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30 gennaio 2011

Dopo le osservazioni giunte da tutta Milano e le controdeduzioni della Giunta è iniziato il dibattito sul Piano di Governo del territorio

La maggioranza ad inizio dibattito ha proposto ed approvato, dopo ore di interlocuzione e scontri con l'opposizione, un metodo per votare osservazioni e controdeduzioni del tutto illegittimo. Un metodo che priva il singolo consigliere di presentare e far votare un emendamento. Proprio per questo le opposizioni non hanno neanche partecipato al voto. Nel testo approvato si dice che le proposte di modifica devono essere divise per ogni singola area tematica (otto in totale) e quindi votate tutte insieme... Abbiamo fatto presente ed io in particolare ho insistito con forza che gli emendamenti presentati (io ne ho protocollati 218) non sono proposte di modifica generiche ma atti amministrativi regolati dall'articolo 61 del regolamento del Consiglio e quindi da discutere e votare. Nessun ordine del giorno può impedirlo.
Dopo sei ore d'aula la seduta è sospesa. Domani si riparte e vedrete mancherà il numero legale.
Perché il problema vero è che non si vuole affrontare gli emendamenti perché la maggioranza non ha la forza di mantenere l'aula per così tanti giorni.

Di seguito il testo del mio intervento al dibattito del 26 gennaio 2011.

“Sono state dette tantissime cose oggi, voglio dare anch’io il mio contributo, anche se l’Aula è un po’ distratta. Come giustamente diceva l’Assessore precedentemente - è un momento importante per la Città, è il momento di questo mandato e non voglio far mancare anche il mio contributo agli atti, ai posteri o ai presenti, se vorranno ascoltarmi.

Come il mio collega Fanzago, mi sono concentrato, cercando di fare una certa pulizia mentale, sui pareri degli Enti, quindi di ARPA, ASL, Provincia e il parere degli Enti non ha fatto che rinforzare la mia assoluta contrarietà rispetto ai contenuti del Piano, perché dal parere degli Enti emerge un Piano che ha una capacità demografica immaginata, sensibilmente minore rispetto al cemento che si immagina di avere da qui ai prossimi anni.

È un Piano di Governo del Territorio che dà una fotografia della Città al 2030, ma non si riesce a capire come si arriverà a questa fotografia e si rischia di inciampare nei prossimi giorni, nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

È un Piano del Governo del Territorio che non valuta con attenzione tutti quei dati che nella valutazione d’impatto ambientale, nella VAS, sono stati indicati rispetto all’aumento del traffico e al peggioramento della qualità dell’aria.

E, quindi, la Provincia di Milano dice al Comune che il modello di calcolo/stima del carico di popolazione aggiuntivo, dichiarato quale obiettivo del PGT, determina un sovradimensionamento delle quantità insediative. Per cui la valutazione della Provincia è estremamente chiara rispetto a uno dei temi di questo Piano di Governo del Territorio: la densificazione immaginata in chiave di numero di abitanti in più che Milano dovrebbe avere nei prossimi anni è inferiore alla densificazione del cemento e delle ipotesi abitative che vengono previste dal Piano stesso.

E poi ancora l’ARPA ribadisce a disco rotto le questioni emerse nelle note alla VAS del 15 ottobre e quindi le principali criticità relative alla qualità dell’aria rimangono legate al significativo incremento di popolazione previsto dal documento di Piano, con il conseguente incremento dei flussi di traffico e degli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Per cui la valutazione si limita al contesto del Piano clima del Comune di Milano e quindi della CO2, senza prendere in considerazione gli inquinanti che caratterizzano la qualità dell’aria, nemmeno laddove si menziona la possibilità di incrementare la dotazione infrastrutturale. Come già era stato detto in seguito di valutazione della VAS, l’ARPA ribadisce che non è sufficiente considerare unicamente l’anidride carbonica, senza ipotizzare scenari per la anidride solforosa, per i nitrati e per particolato e per il metano.

Sulla questione poi anche del rumore ci sono evidenziazioni importanti e si confermano le osservazioni espresse nella nota di ottobre. Non si può certo considerare esaustivo, in merito alle nostre precedenti osservazioni, l’allegato che al documento viene inserito, per cui il documento AMAT è privo di dati numerici indicativi dell’inquinamento acustico prevedibile e, ripeto, non sufficientemente esaustivo sotto il profilo delle informazioni necessarie.

Nello scenario obiettivo del 2030, ancora l’ARPA ribadisce che ci sono moltissime incertezze. Si fanno ipotesi sull’introduzione di un costo extra per il trasporto privato, per cui per ridurre gli inquinanti e il traffico bisognerà fare pagare altro che l’Ecopass, ma far pagare chiunque userà l’auto, e sull’incremento dell’utilizzo della bici, la cui però ipotesi di fattibilità e di efficacia non è impostata correttamente, in quanto le piste ciclabili previste non sono funzionali ad un utilizzo alternativo al mezzo privato, quale la macchina, ma sono funzionali a un uso turistico del territorio.

E così la ASL sull’aria, qualità ambientale: «La densificazione della Città prevista dal PGT tramite l’aumento della popolazione residente porterà presumibilmente a un aumento della domanda di riscaldamento e di raffrescamento. Nei documenti costituenti il PGT non sono riportate valutazioni degli effetti dell’aumento di popolazione sulla mobilità sia in termini di traffico privato che di inquinamento atmosferico ed acustico».

Prima costruiamo, poi vediamo se la gente arriverà e vediamo poi se l’aria sarà respirabile. È questa in buona sostanza la sintesi di questo Piano di Governo del Territorio, così come viene letta proprio dagli Enti pubblici che voi stessi governate. Si fa riferimento anche alla scarsa dotazione, per esempio, di centraline per l’erogazione di energia elettrica per i veicoli elettrici, si parla della mancanza di un programma e di un progetto relativo, appunto, all’utilizzo di veicoli alternativi e la possibilità per le persone di avere in città il combustibile di cui necessitano.

Poi, infine, ancora sui rifiuti. «Si parla di un secondo termovalorizzatore - dice la ASL - non sono state fornite indicazioni però per il miglioramento del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani in direzione del potenziamento della raccolta differenziata».

Quindi una serie di osservazioni precise, circostanziate, non su alcuni elementi di particolari, specifici, ma su grandi temi fondamentali per la qualità della città dei prossimi anni.

E, quindi, lo sviluppo della Città, cui faceva riferimento l’assessore Masseroli, non si può tradurre solamente in un aumento di volumetrie, si dovrebbe tradurre in maniera indispensabile in un aumento della qualità della vita delle persone, che verranno ad abitare o che già abitano.

Noi abbiamo assistito negli scorsi mesi a un’opera in qualche maniera di disinformazione rispetto a quelle che erano le osservazioni e a come avremmo potuto trattarle. Le osservazioni non erano un elemento di partecipazione della Città, ma sembravano quasi uno strumento in mano a alcune realtà private per riconoscergli dei diritti. L’Assessore in una commissione addirittura ha detto che in sede di approvazione del PGT alcuni privati assumevano dei diritti sui quali potevano rivalersi, se il PGT fosse stato approvato in maniera diversa da quella con cui è stato adottato. Si è detto che alcune osservazioni non erano pertinenti, si è detto che alcune osservazioni erano discordanti con lo strumento, come se con l’approvazione del PGT a luglio venisse sancito che il Consiglio Comunale non si potesse più esprimere. E la palla passasse ai tecnici, alla Città su alcune questioni, appunto, di interpretazione. Non è così. Il documento nelle regole è stato modificato a seguito delle osservazioni delle Ferrovie. È stato di fatto peggiorato per quello che riguarda, per esempio, gli accordi di programma che vengono definiti per ciascuna area seguendo singoli Piani attuativi. Un percorso che mette seriamente a rischio l’utilizzo delle plusvalenze per la Circle line e per il potenziamento delle linee del ferro. Un accordo di programma unico avrebbe maggiormente garantito che si potesse trattare su queste aree, ottenendo profitti economici da reinvestire nella Città, mentre i singoli Piani attuativi lo rendono molto più difficile. Diminuisce comunque l’housing sociale nelle aree ferroviarie e si inseriscono nuove aree in cui i Piani attuativi diventano obbligatori, andando incontro agli interessi dei privati che posseggono le aree. Quindi, il Piano viene cambiato, di fatto viene peggiorato e quindi non era un Piano immodificabile - così come il Consiglio Comunale l’aveva votato - ma è un Piano che si poteva modificare e si può ancora modificare, perché le osservazioni adesso sono in mano al Consiglio Comunale, che è l’ultima Istituzione che deve dire sì o no a questo Piano.

L’assessore Masseroli richiama all’esigenza di scegliere.

Mi ricorda molto un ex Consigliere di zona della Lega, che, di fronte a un’area dismessa vicino a Via Inganni, ci diceva: «O la lasciate così degradata oppure approvate il mio progetto per fare un campo da golf». Questa non è la scelta che abbiamo di fronte. C’è sempre una terza via. Noi allora dicemmo no al campo di golf e adesso l’area ha un campo di bocce, un’area per i bimbi, un’area per i cani e tanto verde da utilizzare. Quindi le scelte non sono solo due, sono diverse le possibilità per noi in Consiglio Comunale.

Io ho deciso di scegliere che sia meglio chiedere alla Regione di prorogare i termini - come Fedrighini ha detto all’inizio della seduta - perché non è possibile avere solamente 90 giorni di tempo per approvare un Piano così complicato e complesso per la Città di Milano. Scelgo che tutte le osservazioni abbiano la dignità di essere discusse e votate dal Consiglio Comunale e sostengo che non si possa prendere in blocco 10, 20, 4 mila osservazioni. Scelgo che il Consiglio Comunale si debba esprimere fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo giorno ogni singola osservazione debba essere considerata e votata.”

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