione è gravissima. Si è perso molto tempo. Se il Comune perderà la causa anche a febbraio la Moioli è meglio che si dimetta. O nella peggiore delle ipotesi che rimetta le deleghe sulle civiche. I danni che sta creando agli studenti e alle loro famiglie sono quasi irreparabili.
L’unica certezza è che, d’ora in poi, se l’Assessorato vorrà chiudere classi o scuole dovrà chiedere il consenso al Consiglio comunale. E questa è una garanzia.

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