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9 febbraio 2019

La storia di Newpol srl ha dell'incredibile

La storia di Newpol srl ha dell'incredibile. Da 4 anni (marzo 2015) aspetta di essere iscritta alla White list della Prefettura di Milano. Categoria: guardiania armata nei cantieri. A Milano non ha appalti di poco conto: guardiania e vigilanza armata nei cantieri M4, contratto conclusosi a dicembre del 2018, e nei cimiteri milanesi.
Nel giugno 2017 (articolo de Il Mattino di Napoli) si apprende dell'esistenza di una indagine coordinata dalla DDa di Napoli, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 80 persone per reati associativi, finalizzati al riciclaggio di denaro provento delle illecite attività del clan camorristico Amato Pagano. Tra gli indagati: Giusi Marrone e Crescenzo Marrone che rivestono ed hanno rivestito cariche proprio nella società Newpol srl.
Nella White list della Prefettura entrano solo fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori esposti maggiormente a rischio. L'ordinanza del GIP sembra motivo sufficiente per negare l'accesso.
La Polizia Locale di Milano solleva la questione, ma non accade nulla: nell'elenco excel della Prefettura la Newpol rimane con la dicitura: (RICHIESTA ISCRIZIONE 17/03/2015).
Nonostante la Newpol non sia mai entrata nella White list, nonostante le indagini, quanto scritto sulla tabella sancisce che l'iscrizione non sia stata rifiutata e, quindi, che l'azienda può partecipare ad appalti pubblici.
Il contratto con M4 però non è contratto pubblico perché stipulato con la Metroblu scrl (costituita da Astaldi e Impregilo, assegnataria dei lavori di realizzazione delle opere civili e degli impianti non di sistema.
Metroblu il 21 dicembre 2018 (dieci giorni prima la scadenza del contratto con Newpol), decide di cambiare contraente, esclude Newpol ed esprime parere positivo a favore di Sicuritalia spa.
Peccato che Sicuritalia non sottoscriva il contratto, nonostante avesse partecipato alla trattativa privata e nonostante durasse per ben due anni, fino al 31 dicembre 2012.
Morale: M4 spa si vede costretta ad accettare la richiesta di Metroblu, che, visto la decisione autolesiva di Sicuritalia, decide, a quel punto, di rinnovare il contratto alla Newpol srl fino a dicembre 2019. Un anno in meno.
Due giorni prima la decisione di contrarre l'appalto con Sicuritalia, la Newpol comunica alla Prefettura il cambio dei soci e dei dirigenti apicali.
La Prefettura prende tempo per valutare le nuove carte.
La Newpol prosegue nella guardiania e vigilanza armata nei cantieri M4 e nei cimiteri milanesi.

5 febbraio 2019

Suning è reale. Il resto degli ologrammi

Una lunga catena societaria porta alle Cayman e al Delaware. Due paradisi fiscali nei quali l’hedge fund Elliott custodisce in due distinte società la proprietà del Milan: due terzi la prima, il resto alla seconda. Così emerge in una brillante inchiesta di Mario Gerevini del Corriere della Sera. Nelle Cayman finisce anche Lion Rock Capital di Daniel Tseung, il 47 enne cinese che ha acquistato il 31% da Erik Thohir, il non compianto presidente dell'Inter. Nel pallone l'opacità regna sovrana. Solo Suning pare reale. Peccato che abbiamo una concessione in essere con le due societa calcistiche milanesi. Su la Repubblica, Alessia Gallione, racconta dei fondi esteri all'assalto della Milano Immobiliare. Due stipulano una convenzione urbanistica: per Porta Vittoria il fondo York. in zona Bisceglie il fondo Varde. Investimenti importanti. Utili per il futuro della città (non tutti). Investimenti che devono essere trasparenti. I titolari effettivi, i reali beneficiari, devono essere dichiarati. Milano non può permettersi di stipulare accordi con chi la sua identità non la vuole dichiarare.

Scrive Gerevini: "l'eventuale plusvalenza per la Rossoneri Sport Investment, sede in Lussemburgo, proprietaria del Milan arriverà nei due fondi speculativi in due paradisi fiscali. Il primo: Elliott International ter L.P., ha asset per un valore lordo di 51,9 miliardi di dollari, secondo un documento consegnato alla Sec nel luglio 2018. Quello del Delaware, Elliott Associates, ha asset per 22 miliardi. Se quęste sono le proporzioni, i due terzi della proprietà del Milan fa capo all'hedge fund delle Cayman che ha circa 700 investitori prevalentemente istituzionali (taglio minimo d'ingresso 5 milionid dollari)..... L'altro terzo di Milan è in Delaware dove il Fond Elliott Associates «conta» 710 grandi investitori".

30 gennaio 2019

Sulla modifica del regolamento degli operatori della logistica nell'area dei mercati generali di Milano

Il rendering del nuovo progetto
Seduta di Commissione Antimafia e attività produttive sulle modifiche del testo del regolamento che individua quali realtà possano operare nei mercati generali. Nel presentare le modifiche che Sogemi proporrà all'Osservatorio sulla legalità e alla Commissione di Mercato, il Presidente Cesare Ferrero ci ha tenuto a ricordare che da quando fu approvato nel dicembre 2014 il testo (ancora in vigore) i nove soggetti allora abilitati sono diventati 5: Mgs-service fallisce nel gennaio 2015 Nuova Ausiliaria è decaduta nel maggio 2015 Icotea è decaduta nel gennaio 2018, la Mecenate ad agosto 2018. Su Ageas impresa Consortile pende una ordinanza del Tar che dopo aver sospeso il provvedimento di revoca avanzato da Sogemi, entrerà nel merito il prossimo 6 marzo.
Applicando quel regolamento a luglio 2018 i giorni di sospensione convertiti in pena pecuniaria hanno "fruttato" a Sogemi ben 370.000 €.
Ferrero ha dichiarato che verranno redatti due regolamenti uno per carico, scarico, trasporto nel mercato agroalimentare di Milano della durata di 24 mesi, l'altro "di cui non parliamo oggi" ci ha tenuto a precisare il presidente, regolerà la presenza delle aziende che operano nella lavorazione e confezionamento della merce. Ricordando che l'ente gestore può gestire direttamente il carico, scarico, trasporto oppure può fare bando per individuare un unico operatore (quello che si vuol fare una volta terminati i lavori di ristrutturazione) oppure costituire l'albo delle realtà autorizzate sulla falsariga del regolamento(quello che oggi si è deciso di proseguire a fare)
Sogemi vuole un regolamento che preveda requisiti organizzativi adeguati, dei livelli di servizio (fatturato, esperienza, mezzi) minimi. Verrà esplicitato il divieto per i consorzi di modificare quale consorziata delegare. Verranno mantenuti i livelli di controllo attuali, e per farlo, con inalterata efficacia, l'albo prevederà un contributo a fondo perduto alla società.
Mi hanno confermato la scelta che ho perorato da tempo e richiesto anche durante la seduta di prevedere un contratto unico, quello della logistica, ponendo fine all'odioso dumping salariale.
Ho auspicato che ugualmente, il regolamento per la lavorazione e il confezionamento, seppur plasmato su diverse attività, preveda le stesse attenzioni* (magari chiedendo l'estratto Uniemens Individuale ) per il rispetto della libera e sana concorrenza di mercato, norme che poggiano sul Protocollo di Intesa firmato il 21 gennaio 2013, con la Prefettura.
In ultimo, come ho già dichiarato, attendere l'esito della sentenza di merito al TAR in tema Ageas senza aver fatto alcunché mi sembra fragile. Considerato quanto emerso e cioè che Sogemi ha forti dubbi sulla regolarità degli atti che Ageas ha prodotto nel tempo, mi sembra importante dare un segnale che il rapporto fiduciario con la realtà consortile che opera è, di fatto, venuto meno.

* Controlli su Documento Unico di Regolarità Contributiva (D.U.R.C.), rilasciato in data non anteriore a tre mesi dalla data della presentazione della domanda; tale documento dovrà essere prodotto con cadenza trimestrale; fotocopia del Libro Unico del Lavoro che dovrà essere presentata mensilmente in formato elettronico e in formato cartaceo entro la scadenza del mese successivo a quello di riferimento, a partire dal mese di inizio attività nel/i Mercato/i; fotocopia dei modelli F24 mensili quietanzati da presentare entro il mese successivo a quello di riferimento a partire dal mese di inizio attività nel/i Mercato/i, attestanti l’avvenuto adempimento da parte dell’operatore economico degli obblighi contributivi, assicurativi e fiscali attinenti alla attività e al personale impiegato; estratto Uniemens relativo alla situazione retributiva e contributiva dei lavoratori impiegati nel/i Mercato/i; dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante dell’operatore economico, relativo alla presenza del proprio personale utilizzato all’interno dell’area mercatale; quest’ultimo sarà obbligato a utilizzare la tessera per entrare e uscire dal mercato e ad utilizzare gli appositi POS per tracciare, utilizzando l’impronta digitale, l’orario di inizio e fine lavoro e permettere così il controllo incrociato tra ore pagate e ore lavorate, di concerto con gli Enti preposti; fotocopia dell’attestato di revisione o certificato di revisione di cui al D.Lgs. n. 220/2002 o autocertificazione di cui all’art. 6 del medesimo decreto cui dovrà seguire, entro tre mesi dalla presentazione della autocertificazione, copia dell’attestazione di revisione o certificato di revisione.

28 gennaio 2019

Galleria: partecipa solo chi non è opaco

Una semplice frase. Rivoluzionaria: dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ex DPR 445/2000 riguardante il titolare effettivo (ALLEGATO E), sottoscritto dal rappresentante legale, pena l’ esclusione. Sottolineo: pena l'esclusione!
Una frase che compare nel bando per due spazi in via Marino 7 e in via Foscolo 3.
Il primo si articola su tre livelli, 100 metri quadrati, 260 mila euro il canone annuo a base d'asta. Il secondo spazio è ubicato all'angolo tra la via Foscolo e il braccio secondario della Galleria Vittorio Emanuele II e si articola anch'esso su tre livelli 200 metri quadrati 577 mila euro il canone annuo a base d'asta.
Non male. Due spazi che fanno gola a molti. Ma non tutti potranno partecipare. Chi vuol mantenere l'opacità del proprio assetto proprietario non può!
E' il punto g) dell'elenco dei documenti da presentare per partecipare alla gara per la concessione dei due spazi.
La richiesta che deve essere soddisfatta pena l'esclusione è frutto della mozione che ho presentato assieme ai colleghi di Milano Progressista per garantire la massima trasparenza societaria di chi partecipa ad una gara o sottoscrive una convenzione anche urbanistica.
Eravamo in una fase d'attesa. Anac il 30 gennaio si deve esprimere per un parere in merito (vedi link richiesta), ma, nelle more, alcuni dirigenti determinati credono fortemente nel principio: nessuno può mascherare la propria identità nel momento in cui sottoscrive un atto con il Comune di Milano. Una norma di un banalità estrema, ma che non esiste sulla carta, se non nel buon senso. Una norma che contrasta il riciclaggio, l'evasione fiscale, combatte il conflitto di interesse e tutela la libera e sana concorrenza di mercato.
Bisogna proseguire così. Milano da apripista!