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Cancelleremo le scritte contro il 41 bis. Un oltraggio alla città di Milano impegnata in prima linea nel contrasto agli interessi mafiosi

La prima che ho notato era in piazza Maciachini: 41 bis = tortura. Stavo andando ad un dibattito sulla trattativa Stato Mafia e durante il mio intervento chiesi alla Presidente di Zona di organizzare un evento pubblico per andare a cancellarla dal muro della scuola all’angolo con via Imbonati. Poi il sito sregolati.org rilancia e denuncia una scritta (nella foto a fianco) in Piazza Sire Raul. Sento l’assessore Rozza e mi dice che il Nuir su sua indicazione aveva già cancellato tre scritte di cui una di fronte al Politecnico. Metto un post su facebook ed ecco che le segnalazioni fioccano: in via Segneri al Lorenteggio; in via Siusi vicino a piazza Udine; in via Molise, vicino al quartiere di edilizia residenziale pubblica; in via Rizzoli verso il sottopasso di cascina Gobba; in zona Villa San Giovanni vicino alla sede del Pane Quotidiano di viale Monza; In viale Monza tra Gorla e Precotto; in viale Monte Ceneri angolo Serra; In via Ucelli di Nemi di fronte alla scuola e vicino all’aula bunker; in via Palmanova all'altezza della fermata MM di Cimiano; tra via Torricelli e Via Brunacci in zona Naviglio Pavese e infine in via Preneste.

Scritte particolari, quasi tute bianche, a caratteri grandi, grafia incerta, ma ben studiate, per la loro localizzazione, in tutti i casi ben visibile dai pedoni o dagli automobilisti. 
Una campagna sicuramente volta a creare legami e alleanze. Mirata ad inviare il chiaro messaggio che le organizzazioni mafiose sono presenti e vogliono uscire dall’angolo. Una campagna, quella milanese, che potrebbe essere legata ad un'iniziativa romana di inizio luglio e che strizza l'occhio agli uomini di mafia.
Ora bisogna al più presto cancellarle. Prima occasione sarà il 22° anniversario della strage di via Palestro di lunedì prossimo. Strage pensata da Cosa Nostra proprio per ricattare lo Stato ed ottenere benefici, proprio in merito alla detenzione e al 41 bis.
Reagiremo. È nostro dovere reagire, è dovere della cittadinanza attiva opporsi a questa propaganda.

Il link del servizio di Francesco Facchini di Alanews, sul sito della tv svizzera italiana.

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