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La mia dichiarazione di voto su Cascina Merlata

Gentili colleghi, purtroppo le regole del Consiglio Comunale non mi permettono di esprimere la mia intenzione di voto in merito alla delibera di ratifica dell'adesione del Comune di Milano all'atto integrativo all'accordo di programma di Cascina Merlata. Incontro decisivo per il mio voto è stato sicuramente quello con il Presidente del Consiglio di Municipio 8. Mi ha sollecitato a guardare i miglioramenti effettivi che ricadono nel territorio con la variante oggi votata rispetto all'accordo di programma su cui mi astenni.
L'astensione fu dettata proprio perché la delibera era considerata urgente in merito alla realizzazione dell'importante evento di Expo, nonostante fosse un intervento poco innovativo che riproponeva, come tradizione, residenza libera, housing sociale, grande distribuzione, servizi, ricettivo, un po' di verde. Un intervento mastodontico in un'area interclusa che solo Expo avrebbe dato la possibilità di divenire area di sviluppo collegata alla città e alle maggiori vie di collegamento intercomunale. Fosse bocciata questa integrazione i miglioramenti che il Presidente del Municipio persona che stimo, ci ha rappresentato, sarebbero vanificati. La difficoltà personale di giungere alla scelta di votare a favore è stata generata dal percorso intrapreso. L'obiettivo della variante è generato dal "riequilibrio economico" e l'operatore privato, visto che Expo spa non ha pagato i cosiddetti danni (tutti da verificare) per la realizzazione del parcheggio, viene risarcito con destinazioni urbanistiche più remunerative. E' bene qui ricordare che il parcheggio non danneggia direttamente la costruzione del ricettivo. Non c’è nesso di causa effetto. Il ricettivo poteva essere realizzato, ma ci si è probabilmente resi conto che non era un buon affare. Che non sarebbe terminato in tempo per Expo. Gli aspetti meno convincenti sono in relazione alle perizie di supporto alla delibera. 

Sui vantaggi economici e finanziari la stima dell'Agenzia delle Entrate sembra carente sotto vari punti di vista: - il valore di vendita del commerciale (2.300€/mq) sembra molto basso: i riferimenti adottati (piccoli supermercati in zona) non sono assolutamente paragonabili e per di più alcuni hanno anche un valore maggiore ai 2300€/mq. Bisognerebbe invece fare una comparazione con i grandi centri commerciali costruiti nell'area della Città Metropolitana.. - non si capisce poi perché il commerciale debba avere tempi per le autorizzazioni così importanti, tanto che nelle cosiddette attualizzazioni del valore dell’area il valore del commerciale per il costo del denaro) subisce un deprezzamento notevole. - viene totalmente ignorato il tema degli effetti positivi generati da Expo per la forte infrastrutturazione che ha fortemente agevolato l’intervento urbanistico. - il valore al metro quadrato del commerciale è di molto inferiore al valore che la stessa Euromilano inserisce nella perizia "di parte" redatta da Patrigest ed inferiore anche al dato previsto nella relazione economica e finanziaria. Bocciare l'integrazione non produrrebbe benefici. La relazione descrittivo estimativa è comunque redatta da organismo pubblico. Per assurdo i cosiddetti danni finanziari potrebbero anche aumentare nel tempo se si riavviasse una nuova procedura. Da questa vicenda si traggono diversi elementi che devono orientare scelte analoghe future. 1. mai più una variante senza prima avere un indirizzo da parte del consiglio 2. non ha senso redigere due perizie, una sulla convenienza economica finanziaria derivante dalla modifica della destinazione d'uso, l'altra una valutazione dell'impatto sull'investimento che partono dalle perizie di parte, ma che prescindono da loro, senza confutarle nel dettaglio, soprattutto Agenzie delle Entrate percorrendo una strada del tutto autonoma.

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