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Privatizzare Milano Ristorazione e dichiararlo a due mesi dalle elezioni perché?

Molto interessante l'articolo comparso sul sito Il fatto alimentare, sito che si dichiara indipendente ed è sostenuto da cinque sponsor che coprono il 40% dei costi (Aboca, Bauli, Esselunga Granarolo e Novi).
L'articolo ci dice due cose molto interessanti, una di fatto che già sapevamo: "Cosa se ne fa Milano di un mega centro cottura (centro cucina di via Sammartini) disposto su 10 mila metri quadrati, che attualmente produce solo 8.000 pasti (il 10% di quelli serviti ogni giorno a scuole e comunità)? Certo, la prospettiva è arrivare a 10 mila, ma si tratta sempre di un numero ridicolo per una struttura costata 19 milioni di euro, che ha sostituito quattro cucine ritenute obsolete... I 18 cuochi che lavorano all’interno potrebbero preparare 30 mila pasti al giorno, altro che 10 mila... possiamo presumere che sarà difficile utilizzare pienamente l’impianto di Sammartini. Ma allora, ci chiediamo, perché è stato costruito?"
La stessa identica domanda che da tempo stiamo facendo all'assessore Moioli a Carruba prima e ora a Predolin. Oltre a chiedere: come mai non funziona ancora il sistema di pompaggio all'avanguardia predisposto? Come mai non sono stati fatti i laboratori per le scuole e l'auditorium? Come mai il costo è lievitato del 50%? Come mai non è stato ancora inaugurato da Letizia Brichetto Moratti?
La seconda questione posta dall'articolo rappresenta un'importante notizia di cui non eravamo ancora a conoscenza e riguarda le cooperative collegate a Milano Ristorazione per servire i pasti ai nostri bambini: "Un’altra anomalia riguarda i costi delle scodellatrici, cioè il personale che serve il pasto nelle scuole. Dal bilancio emerge che sono pagate 47 euro per 3 ore di lavoro, cioè 15 euro l’ora circa, a fronte dei 5,40 che dichiarano di guadagnare."
Ed infine la dichiarazione del neo Presidente:
"Sono per principio contrario ai monopoli... disponibile di fronte ad eventuali esplorazioni per una parziale privatizzazione della Società”. Meno male che aggiunge in merito al progetto (di cui mai nessuno ha mai parlato) di affidare una metà dei pasti erogati all’esterno riservando l'altra metà a Milano Ristorazione: “è una valutazione che non appartiene né al mio ruolo né alle mie competenze".
Predolin è presidente perché il Sindaco ha deciso così, a fronte di un preciso mandato che non prevede la privatizzazione neanche parziale (la soluzione peggiore) del servizio.
Ricordiamo che Milano Ristorazione non è autosufficiente e le rette coprono parzialmente il costo che loro dichiarano.
Cosa c'è dietro? Solo una frase detta male? Per altro ad un sito così ben informato? Sammartini lo sospettiamo da tempo, è a rischio privatizzazione. E se ciò accadrà sarà un ripiego. Quando fu immaginato di costruire questo mega centro si pensava che Miri fosse azienda privata, potesse vendere servizi e prodotti ai privati e assumere chi voleva. Ora, chiarito ai dirigenti che privata non è, ecco che appare all'orizzonte la privatizzazione. Bianchi a proposito che fine ha fatto?

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