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Dopo 5 mesi e mezzo di ostruzionismo, dibattito e trattativa il Pgt migliora.

Il Piano di Governo del Territorio proposto dalla Giunta Moratti è ricco di ambiguità e di zone d’ombra. Ancora poco si sa di come verrà gestita la perequazione e di quale sarà la proposta con cui Masseroli andrà da Podesta (leggi Ligresti) a dialogare per l'accordo di programma che definirà il futuro del Parco agricolo sud Milano. Il più grande parco agricolo d'Europa, il 20% della superficie del Comune di Milano, con 1400 aziende agricole attive. Ma soprattutto, questo Pgt, genera una quantità di metri cubi di cemento inaccettabili. Si è passati dai 29 milioni previsti all'inizio ad un valore inferiore, grazie ad alcuni nostri emendamenti, ma comunque eccessivo.
Voteremo contro, al momento dell’adozione, per questo.
In particolare non viene approfondito con la necessaria trasparenza, e risolvendo le ambiguità presenti da principio, il tema dell’applicazione della perequazione. Quanto varrà 1 mq di Parco agricolo? Varrà come 1 mq in pieno centro o meno? Che garanzie ci saranno perché il mercato dei mq non si trasformi in una bolla speculativa o perché, all'opposto non si garantisca il potenziameto di un oligoplio?
Inoltre rispetto al Parco Sud i passi avanti ipotizzati non tutelano a sufficienza il futuro, agricolo, di quella che per noi è una risorsa cruciale per la città. Ma soprattutto nulla garantiscono rispetto a quanto vorranno fare in Provincia. Comune e Provincia dovranno accordarsi sui nuovi Piani di Cintura Urbana e per il momento non si riescono a capire le due posizioni. Noi si vuole concordare prima ciò che il Comune esigerà. Staremo a vedere se Masseroli ci darà retta.
Il nostro giudizio complessivo sul PGT dunque non cambia.
I risultati che abbiamo ottenuto, dopo mesi di duro conflitto in aula e fuori dal consiglio, tuttavia, riducono il suo impatto negativo vincolandolo maggiormente rispetto ad alcune questioni cruciali, come la casa, e prefigurando ipotesi migliorative in relazione ai rischi di “cementificazione” e alla dotazione complessiva di verde.

In particolare grazie alle proposte delle opposizioni il PGT al 28 giugno 2010 rispetto a quello del novembre 2009 prevede:
  • la riduzione, di tre milioni di metri cubi della “quantità di cemento” ipotizzata nei diversi ambiti di trasformazione attraverso un’importante riduzione degli indici.
  • l’aumento di un milione e 250 mila metri quadrati di verde e servizi, programmato nei medesimi ambiti
  • l’obbligatorietà di realizzazione di una quota pari al 35%(originariamente non vi era alcun vincolo riguardante quantità e localizzazione) di abitazioni in housing sociale (edilizia sociale, moderato etc.). Si è quantificato in 30.000 nuove case in housing sociale (case popolari, a canone moderato, a riscatto e in convenzionata agevolata) potenzialmente in più rispetto al Piano iniziale.
  • un impegno riguardante l’area EXPO relativo alla necessità di mantenere anche dopo il 2015 il carattere “ambientalmente sostenibile” degli interventi lì previsti
  • il condizionamento, per quel che riguarda il tunnel Rho-Linate, all’approvazione di un Piano per la Mobilità, prevedendo, in ogni caso la totale assenza di risorse pubbliche derivanti da Enti Locali. In pratica, lo diciamo con semplicità, il tunnel è in un binario morto.
  • il rafforzamento di un vincolo per le Ferrovie dello Stato riguardante la necessità di investire tutti i proventi connessi alle operazioni sul demanio ferroviario verso la realizzazione della “Circle-Line” (passante ferroviario)
  • un nuovo sistema premiale finalizzato a sostenere il risparmio energetico
Una serie di interventi riguardanti la necessità di porre mano a ritardi presenti in città rispetto al recupero o alla realizzazione di “luoghi” particolarmente significativi legati alla cultura, alla socialità, agli spazi per i bambini (per es. : il Trotter, il progetto Aulì Ulè etc.).

Nelle prossime settimane con questo spirito affronteremo le ultime sedute riguardanti l’adozione del provvedimento. Al termine delle quali la “parola” passerà ai cittadini attraverso la fase di raccolta delle osservazioni, in programma a settembre, che seguiremo con grande convinzione.
Nell'accordo era prevista l'approvazione entro il 28 giugno e il ritiro di tutti gli altri emendamenti.
Per il momento bisogna capire il destino del Parco e, per il momento gli emendamenti non sono ancora ritirati.
La terza “fase” riguardante il ritorno in aula del provvedimento e l’iter concernente la sua “approvazione” avverrà successivamente.
Ad oggi nessuno può dire che il provvedimento verrà approvato entro le elezioni del 2011. Passeranno obbligatoriamente e, al massimo, 240 giorni dal giorno dell'adozione (mancano 680 emendamenti), pena la decadenza.
Se così fosse scriveremo un nuovo PGT, radicalmente diverso, dopo le elezioni convinti che le ambiguità presenti nel provvedimento attuale vadano superate per il bene della città, al di là di quale sia la parte chiamata a “governare”.

1 commento:

notevole ha detto...

Bravo Davide!.
Mi sembra una lettura corretta.
Spero di vederti alla manifestazione che abbiamo indetto, come associazione "Vivi e progetta un'altra Milano" per lunedì 5 davanti a Palazzo Marino alle ore 18
Rolando Mastrodonato