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29 ottobre 2014

La Carta di Pisa lascia il passo alla Carta di Avviso Pubblico. Nuovo nome, nuovo testo ottime novità

E’ stata presentata durante la prima parte del Seminario “Enti Locali e buone prassi per una politica trasparente”, svoltosi in Campidoglio nell’ambito di Contromafie, la Carta di Avviso Pubblico, codice etico che si propone di favorire e di tutelare la pratica della buona politica e di rendere il più trasparente possibile l’azione amministrativa degli enti locali.
 “Contromafie non è solo la rappresentazione di chi si impegna, non è solo denuncia: dev’essere anche l’occasione di costruire qualche cura”, ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà. “E’ necessario dare segnali che aiutino a ritrovare fiducia nelle Istituzioni e la Carta di Avviso Pubblico è la risposta concreta, una responsabilità precisa che gli amministratori si assumono ma anche uno strumento in più per i cittadini per verificare l'operato delle persone che, con il loro voto, hanno eletto”, ha concluso Montà.
“La politica, per come la intendo io, non dovrebbe avere bisogno di un codice etico che le ricordi i propri doveri – ha ricordato la Presidente della Commissione Parlamentare antimafia, Rosy Bindi – ma il paradosso del nostro momento storico è proprio questo; i codici etici oggi servono anche ai cittadini, per ricordare loro di essere più esigenti nei confronti della politica”. “Da Tangentopoli in poi la gente, sconvolta da così tanta antipolitica, pensa che la buona politica la fa chi non ruba, ma non è così. Un buon politico è invece colui che mette in atto buone pratiche amministrative”.
“Come ministro delle Regioni e dei Comuni mi farò interprete della Carta di Avviso Pubblico, di cui ne condivido totalmente gli obiettivi, al fine di condividerla a tutti i livelli, insieme alle buone pratiche amministrative che oggi ascolteremo; mi auguro che siano sempre di più gli amministratori che l’adotteranno”, ha concluso il Ministro Maria Carmela Lanzetta.
La Carta di Avviso Pubblico è stata redatta da un gruppo di lavoro di esperti, giuristi, funzionari pubblici e amministratori locali – coordinato dal Prof. Alberto Vannucci – che hanno rivisitato e aggiornato la Carta di Pisa, il codice che l’associazione aveva presentato due anni fa, prima dell’entrata in vigore di alcune leggi antimafia e anticorruzione.
Composta da 23 articoli, la Carta indica concretamente come un buon amministratore può declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.
Contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo, alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione ovvero obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione).
Sono queste alcune previsioni della Carta di Avviso Pubblico, un codice etico fatto non tanto di buoni propositi e belle intenzioni, ma un documento che prevede anche divieti - es. non ricevere regali superiori ai 100 euro in un anno - e sanzioni, che vanno dalla censura pubblica sino alle dimissioni.

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