-->

27 marzo 2015

Mozione votata all'unanimità per difendere il ruolo dell'Ente Locale della regolazione della diffusione del gioco d'azzardo

Votata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Milano una mozione contro la diffusione del gioco d'azzardo e che entra nel dibattito che sta precedendo la presentazione del testo della legge Delega al Governo in materia fiscale recante disposizioni per un codice delle disposizioni sui giochi.
Il Velino.it così descrive quanto accaduto: nel testo si chiedono forme vincolanti di partecipazione dei comuni ai procedimenti di autorizzazione, dei parametri di distanza dai luoghi sensibili e orari di accesso agli apparecchi e "forme efficaci di tutela dei minori" come l'obbligo della tessera sanitaria per l'utilizzo delle slot e il divieto di pubblicità dei giochi d'azzardo nelle fasce protette. Oltre a "una nuova audizione ad Anci e ai sindaci aderenti al Manifesto contro il gioco d'azzardo". A presentare la mozione è stato il presidente della Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano David Gentili, Pd dopo che una delegazione della campagna “Mettiamoci in gioco” ha espresso “forti preoccupazioni” sulla proposta del governo. “Ho saputo che l’associazione Mettiamoci in gioco ha incontrato il 16 marzo sottosegretario con delega ai giochi Pierpaolo Baretta e alcune questioni che sono state poste hanno avuto risposte soddisfacenti”, spiega Gentili al VELINO. “Baretta ha detto che ci sarà un piano di modifica dei metri quadrati dei locali che all’interno hanno le slot. Ovvero lo spazio destinato per ciascuno slot aumenterà. Questo si traduce nel fatto che ci saranno meno slot sul territorio nazionale”.
“La mozione è stata approvata ieri (lunedì 23 marzo 2015) dal Consiglio comunale in tempo utile – prosegue - per confluire in questo ampio dibattito in ambito nazionale sul tema del riordino del gaming”. Per quanto riguarda la pubblicità, va vietata o no? “Secondo me occorre tutelare delle fasce deboli, per cui no può essere fatta in qualsiasi momento e in qualsiasi programma”, spiega Gentili. “Ci deve essere fortissima limitazione soprattutto per tutelare i minori. Rimpiango molto quando, prima del 94, - conclude - non esistevano i Gratta e vinci, le slot e il Bingo ed esisteva solo il totocalcio e i casinò. Se si potesse tornare indietro sarei ben contento di farlo”.

La nostra Ammnistrazione Comunale può dire, con orgoglio, di avere fatto scuola, in tema di contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo.
Non poteva rimanere in silenzio, mentre il Governo definiva il testo della legge Delega. A Milano, oltre ad avere una buona normativa regionale, che ha stabilito quale distanza minima per l'ubicazione degli apparecchi i 500 mt dai luoghi sensibili, abbiamo un Regolamento edilizio, che aumenta i luoghi sensibili e un'ordinanza, oramai, accolta dal Consiglio di Stato, che regola gli orari di accesso agli apparecchi, siano vlt o slot, dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23.
Un modello di intervento amministrativo che chiediamo divenga legge nazionale. Patrimonio di tutti.

Durante l’incontro pubblico del 16 marzo 2015, il sottosegretario Baretta, nel presentare le linee guida del testo della Legge delega che presenterà in Parlamento, ci ha tenuto a ribadire che verrà avviata una forte riduzione dell'offerta del gioco nei bar, nelle tabaccherie, nei luoghi non dedicati aumentando a 7 mq per ogni slot (non più di 6 slot per ogni locale), rendendo gli spazi non visibili dall'esterno e prevedendo una riduzione di 80-100.000 apparecchi.
Ha anticipato che ci sarà un inasprimento degli strumenti di lotta all'illegalità: controllo dei flussi finanziari, regime concessorio e non autorizzatorio, entro 2 anni sostituzione di tutte le slot non collegate con sistema centrale. Inoltre ha confermato l’istituzione di un fondo di 200 milioni per attività di prevenzione, distribuito a livello intercomunale per progetti precisi

Rimangono in sospeso, come ci ha fatto Presente Angela Fioroni di Legautonomie, Scuola delle Buone Prassi: le decisioni sulla pubblicità: vuol verificare quali spazi di divieto possano essere accolti dall'Unione Europea; il ruolo dei Comuni; la definzione delle distanze da luoghi sensibili.

Per questo nella nostra mozione abbiamo chiesto non solo forme vincolanti di partecipazione dei comuni competenti per territorio al procedimento di autorizzazione e di pianificazione, ma anche forme efficaci di tutela dei minori, in particolare rendendo obbligatorio l’utilizzo della tessera sanitaria per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’introduzione del divieto di pubblicità nelle fasce protette. Oltre a chiedere una nuova audizione ad Anci e ai sindaci aderenti al Manifesto dei sindaci contro il gioco d'azzardo.

Nessun commento: