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28 aprile 2011

Marco Clemente non ha le carte in regola per diventare Consigliere comunale a Milano

Marco Clemente non ha le carte in regola per diventare Consigliere comunale a Milano.

Questo è ciò che pensiamo del nuovo esponente del Pdl presente nella principale lista che sostiene Letizia Moratti.

La storia di Clemente è, infatti, quella di un giovane imprenditore che ha mostrato, come documenta l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del clan Flachi e ripresa in un articolo de "Il Fatto" di mercoledì scorso, un atteggiamento pericolosamente omertoso di fronte a Giuseppe Amato, arrestato per associazione mafiosa nel blitz di marzo, accusato anche di estorsione, di concorrenza illecita mediante minaccia, di imposizione di pagamenti finalizzati alla “protezione” delle attività economiche, di smaltimento illecito di rifiuti.

In particolare, come scrive il Gip Giuseppe Gennari che firma l’Ordinanza di custodia cautelare, “avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza alla ‘ndrangheta, esercitando il controllo sulla organizzazione e svolgimento, nelle discoteche milanesi, di eventi denominati After show, in particolare imponendo l’utilizzo nel corso di tali manifestazioni del servizio di sicurezza, pretendendo il pagamento di una somma di denaro in ogni caso, anche in assenza della fornitura del predetto servizio”.

Il 17 febbraio 2008, all’interno del Babylon club, locale milanese, veniva intercettata una conversazione ambientale tra Amato e Clemente nel corso della quale, come si legge nell’ordinanza emerge chiaramente come Amato pretendesse sistematicamente denaro dagli organizzatori delle serate a tema e degli after hour.

A pagina 350 dell’ordinanza firmata dal Gip Giuseppe Gennari si legge:

In data 17.02.2008, all’interno del BABYLON CLUB, veniva intercettata una conversazione ambientale tra AMATO e CLEMENTE Marco nel corso della quale emergeva chiaramente come AMATO pretendesse sistematicamente denaro dagli organizzatori delle serate a tema e degli after hour; l’abitualità di AMATO a riscuotere il “pizzo” su tale tipologia di eventi era tale che lo stesso mostrava meraviglia prima e rabbia dopo, nel riferire ai propri interlocutori di aver appreso che vi erano delle persone che organizzavano un after in un locale sulla Cassanese senza la sua autorizzazione e di conseguenza, senza aver pagato al clan la corrispondente protezione: oh, ascolta... qui fanno un after, e non hanno chiesto l'autorizzazione per fare l'after a me e al... sulla Cassanese…” (conversazione ambientale nr. 905, del 17.02.2008, delle ore 03.24, registrata presso il locale BABYLON di Milano).

AMATO, sempre in relazione a questi after hour organizzati senza la sua “approvazione”, aggiungeva “…qualche giorno viene sotto con la macchina…ti cucco una macchina, la prima macchina che mi capita ...inc.le... macchina gli dò fuoco, voglio vedere se fanno ancora l'after senza chiedere il permesso …omissis… eh... tu ridi, tu ridi ma è così…tu sai…chi fa l'after paga e' vero eh!.

In tal contesto AMATO confermava che chi organizza after hour è automaticamente soggetto alle estorsioni della cosca FLACHI, dando in tal modo conferma anche alle estorsioni patite dalla coppia (in questione NdR) e mascherate come pagamenti per servizi di sicurezza. (...)

Infatti, AMATO affermava spavaldamente che per aver saltato i pagamenti per due settimane la coppia non poteva più organizzare gli after, pena violente azioni di ritorsione da parte sua ed implicitamente da parte di FLACHI Emanuele: perché a ROBY, ha saltato due settimane...” “due settimane e non fanno più after, la prossima volta che si permettono... che fanno gli spacco tutto; e non fanno più after…”.

Chiediamo a Marco Clemente:

  1. Come mai non ha inviato smentita o lettera a "Il Fatto" in cui spiega ciò che è accaduto al Babylon club?
  2. Come mai non si è sentito in dovere di andare a denunciare ciò che aveva sentito quella notte?
  3. Come può pensare di entrare in Consiglio Comunale senza prima chiarire in maniera inequivocabile quello che sembra essere come minimo un atto di omertà di fronte all’espandersi indiscriminato dei poteri criminali mafiosi?

Ed inoltre, vorremmo chiedere a Letizia Moratti: se per Lassini vale l’affermazione "o me o lui", per Marco Clemente, candidato nella lista del Pdl, cosa ha intenzione di dire il Sindaco Moratti?
Cosa dice ai responsabili del partito cittadini e regionali che lo hanno inserito in lista e cosa ha intenzione di dire ai cittadini milanesi che la voteranno e votandola potrebbero permettere a Marco Clemente di entrare in Consiglio comunale?

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