-->

Incendio campo sportivo Colombo. Dubbi sulla matrice mafiosa. Fare comunque radiografia ai partecipanti alla gara e chiedere sempre più trasparenza e correttezza ai gestori dei centri sportivi

Ho qualche perplessità che il rogo del campo Colombo possa essere stato voluto da famiglie mafiose a cui fa gola quella struttura o quell'area. Non ci sono stati particolari segnali in quella zona, anche se, i quartieri del Giambellino e del Lorenteggio, sono quartieri confinanti con Cesano Boscone, Buccinasco, Corsico. La dinamica e i danni lasciano pensare che l'incendio sia stato appiccato da chi, di notte, risiede nella struttura, fatiscente, a dormire. È sempre meglio però non sottovalutare questi segnali, soprattutto dopo quanto accaduto al Centro di via Iseo. Un precedente che ci ricorda che le società sportive fanno gola alle famiglie criminali. Sono un luogo di consenso sociale ed elettorale, luoghi nei quali si può guadagnare e riciclare denaro.

Quando accadono questi fatti bisogna guardarli in faccia con grande lucidità e serietà, senza allarmismi. È assolutamente necessario proseguire con il bando per l'assegnazione della struttura sportiva, bando pubblicato a metà giugno e in chiusura il 31 agosto. Bisognerà svolgerlo con molta attenzione, perché può essere che qualcuno abbia voluto dare un messaggio a chi avesse intenzione di parteciparvi. "E' meglio che vi mettiate da parte".  Bisognerà valutare bene i partecipanti alla gara e fargli letteralmente la radiografia, valorizzando, stando loro al fianco, le associazioni sane.
In accordo con l'assessore Bisconti stiamo studiando, per le  nuove convenzioni, clausole per chiedere sempre di più alle società sportive che gestiranno le strutture comunali. Non tanto in termini economici, quanti in trasparenza e correttezza. Bisogna trarre insegnamento da quanto accaduto alla Comasina.
Uno degli elementi è relativo a chi e con quale contratto e con quali vincoli gestisce i bar o i ristoranti nei Centri Sportivi in concessione.
Importante sarà sapere chi ci lavora, con quale tipo di contratto, se si ricorre a aziende o cooperative esterne e con quali rapporti contrattuali. Sarà bene inserire la clausola di rescissione se il bar è gestito sfruttando lavoro nero o senza l'emissione degli scontrini.
Sarà anche importante inserire nella convenzione, l'obbligo, pena la rescissione del contratto, di denunciare qualsiasi tipo di tentativo di estorsione o minacce ricevuta da chi gestisce il centro.
Sarà anche importante sapere, proponendo anche sanzioni nel caso non venisse fatto contestualmente, l'esatto assetto societario, aggiornato, non appena vi fossero cambiamenti e, annualmente, l'elenco dei soci presenti.  Come anche richiedere il deposito di contratti in essere tra la società sportiva e, per esempio, i fornitori di carburante e prevedere punti in più per le società che avviino contratti con le Esco, per l'efficientamento delle strutture.
La trasparenza dell'assetto societario e dei bilanci devono essere valorizzate. Non sarebbe male imporre la sottoscrizione di un codice etico che contempli gli aspetti citati e che dia chiare indicazioni per le modalità con cui si gestiscono i cartellini dei tesserati.  
Sempre meno sforzi economici per le società sportive che gestiscono spazi comunali, sempre più dobbiamo richiedere sforzi relativi alla trasparenza e alla corretta gestione degli spazi e delle persone.

1 commento:

Andrea Ferrarini ha detto...

Giuste proposte. Molti di questi accorgimenti potrebbero essere in linea con le linee guida per "la responsabilità sociale nei bandi pubblici" recentemente approvate dal Ministero dell'ambiente, che intendono promuovere un dialogo strutturato fra enti pubblici e aziende private, per la promozione di una gestione d'impresa rispettosa della leggi e dei diritti umani.