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13 maggio 2019

Sulla vendita dell'immobile di Cormano a Lombardia Film Commission (terza puntata)


"A luglio c'è stato il trasloco fisico e, giorno più giorno meno, abbiamo iniziato ad operare in questa sede a settembre 2018". Questa l'ultima risposta che ho avuto da Fondazione Lombardia Film Commission. Sempre molto disponibile ad inviarmi immediatamente i documenti richiesti.

Quindi viene confermato che Antonio Di Rubba, ex Presidente della Fondazione, che ha tra i soci fondatori Regione Lombardia e il Comune di Milano*, ha deciso il 4 dicembre 2017 di bonificare ad Andromeda srl, l'intero prezzo dell'immobile sito in via Bergamo 7, senza aspettare, come qualsiasi buon padre di famiglia avrebbe fatto, la conclusione dei lavori. Elencati in un preciso capitolato allegato all'atto di compromesso, datato 24 novembre in cui manca, però, una valutazione economica. Non si riesce a capire quanto sarebbero costati. Una prima domanda, che ho già formulato, riguarda sicuramente l'esistenza di un collaudo, una verifica di quanto fatto confrontato con il capitolato presentato. Sempre che non ne sia stato presentato un secondo, considerato che quello di novembre 2017 era piuttosto scarno di dettagli. 
A firmare il compromesso, oltre ad Antonio di Rubba, Fabio Giuseppe Barbarossa per l'Andromeda srl, l'ente che dopo aver acquistato per 400 mila euro dalla Paloschi in liquidazione il capannone, in "condizioni edilizie ed impiantistiche critiche…”, come lo definisce il perito pagato dalla stessa Andromeda, lo rivende al doppio, nove mesi dopo.
Barbarossa il 7 novembre 2017 si firma come amministratore unico di Andromeda con pieni poteri di ordinaria/straordinaria amministrazione senza limitazione alcuna. La compagine societaria è invece interamente detenuta dalla società fiduciaria Fidirev Società Fiduciaria Srl. L’Odv si rende conto di questa situazione non trasparente e nella sua relazione scrive anche che “Il giorno 17 novembre 2017 è già previsto un appuntamento presso il notaio Mauro Grandi di Milano (che cura tutti gli atti di Andromeda ed anche l’acquisto della Fondazione) per la sottoscrizione dell’atto di reintestazione del mandato fiduciario relativo alla compagine societaria Immobiliare Andromeda Srl dove da ultimo quale socio unico sarà presente la sola persona fisica Barbarossa Fabio Giuseppe". E prima del 17 novembre? Chi figurava? E perché la fiduciaria decide di far firmare l’atto di reintestazione non dall’amministratore, ma da un delegato del Cda? Due domande a cui sarà difficile avere risposte certe ed immediate.
Il 28 novembre l’assemblea dei soci vota: l’immobile sarà acquistato.
Filippo Del Corno esprime il proprio voto positivo, ponendo due condizioni prima di perfezionare il contratto: una perizia terza e la riqualificazione terminata.
Abbiamo già detto che Di Rubba preferisce pagare tutto e subito, 7 giorni dopo. Senza aspettare il termine della riqualificazione versa ad Andromeda tutti gli 800 mila euro. Il rogito comunque avverrà dopo i lavori, il 13 settembre 2018.
La perizia terza non viene fatta. Forse viene considerata terza quella redatta per Andromeda (la neutralità del perito viene così a mancare) da Federico G. Arnaboldi.
“Si ritiene quindi con il fisiologico arrotondamento della valutazione che il valore di € 800.000,00 (Euro Ottocentomila/00) sia corrispondente al corretto valore attuale di mercato per un immobile in ottimo stato manutentivo a prevalente destinazione produttiva ubicato in zona artigianale/industriale nel Comune di Cormano (MI)”.
Strano che con lo stesso nome di chi redige la perizia esiste una sas di Arnaboldi Federico Giacomo che ha la sede proprio dove si trova l’ufficio di Michele Scillieri, dall'8 gennaio 2018, consulente per 25 mila euro all'anno proprio della Lombardia Film Commission. Secondo l'Espresso che si è occupato della vicenda due settimane fa, Scillieri è amministratore della società fiduciaria che controlla Andromeda srl ed è nominato anche liquidatore della stessa srl. Scillieri conosce Barbarossa?
Scillieri, infine, è la persona presso il cui studio è domiciliata la Lega per Salvini Premier. Inutile forse ricordare che Alberto Di Rubba, che apre e chiude, di fatto, l’affare, oltre ad essere stato presidente della Fondazione, nominato da Maroni, risulta essere amministratore unico della Pontida Fin e Direttore Amministrativo del gruppo della Lega alla Camera. Nel suo studio di Bergamo in via Angelo Maj hanno sede l'associazione Più Voci e le sette imprese controllate da una fiduciaria che fa capo a una holding lussemburghese 

* Il Comune di Milano ha aderito alla Fondazione Lombardia Film Commission con Deliberazione di Giunta Comunale n. 3037 del 21 dicembre 2004 in qualità di Socio Fondatore. Con il suddetto provvedimento la Giunta Regionale ha erogato la concessione di un contributo di € 60.000 oltre alla concessione in comodato d’uso gratuito dell’immobile sito in Corso San Gottardo 5 in Milano. La Fondazione ha mantenuto la sua sede in Corso San Gottardo 5, sino alla data del 17 maggio 2018 a seguito della scadenza del suddetto contratto di comodato d’uso e successiva proroga deliberata dalla Giunta Comunale con proprio provvedimento n. 941 del 26 maggio 2017. Ai sensi dell’art. 7 dello Statuto: “I Fondatori si impegnano a contribuire alla realizzazione del programma di attività di cui al successivo art. 11 mediante un contributo annuale pari ad almeno Euro 100.000,00 finalizzato a iniziative di promozione dei territori lombardi” Sempre l’art. 7 dello Statuto stabilisce che il mancato versamento dell’importo annuale determina “comporta la perdita della relativa qualifica all’interno della Fondazione, fatta comunque salva la possibilità per gli stessi di riacquistarla a seguito del versamento dell’importo dovuto”. Il pagamento del contributo annuale è a carico della Direzione di Linea competente per materia (Direzione Cultura – Area Spettacolo). Per quanto riguarda gli Organi l’art. 9 dello Statuto stabilisce che oltre all’Assemblea dei Fondatori e dei Partecipanti sono organi della Fondazione: · Il Consiglio di Amministrazione; · Il Presidente; · Il Collegio dei Revisori dei Conti Ai sensi dell’art. 11 dello Statuto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Lombardia Film Commission è amministrata da un Consiglio di Amministrazione costituito da un massimo di cinque membri, nominati come segue: · un consigliere designato dalla Giunta Regionale della Lombardia, in conformità alla vigente normativa, che assume la carica di Presidente (si precisa che la Fondazione Lombardia Film Commission è un Ente di diritto privato in controllo di Regione Lombardia, ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. n. 33/2013); · un consigliere designato da ciascuno dei Fondatori, diversi da Regione Lombardia. L’attuale consiglio di Amministrazione della Fondazione Lombardia Film Commission vede tra i suoi componenti la Sig.ra Dubini Paola nominata dall’Assemblea dei Soci del 28 giugno 2018 su designazione del Socio Comune di Milano, in esito alla procedura di bando pubblico e decreto del Sindaco del 22 giugno 2018. Ai sensi dell’art. 15 dello Statuto il Collegio dei Revisori dei Conti, abilitati alla revisione legale die Conti e iscritti all’apposito registro, è composto da tre membri effettivi e due supplenti e viene nominato dall’Assemblea dei Fondatori e Partecipanti. L’attuale Collegio dei Revisori della Fondazione Lombardia Film Commission vede tra i suoi componenti effettivi la Sig.ra Marina Mazzeo nominata dall’Assemblea dei Soci del 29 marzo 2019 su designazione del Socio Comune di Milano, in esito alla procedura di bando pubblico e decreto del Sindaco del 6 febbraio 2019.

1 maggio 2019

Sulla vendita dell'immobile di Cormano a Lombardia Film Commission (seconda puntata)

Dalla Fondazione sono prontamente giunti diversi verbali di Cda. E ringrazio. Da una prima
lettura si evincono due elementi, incrociando i testi con i dati riportati nell'articolo de l'Espresso. Una settimana dopo l'assemblea dei soci nella quale si delibera di acquistare l'immobile di via Bergamo, vengono versati 800 mila euro ad Andromeda srl, peccato che l'acquisto doveva essere vincolato alla completa ristrutturazione e al parere di congruità di un terzo. L'atto notarile verrà firmato, secondo l'Espresso che ne pubblica una foto, sei mesi dopo. Presidente di Lombardia Film Commission all'atto del "frettoloso" versamento, era Alberto Di Rubba, amministratore unico della Pontida Fin e Direttore Amministrativo del gruppo della Lega alla Camera. Fondatore dell'associazione Più Voci.
Nel Cda del 25 gennaio 2018 parla ancora degli 800 mila euro. Non vengono definiti come corrispettivo convenuto, come nell'atto notarile, ma di caparra. Molto strano. Nel corso della riunione ci si chiede come allocare la cifra nel bilancio. Il tutto avviene alla presenza di Scillieri che secondo l'Espresso è amministratore della società fiduciaria che controlla Andromeda la società venditrice. Scillieri consulente per due anni (dall'8 gennaio 2018) a 25 mila euro all'anno della Lombardia Film Commission, secondo l'Espresso è nominato anche liquidatore della stessa srl.  che scompare dopo la vendita.
Il settimanale ci racconta anche che la Eco Srl riceve 480 mila euro da Andromeda Srl cinque giorni dopo che Andromeda ha incassato gli 800 mila dalla Fondazione Regione. Eco Srl è stata costituita solo un mese e mezzo prima, a fine febbraio 2018 la Eco srl versa tre bonifici da 60 mila euro a Dea Consulting e Sdc altra intestataria di un secondo bonifico di Andromeda Srl. La Dea Consulting è un ufficio contabile di cui Di Rubba era socio.


22 aprile 2019

"Se uno è parente di mafioso, può o non può lavorare?" Il caso della Luxury Hours

"Se uno è parente di mafioso, può o non può lavorare? Può o non può aprire una gioielleria? Si parla del recupero delle persone, ma se non le facciamo lavorare che recupero si può avere?".
Questa domanda è comparsa in una lettera firmata pubblicata su la Repubblica. 
Era il giorno successivo alla notizia della chiusura della gioielleria Luxury Hours di via Felice Cavallotti. Proprio questo fatto ci permette di rispondere con completezza agli interrogativi posti dal lettore.
La gioielleria è diventata oggetto di due misure: una amministrativa con interruzione dell'attività commerciale e un'altra di prevenzione patrimoniale. La prima revoca gli effetti della Scia commerciale a Michela Radogna, convivente di Giovanni Fontana che ha da poco scontato una pena per 416 bis in quanto associato alla famiglia dell'Arenella-Acquasanta di Palermo, cognata di Gianluca Panno, nipote di Giuseppe Panno già capo mafia di Casteldaccia (PA), ucciso e sciolto nell’acido nel 1981 a Bagheria. La seconda misura sequestra il patrimonio a Giovanni Fontana oltre a diversi beni immobili, un conto corrente a la gioielleria o meglio ciò che conteneva, perché i muri non erano di proprietà.
La motivazione di questa misura è presto detta: una "sproporzione (in questo caso notevole) tra i redditi dichiarati e gli investimenti patrimoniali effettuati“, come prescrive l'articolo 20 del Codice Antimafia.
Quindi i mafiosi e i parenti di mafiosi possono lavorare anzi dovrebbero lavorare, a meno che non siano costretti a lavorare per giustificare proventi illeciti. Questo pare il caso: “reimpiego di ricchezze accumulate illecitamente”. Quindi: sequestro.
La prima misura (la revoca dell'efficacia della Scia a seguito di una interdittiva antimafia) non viene applicata a Michela Radogna unicamente perché convivente di una persona che ha scontato in carcere una condanna per 416 bis. Non è sufficiente. E poteva tranquillamente essere applicata anche senza il sequestro disposto da Palermo. 
In questo caso si fa riferimento al Codice Antimafia all'articolo 91 comma 6: il Prefetto può desumere il tentativo di infiltrazione mafiosa da concreti elementi da cui risulti che l'attività d'impresa possa, anche in modo indiretto, agevolare le attività criminose o esserne in qualche modo condizionata.
Le misure sono diverse anche perché per opporsi a quest"ultima (l'interdittiva antimafia) si fa appello al Tar, mentre nella misura di prevenzione patrimoniale, ex articolo 20, si fa ricorso in sede penale alla Corte d'Appello.
Quindi nessun pregiudizio, nessuna volontà anticostituzionale, ma indizi e prove.
Come scrive Piero Colaprico nella risposta al lettore "Quello che serve è mantenere l'attenzione in una città come la nostra, dove ci sono 83mila esercizi commerciali e, solo lo scorso anno, hanno aperto 3.579 nuove attività e si sono registrati 2.306 subentri di gestione. Numeri elevati. 
A chi, sbagliando, crede che la mafia non sia affar suo, va detto che non lo è finché non lo decide la mafia."

20 aprile 2019

Incendi in Lombardia nei centri di stoccaggio, trattamento, smaltimento rifiuti 2019. Elenco aggiornato.

20 aprile - Rogo capannone della Valcart, azienda di rifiuti dell'Alto Sebino, Valcamonica
25 marzo 2019 - Mariano Comense, discarica rifiuti
17 marzo 2019 - Milano Via Campazzino, ex cartiera dismessa
2 marzo 2019 - Milano Via Valpollicella, rottamaio

Inviatemi segnalazioni commentando il post oppure a info.davidgentili@gmail.



Nel corso del 2018:
  1. 4 gennaio Corteolona in un capannone sede di una discarica abusiva, nella provincia di Pavia,
  2. 5 gennaio Besana Brianza un incendio era scoppiato alla Sinergi, 
  3. 19 gennaio Baranzate Suez (ex Ecoltecnica Srl) rifiuti speciali industriali ed inerti 
  4. 7 febbraio un'esplosione ha originato un incendio alla Ecosfera di Bulgarograsso (Como), azienda che tratta rifiuti speciali ...