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17 novembre 2020

Rompere l'omertà. Sconfiggere la tratta


Oramai alla firma il Protocollo operativo antitratta. Voluto particolarmente dal Tribunale di Milano dalla Dda e che vede il Comune di Milano tra i protagonisti. Non è un patto. Si avvicina di più ad un manuale di istruzioni. Mira a creare un dialogo permanente multiagenzia, definendo procedure condivise e conosciute da più operatori possibili. Dal magistrato al poliziotto locale del piccolo comune della cintura. 
Un grande strumento ripreso da Catania e adattato alle dimensioni e alla complessità Milanese. 
Il testo non è ancora pubblico. I contenuti sono stati presentati, oggi pomeriggio, durante la seduta congiunta Antimafia- Pari Opportunità-Sicurezza.
Presenti Adriano Scudieri - Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano; Olivia Condino - Magistrato Sezione Specializzata per l'Immigrazione, Miriam Pasqui - Responsabile Unità Diritti e Grave Emarginazione; Sara Virzì - Cooperativa LULE Progetto "Mettiamo le Ali"; Tiziana Bianchini - Cooperativa Lotta contro l'Emarginazione "Derive & Approdi". 
Rete costituita per lo scambio di informazioni che non hanno il profilo della denuncia ma che rappresentano inneschi possibili delle indagini. Per potenziare le relazioni tra operatori per risolvere problemi di più svariata natura. Uno strumento che mira a facilitare il riconoscimento e la segnalazione della potenziale vittima di tratta.
Al centro anche il grande interrogativo legato alla presenza della mafia Nigeriana, provata a Torino e a Brescia, ma non a Milano. E al ruolo delle associazioni criminali (mafia) di origine cinese. Mente purtroppo consolidata, la presenza e la forza della criminalità organizzata albanese in Lombardia nel traffico di droga e nello sfruttamento della prostituzione.
Mancano purtroppo le denunce. L'omertà regna. Le intimidazioni fortissime. Le indagini purtroppo partono tardi. In diverse occasioni le denunce vengono fatte quando le presunte vittime si sono trasferite fuori dall'Italia spesso in Germania o Austria. Nell'ambito delle procedure per il riconoscimento del permesso di soggiorno. Ma oramai le informazioni giungono tardi e gli aguzini hanno cambiato casa o indirizzo telefonico. 

22 ottobre 2020

Altro che Scaroni!!! Cerchione e D'Avanzo governano il Milan

La Project RedBlack sarl, ha sede in 42-44, Avenue de la Gare L - 1610 in Lussemburgo ed è proprietaria del Milan. Tra i soci ci sono la Genio Investments, la King George e la Blue Skye
Secondo il sito della Camera di commercio Lussemburghese  Salvatore Cerchione residente negli Emirati Arabi Uniti, nato a Napoli nel 1971 e Gianluca D'Avanzo residente nel Regno Unito, nato a Napoli nel 1975, sono i beneficiari effettivi della sarl e controllano indirettamente il 25,002 % ciascuno della Project Red Black e quindi del Milan e nonostante il capitale sia per il 95% in mano a Elliot tramite le azioni possedute dai veicoli provenienti dal paradiso fiscale del Delaware (Genio Investments e la King George), sono loro che decidono, tramite il 5% del capitale azionario che fa invece capo alla loro Blue Skye. 
Ma chi sono?
Cerchione e D'Avanzo iniziano la loro ascesa nel mondo finanziario, dieci anni fa, con la gestione dei crediti sanitari in regione Campania. I due napoletani sono legati a Galliani tramite Sopaf come era emerso nella puntata di Report di due anni fa e "il loro socio Giuseppe Cipriani, è il compagno di Nicole Minetti, l'ex consigliera regionale della Lombardia, condannata in appello per favoreggiamento della prostituzione per il suo ruolo nelle feste del bunga-bunga di Berlusconi".
Altro che Scaroni. Loro sono i veri capi!
Pare molto strano...
Rimane il 95%. Ma chi sono quei pazzi che mettono i soldi ma che non decidono?
Non si sa....
"Elliott", come sostiene Carlo Festa nel suo blog de Il Sole 24 Ore, "oltre ai soldi della famiglia Singer, gestisce miliardi di altri sottoscrittori dei suoi fondi. Non è quindi possibile sapere a chi fanno effettivamente capo i soldi investiti nel Milan, né se il fondo utilizzato per l’investimento sul Milan sia stato creato ad hoc oppure se faccia parte di uno dei fondi globali dell’investitore americano".





18 ottobre 2020

Cresce l'illegale. Il PIL ringrazia

Il vergognoso appuntamento autunnale con l'economia sommersa e illegale e il suo contributo al PIL si ripete regolare anche oggi. ISTAT ha pubblicato il report il 14 ottobre.
I dati sono riferiti al 2018. Le Attività illegali che sono calcolate da ISTAT non sono tutte. Ma solo quelle "caratterizzate dal mutuo consenso fra i contraenti" e tra queste solamente il traffico di stupefacenti, i "servizi" (termine terribile) di prostituzione e contrabbando di tabacco. Niente usura. Niente contraffazione o gioco d'azzardo illegale o traffico d'armi.
A fronte di una diminuzione del sommerso l'illegale cresce: 17.233 miliardi nel 2015, 18.078 nel 2016; 18.896 nel 2017; 19.238 nel 2018.
La crescita delle attività illegali è determinata per la quasi totalità dal traffico di stupefacenti. Per questa attività la spesa per consumi si attesta a 16,2 miliardi di euro (+0,4 miliardi rispetto all’anno precedente). Nell’ultimo quadriennio per il traffico di stupefacenti si è registrato un incremento medio annuo del 3,5% per il valore aggiunto e del 3,7% per i consumi, "sostenuti soprattutto dalla dinamica dei prezzi". 
Per il PIL bene. Più si spaccia più aumenta...

* Nota: Valore aggiunto ai prezzi base: differenza tra il valore della produzione di beni e servizi e il valore dei costi intermedi sostenuti a fronte di tale produzione. La produzione è valutata ai prezzi base, cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai prodotti e i costi intermedi ai prezzi di acquisto. Corrisponde alla somma delle retribuzioni dei fattori produttivi e degli ammortamenti.

6 ottobre 2020

Da Igor Bidilo a Giosofatto Molluso. Passando per due locali. Uno in Corso Monforte l'altro in piazza Diaz e da un professore della Bocconi.

Igor Bidilo lo descrivono come un ingegnere kazako che ha guadagnato miliardi in Russia con il petrolio. Ora è finito sotto inchiesta in Svizzera e in Italia con accuse di riciclaggio internazionale. "In questi anni si è comprato mezza Siena, perfino il marchio delle pasticceria Nannini". Così scrivono Leo Sisti e Paolo Biondani su l'Espresso, che hanno informato che l’oligarca, il cui nome era nei Fincen Filese è finito sotto inchiesta con l'accusa di riciclaggio

"Un flusso di 10 milioni, usciti dalla Svizzera e incassati dal gruppo di Siena: a mandare i soldi in Italia è una società di Cipro, che però li aveva appena ricevuti da una offshore delle Isole Vergini, a sua volta finanziata dalla Somitekno (riconducibile a Bidilo secondo la procura senese). Tre bonifici con la stessa cifra, eseguiti lo stesso giorno".

La Sielna di cui Bidolo è titolare effettivo, ha fatto investimenti non solo a Siena, ma anche a Milano. Il Valentino vintage in Corso Monforte 16 e il Nannini in piazza Diaz 7.

Lo strumento operativo era la Real 2 ora Caffetterie Nannini Italia srl. Nel 2018 Procuratore speciale della Caffetteria Nannini Italia srl era Vincenzo Morabito. Prima di lui Bruno Romeo, figlio di Salvatore Romeo e nipote di Giosofatto Molluso. Entrambi appartenenti alla criminalità organizzata di origine calabrese.

Vincenzo Morabito, ci dice Davide Milosa de Il Fatto, viene citato negli atti dell’indagine “Mensa dei poveri” Si legge di seguito: “Morabito” ha “partecipazioni in numerose società (…) dalla consulenza aziendale alla ristorazione agli affari immobiliari”. Una, la Hermas srl, è proprietaria del ristorante Valentino Vintage di corso Monforte 16. “Presso queste società – scrivono i carabinieri – è stabile il legame tra Morabito e Romeo, il quale ricopre la qualifica di procuratore”. I due vanno in tandem. Di più: l’incremento di reddito di Morabito “passato da 99 mila euro nel 2011 a 421 mila nel 2015” corrisponde alla “stessa epoca in cui Bruno Romeo è comparso nelle società”.

Morabito è professore associato presso università Bocconi e ricopre 22 ruoli in 18 società. Possiede più società nell'ambito della consulenza sui sistemi informativi ed organizzazione, coerente con la sua materia d’insegnamento.