Via a Craxi. Biscardini rilancia una proposta inaccetabile


Questa la mia dichiarazione in merito a quanto detto oggi in aula dal mio collega Roberto Biscardini, socialista, eletto nelle liste del Pd.
(OMNIMILANO) Milano, 15 MAR - "Bettino Craxi rimane per me una persona che ben rappresenta una pezzo di storia di Milano e di Italia di cui mi vergogno profondamente. Rimango contrarissimo ad intitolargli una via". Così il consigliere comunale del Pd David Gentili interviene sulla richiesta formulata oggi in aula dal collega di partito Roberto Biscardini per l'intitolazione di una via a Craxi.
Per Gentili "non c'è bisogno di riappacificarsi con la storia del socialismo milanese, come sostiene il mio collega Biscardini".
Ricordo ancora una volta che al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese) e altri processi furono estinti "per morte del reo":  3 anni in appello per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi in appello per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi in appello per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e per la cooperazione col Terzo Mondo.

Nidi accreditati. Partiamo con il controllo sui contratti di lavoro

È legittimo sottoscrivere contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le figure educative all’interno dei servizi educativi accreditati? A rigor di logica no. E senza neanche scomodare giuslavoristi di fama.
I collaboratori coordinati e continuativi sono anche detti lavoratori parasubordinati perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente, lavorano in piena autonomia decidendo tempi e modalità di esecuzione della commessa inseriti funzionalmente nell’organizzazione aziendale senza che sia possibile blindarli ad orari definiti.
E allora come mai giungono sempre più spesso, alla nostra attenzione segnalazioni di un diffuso utilizzo delle collaborazioni coordinate continuative nei servizi educativi privati accreditati?
Con i Co. Co. Co il risparmio è assicurato, l’elasticità garantita, la subordinazione, nel senso più nitido del termine, ottima. I nidi d’infanzia accreditati convenzionati con il Comune di Milano sono 155, che assicurano 524 posti per i lattanti e 1995 tra i medio grandi.
All’allegato 2 alla Determinazione Dirigenziale n. 48/2011 del 19.12.2011 al punto 19 si esige dai soggetti che richiedono l’accreditamento di attenersi al rispetto dei contratti di categoria dei lavoratori dipendenti, di rispettare le norme che regolano i contratti di lavoro e di presentare, su richiesta del Comune in qualsiasi momento del periodo di accreditamento, copia di tutti i documenti atti a verificare la corretta corresponsione dei salari, nonché dei versamenti contributivi.
Le condizioni economiche che l’Amministrazione Comunale riconosce per l’acquisizione di posti in servizi privati sono: per i medio grandi con orario base 8,00/17,00 €. 520,00 al mese; per i lattanti con orario base 8,00/16,00 €. 550,00 al mese.
Prezzi assolutamente più bassi di un nido a gestione diretta per il quale non è dato ancora a sapersi quanto si spende mensilmente. Ci era stato comunicato dalla passata Amministrazione che la cifra si attestasse tra gli 850 e i 900 euro, ma pare sia maggiore e superi i 1000 euro al mese.
Ho chiesto all’Amministrazione se ritiene legittimo che vengano sottoscritti contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le figure educative operanti all’interno dei servizi educativi accreditati e ho chiesto di costituire un tavolo di coordinamento, unitamente alle organizzazioni sindacali, che monitori i rapporti di lavoro all’interno dei servizi e definisca un piano di stabilizzazione del personale educativo.
La qualità dei servizi dipende dal rapporto numerico tra figure educative e i bambini presenti (1 a 6 nei nidi comunali, 1 a 8 in quelli accreditati) e dalla continuità educativa. Se le educatrici vengono retribuite 6 – 7 euro all’ora, in una forma di precariato permanente, com’è possibile garantire l’effettiva equipollenza tra nidi accreditati e comunali?

A trent'anni dall'approvazione della legge Rognoni La Torre ecco i risultati a Milano, di un provvedimento efficace e estremamente utile

Sono 190 i beni immobili (case e box) confiscati alle mafie a Milano. Novanta le aziende. Sono 98 i beni assegnati al Comune di Milano (le aziende rimangono in carico all'Agenzia per i beni confiscati che può gestire e assegnare direttamente anche altre tipologie di beni). Ormai prossima la definitiva assegnazione di 4 di questi beni per cui il bando è già chiuso, per altri 9 verranno definiti i criteri di assegnazione e la redazione del bando a partire dal prossimo 21 marzo. A trent'anni dall'approvazione della Legge Rognoni-La Torre, si è toccato con mano, laddove ce ne fosse ancora bisogno, oggi, durante l'audizione dell'assessore Majorino, l'estrema efficacia ed utilità di quelle norme. Ora l'assessore ha manifestato la ferma volontà di valorizzare questi luoghi, verificandone il loro effettivo utilizzo (due beni sono stati negli scorsi mesi ripresi dal Comune), chiamando a raccolta le molte associazioni che li hanno in gestione e riproponendo l'apertura dei beni alla cittadinanza e alle scuole per una settimana intera, dopo il successo di novembre scorso quando in una sola giornata moltissimi cittadini hanno capito che quell'appartamento quel negozio, frutto di risorse illecite (spaccio, usura, racket), ora era a disposizione di tutti. Restituito alla collettività in forma di bene socialmente utile. Nel nuovo bando si vuole indicare delle priorità di utilizzo rispetto ai bisogni emergenti della città e del quartiere su cui il bene insiste. Valorizzare le associazioni cittadine e cessare con le assegnazioni dirette. La scorsa Amministrazione aveva deciso di assegnare uno dei beni più importanti, una villetta a schiera in via del Mare 185 di 418 mq con box, alla associazione Comunità di san Patrignano di Rimini.
Esiste l'emergenza delle ipoteche che gravano su molti immobili. La Regione Lombardia non ha rifinanziato la legge che prevedeva, per il 2010, 4 milioni di euro per aiutare i Comuni a superare le criticità che giungono da crediti vantati dalla banche. La Commissione antimafia ha deciso di presentare in Consiglio una mozione trasversale ai partiti che chiede alla Regione di rifinanziare i contributi ai comuni per l'utilizzo beni confiscati.
E poi ci sono le banche. Una sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile del 2010, ha stabilito che “non è sufficiente la dimostrazione dell’assenza di dolo” al momento dell’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile per poter pretendere il rispetto della “garanzia”, quanto piuttosto poter dimostrare che non vi siano mai stati comportamenti “negligenti” o “anomali” nei confronti della persona beneficiaria del mutuo. Principio fondamentale che ha stabilito che “il giudice penale, esclusa la buona fede del terzo che vanti diritto sull’immobile confiscato, può ordinare la cancellazione dell’ipoteca”. Quindi attenzione. Le banche non possono rimanere silenti. Quante di loro hanno erogato mutui a chi non aveva lavoro fisso, patrimonio, tracciabilità e trasparenza dei propri conti correnti? Sentiremo anche Abi. Chiederemo se da parte loro c'è la volontà di superare questi gravami che spesso impediscono, soprattutto a piccoli comuni, di utilizzare i beni.