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16 luglio 2019

Accreditamento dei CFP di AFOL e ruolo di Giuseppe Zingale

La DGR 2412 del 2011 norma le Procedure e requisiti per l'accreditamento degli operatori pubblici e privati per erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale nonché dei servizi per il lavoro. Quindi indica i requisiti in base ai quali è conseguito e mantenuto l'accreditamento. Al punto 4 dei requisiti giuridici e finanziari si parla dei requisiti di onorabilità. Viene richiesta in capo al legale rappresentante, agli amministratori, ai direttori, ai responsabili di unità organizzativa o responsabili amministrativi, l’assenza di procedimento penale pendente in relazione ad uno dei reati di cui al punto precedente, tra cui delitti contro la pubblica amministrazione. Mi sembra proprio la posizione del Direttore Generale di AFOL Giuseppe Zingale che quindi di conseguenza dovrebbe essere sospeso dall'incarico nel più breve tempo possibile.
Ora, com'è possibile non sia stato rilevato questa incompatibilità dagli studi legali coinvolti dal Cda dell'agenzia?
Al di là del fatto che imputo all'ex Cda l'errore, gravissimo, di non aver neppure avviato un procedimento disciplinare contro chi si è stato oggetto di una misura cautelare per il reato di istigazione alla corruzione, alcuni stamattina, durante l'assemblea dei soci alcuni hanno sostenuto che la DGR sarebbe superata dal Decreto dell'11 gennaio 2018 che però descrive solamente i criteri per la definizione dei sistemi di accreditamento dei servizi per il lavoro. Non quelli per l'istruzione e la formazione che sono di stretta competenza della Regione e che regolano i rapporti con i CFP di AFOL. Per questo ho chiesto un parere urgente all'assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane che ha partecipato tramite un suo delegato all'assemblea dei sindaci convocata oggi per la nomina del Cda.

Lorenteggio: Bolognini dà i numeri. Una sintesi (non validata)

Innanzi tutto sappiate che giovedì 18 luglio alle ore 18, presso la scuola Rinascita in via Rosalba Carriera convocata assemblea con gli abitanti del quartiere.
Questo pomeriggio durante seduta di commissione Casa, Periferie, Affari Internazionali Stefano Bolognini, assessore alla Casa di Regione Lombardia ha detto molte cose:
Via Lorenteggio 181 demolito a settembre e ricostruzione nel 2020;
Manzano 4 verrà ricostruito totalmente (con risorse regionali ancora da individuare NdR), gara di appalto per la demolizione a settembre 2019 e inizio lavori marzo 2020, parte il tavolo in Prefettura per chi ha titolo o meno di rimanere nell'edilizia residenziale pubblica (ERP);
Via Giambellino 150 avvio lavori estate 2020;
Via Odazio 8 e Lorenteggio 179 inizio autunno 2020;
Il dato più inaspettato è stato quello sulla superficie lorda destinata a ERP: 2000 mq in più (presentato senza alcuno schema che lo motivasse). Mentre quello più contestato è quello sugli alloggi: 334 quelli da demolire, compreso via Segneri 3 (non lo si ricostruisce perché c'è in programmazione di aumentare la grandezza della piazza (testuali parole dell'assessore); 329 quelli offerti al termine dei lavori. Il ritardo accumulato secondo me (Bolognini non ha né confermato, né smentito) è di 14 mesi. Giovedì durante l'assemblea torneremo sui diversi argomenti.
A settembre il Presidente di Regione Lombardia e il Sindaco incontreranno assieme il quartiere.

Gabriele Rabaiotti nell'intervento ha ricordato alcuni interventi messi in atto dal Comune di Milano con i fondi europei:
Riqualificazione energetica e scuola dell'infanzia di via dei Narcisi (fonti rinnovabili, cappotto e serramenti): inizio lavori per maggio 2020 ora siamo in fase di progettazione esecutiva. A novembre 2019 riusciremo a bandire la gara. C'è stata una riduzione del finanziamento da 6 milioni e abbiamo dovuto inserire fonti proprie per poterla concludere.
Sistemi di illuminazione pubblica potenziato che interessano la diagonale di via Segneri, Odazio ed anche le vie minori Manzano, Recoaro, Apuli, Sanniti. Progettazione esecutiva. Approvazione progetto nel luglio 2019 poi il bando e i lavori che dureranno 8 mesi
Ciclabilità connessione Piazza Napoli con Piazza Tirana luogo di intermodalità. Fine lavori ad aprile 2021.
Laboratorio sociale partito nel giugno 2019 - 950mila euro per tre anni. In Piazza Tirana angolo Segneri.
Scuola di quartiere formazione e inserimento lavorativo.
Sostegno Imprese socialmente rilevanti 1 milione e 200 mila euro.

17 giugno 2019

Porta Vittoria e la ricerca del titolare effettivo...

Nella rubrica Parterre de Il Sole 24 Ore il 5 giugno scorso è comparso un articolo su Porta Vittoria.
Riporta con toni che mi inorgogliscono il mio sforzo di sapere chi sia il/i  titolare/i effettivo/i che detiene/detengono i diritti edificatori del programma di sviluppo urbanistico di Porta Vittoria collassato sotto il peso di 400 milioni di debiti. Risuscitato il 22 maggio u.s. dopo che il Fallimento Porta Vittoria ha trasferito a Prelios SGR SpA, quale gestore del Fondo Niche, la titolarità del compendio Immobiliare Porta Vittoria.


Sul Fondo Niche
La mia domanda era chiara: chi sia il titolare effettivo del nuovo proprietario dell'area oggetto della trasformazione urbanistica oggetto dell'Accordo di Programma per l'approvazione del PII di riqualificazione urbana dello scalo ferroviario di Porta Vittoria. Risposta: il titolare effettivo di Prelios SGR S.p.A., società di gestione del Fondo Niche, risulta essere Andrea Cornetti il suo direttore generale. Una risposta motivata nel dettaglio. Peccato che Prelios gestisca il Fondo Niche, non ne è proprietario. Il proprietario è il Fondo York. In una precedente risposta infatti, mi veniva scritto che il Tribunale ha omologato il concordato fallimentare, prendendo atto che Progetto Vittoria RE, in qualità di soggetto proponente, ha nominato quale Assuntore subentrante la società “Prelios Società di Gestione S.p.A.", in nome e per conto del fondo immobiliare riservato a investitori professionali denominato “Fondo Niche”, interamente di proprietà del Fondo York
Capire cosa sia il Fondo York non è semplice. Si apre la porta di un labirinto di nomi simili, ma diversi da cui è difficile uscirne: York Global Finance Offshore, sebbene possa riferirsi nello specifico sia a York Global Finance Offshore BDH (Luxembourg) S.à r.l. sia a York Global Finance Offshore BDH, LLC, in ogni caso si riferisce in ultima istanza a quest'ultima, che detiene il 100% del capitale della prima. Il titolare effettivo della York Global Finance Manager, LLC è il sig. James G. Dinan che la controlla in virtù della sua qualità di socio fondatore di York Capital Management Global Advisors, LLC, società controllante la York Global Finance Manager, LLC.
Basterebbe scrivere che il titolare effettivo del Fondo Niche è James Dinan. Ma così non è. E non riesco a capire il perché. Tra l'altro, nella prima comunicazione la York Capital Management Global Advisors gestiva la York Global Finance Manager, LLC. Non si menzionava il fatto che la controllasse.
In realtà i fondi immobiliari sono paragonabili ad un treno. Possiamo parlare con il macchinista (Prelios). Con chi lo ha costruito (York), ma si fa fatica a parlare con chi ha pagato la corsa, senza il quale il treno non sarebbe mai giunto nella nostra stazione. Un treno che proviene dal Delaware.

Perché chiedere il titolare effettivo
Una questione che per me è emblematica. Come quella che ho portato avanti sul Milan, concessionario dello stadio di San Siro, nella lunga fase di transizione tra Silvio Berlusconi e il fondo Elliot, passando per Yonghong Li, che perse nell'operazione qualcosa come 300 milioni di euro. Almeno, così ha dato a intendere.
Una battaglia, che condivido con Transparency, per sapere chi siano le reali controparti dei contratti firmati dalla pubblica amministrazione. Siano atti di concessione, di contributo o di convenzionamento, anche urbanistico. Non è possibile che la PA sottoscriva un atto con qualcuno con un cappuccio in testa. Attualmente non c'è una norma chiara. Secondo me l'obbligo di richiedere il titolare effettivo deriva dalla applicazione della 231/2007 (antiriciclaggio) e dalle norme sul conflitto di interesse.
Lo stop dell'Anac, all'applicazione tout court della mozione votata in consiglio il primo ottobre, lascia l'amaro in bocca. Ma si procede uguale. L'obiettivo è quello di definire delle procedure da applicare anche a seconda delle situazioni. Negli appalti non è possibile l'articolo 80 non prevede che ci siano ulteriori cause di esclusione. Nelle concessioni l'esclusione per mancata dichiarazione del titolare effettivo è già stata prevista. Per le convenzioni urbanistiche siamo ancora in alto mare.
E l'urgenza è legata ai 10 miliardi di investimenti che giungeranno a Milano nei prossimi 10 anni.

Nel momento la controparte non lo dichiarasse o rimanesse evasiva, penso sia comunque giusto, non avendo tra le possibilità quella di non firmare l'atto (così pare...) di segnalare alla UIF l'operazione sospetta a rischio riciclaggio.

15 giugno 2019

Sull'autosospensione di Lotti

Lotti si autosospende dal Pd.
A parte le accuse a Zanda, emerge un elemento importante: lo facevano tutti. Infatti scive: "Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? ... Non partecipo alla fiera dell'ipocrisia"
Lo facevano tutti, senza neanche aver possibilità di successo, perché alla fine scrive: "Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura?" Quindi l'incontro la sera in albergo era una farsa, un esercizio fasullo del proprio potere. Si. Mi sono interessato, sembra sostenere Lotti, della carriera di un magistrato, come hanno fatto tutti. Un magistrato che doveva diventare capo della Procura che mi indagava, ma ho partecipato senza poter contare nulla. Non vi preoccupate, decidono altri.
Rimango convinto che come parlamentare dovrebbe dire chiaramente (senza costringere a deduzioni) non quello che non ha fatto, ma quello che ha fatto. Sostiene infatti che "... non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente".
Le domande che io gli farei per far emergere la verità e non la non bugia sono: Perché ha partecipato all'incontro^ Chi lo ha organizzato? Ce ne sono stati altri? Ha partecipato per conto di qualcuno? Aveva un mandato? Perché ha detto quelle parole? Perché non ne ha dette altre e non ha reagito sdegnato a quelle dette dagli altri invitati? Ha promesso qualcosa agli interlocutori? Chi altri del Pd si è interessato di nomine di magistrati? Per conto di chi e per ottenere cosa?
Sono convinto che un parlamentare abbia il dovere di rispondere!