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Quale Commissione antimafia. Una proposta.

Giovedì sera, alla Casa della Cultura, si è tenuto un dibattito molto acceso. A scaldare gli animi la Commissione antimafia del Comune di Milano, strumento fortemente voluto da Pisapia in campagna elettorale. I tempi sono cambiati, non si discute più se farla o meno, ma come. Ci sono diverse proposte in campo, tutte con un proprio significato e precisi contenuti.
Troverete, se vorrete i video del dibattito anche su YouTube, ma approfitto della visibilità data all'evento da Rai Tre e da Il Fatto Quotidiano, per riassumere i nodi della discussione e rendere più chiara possibile la mia proposta.
A metà luglio sembrava cosa fatta, ma una petizione firmata da alcuni insegnanti e successivamente, da Gherardo Colombo, don Ciotti e Carlo Smuraglia, non da Nando dalla Chiesa, ha avviato il confronto ed è stata per me estremamente utile per permettermi di approfondire la mia idea di Commissione, trovando nelle settimane successive persone e luoghi con cui e in cui confrontarmi.
Sono convinto che il Consiglio comunale debba farsi carico del problema senza delegarlo agli esperti. Mai, come in questo momento c'è bisogno che la politica, le Istituzioni, assumano su di sé alcuni compiti, svolgendo sino in fondo il proprio ruolo con determinazione e trasparenza.
L'appello degli insegnanti, il cui primo firmatario è Ciotti e che chiede l’istituzione non di una commissione ma di un Comitato di indagine sulla falsariga di quello presieduto da Smuraglia, è mosso ed è motivato abbastanza esplicitamente dalla sfiducia nella politica e nei partiti.
Il secondo argomento forte del documento è sicuramente quello della competenza come strumento fondamentale per combattere le mafie. E qui non si scappa. Tra l’altro non penso si possa trovare un consigliere comunale tra i primi cento esperti di mafia a Milano.
Gli esperti sono utilissimi. Qualsiasi consigliere che non affronti il proprio ruolo con superficialità, laddove sa di essere incompetente per una o più materie sulle quali deve esprimere un' opinione e un voto, dialoga con persone esterne al Consiglio Comunale, esperte.
Il Consiglio non è il luogo nel quale vengono espresse le competenze, ma è l'Istituzione della rappresentanza, è l'Istituzione che meglio rappresenta la città.
Il luogo della competenza è invece la Giunta.
La proposta che il Consiglio Comunale nomini un Comitato Smuraglia (4 consiglieri particolarmente competenti e 11 esperti), sostenuta nel dibattito da Nando dalla Chiesa, nasce dalla convinzione che sia lo strumento più efficace, proprio perché costituita da un numero scarso di Consiglieri e un numero preponderante di esperti.
Non v'è dubbio.
Sarà sicuramente più efficace di qualsiasi Commissione composta esclusivamente da pochissimi e sceltissimi consiglieri.
Ma io, in quanto Consigliere eletto dalla città, non voglio abdicare il mio ruolo e comunicare ai miei elettori che non mi posso occupare di antimafia perché ci sono persone, non elette, che sono molto più competenti di me. Anzi, soprattutto perché si parla di antimafia e l’Istituzione è spesso stata il luogo della negazione, della sottovalutazione, della delega ai magistrati, si deve insistere perché il Consiglio Comunale si riappropri del proprio ruolo. Nel programma di Pisapia è espresso chiaramente che ciascuno si deve sentire coinvolto nella battaglia alla cultura e ai fatti mafiosi. La magistratura e le forze dell’ordine, come il dirigente dei lavori pubblici e il geometra dell’ufficio tecnico, l’insegnante e il bibliotecario, l’associazione imprenditoriale e la ditta individuale.
La mia proposta, che si poggia sul principio della supremazia in Consiglio comunale della politica della rappresentanza, è di istituire una commissione di politici che si doti di un Comitato tecnico scientifico, che aiuti i politici ad individuare emergenze, programmi di lavoro e proposte.
La mia proposta è sostenuta anche da Acli, Arci, Lega Ambiente, Cgil, Cisl. Una lettera sottoscritta da diverse realtà è stata inviata a Pisapia a fine luglio.
Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale, propone infine una terza ipotesi, che prevede due ambiti: una Commissione consiliare politica e un Comitato di esperti di cui faccia parte il presidente della commissione e che sia autonomo da essa. Un Comitato che, quindi, definisca un proprio programma di audizioni e dialoghi autonomamente con Giunta e Consiglio.
Sono convinto che questa proposta non mitighi la percezione che il Consiglio comunale non sia in grado di approfondire l'argomento. Si raddoppierebbero le audizioni e ci sarebbe una sovrapposizione di funzioni.
Proprio perché il luogo delle competenze è la Giunta comunale, ho proposto giovedì sera, ma temo che pochi l'abbiano compreso, che gli esperti vengano nominati direttamente dal Sindaco e che costoro aiutino gli assessori tramite una sorta di audit esterno. Producano, dopo un periodo congruo di lavoro, una relazione al Sindaco e alla città con criticità e proposte sul tema.
Il consiglio invece è giusto si faccia carico di questo compito e si sottoponga al giudizio della città per il lavoro che riuscirà a svolgere.
Spero di essere stato chiaro.
Vorrei infine concludere prefigurando meglio come la Commissione antimafia potrebbe lavorare. Mi piacerebbe che le riunioni fossero a porte aperte e le sbobinature delle sedute pubblicate online.
Vorrei anche che i commissari avessero bene in mente che dovremo produrre non tanto relazioni, quanto atti Amministrativi, ordini del giorno, regolamenti, delibere di Consiglio, emendamenti.

1 commento:

Gregorio ha detto...

Condivido in larga misura quello che dici, ma anche la posizione di Basilio Rizzo mi sembra ragionevole (mi sembra ci siano alcune differenze conciliabili). Non capisco invece la posizione di Della Chiesa (mischiare tecnici e politici mi sembra fonte di confusione di ruoli) ma soprattutto non condivido il tono con cui si adombra chissà quale collusione se non si è d'accordo sulla sua proposta. Ho provato a scriverlo anche sul suo blog, ma se non si è loggati non si può farlo, e non ci sono le istruzioni per loggarsi... mah!