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Lotta al riciclaggio: lo sforzo del Comune di Milano e il rischio che la nuova 231 lo possa depotenziare

Dodici segnalazioni di operazioni sospette di cui 2 a rischio finanziamento al terrorismo e 10 a rischio riciclaggio. Più di 1900 operazioni economiche riguardanti 119 soggetti giuridici e 102 persone fisiche. Una movimentazione complessiva di capitali segnalati di almeno 180 milioni di euro, che nella maggior parte dei casi, hanno comportato perdite pari al 20 per cento del valore iniziale. Perdite che rappresentano bene il costo del riciclaggio.
Questi i risultati illustrati oggi nella seduta della Commissione Antimafia. Milano prima e per ora unica grande città ad applicare la legge 231/2007 ha creato un ufficio di lotta al riciclaggio, ha individuato 53 responsabili nelle diverse aree e settori della Pubblica Amministrazione, li ha formati, tutto questo a tutela della sana e libera concorrenza nel proprio territorio.
Uno sforzo che potrebbe essere vanificato in larga parte, se il testo di modifica della normativa rimarrà quello inviato dal Governo alle commissioni finanze e giustizia di Camera e Senato, che devono esprimere un parere sul testo della legge delega.
Sorprendentemente per anni nessuno ha applicato la legge e nel momento in cui un Comune lo ha fatto, la legge la si cambia. Permarrà l'obbligo, ma verrà drasticamente ridotto l'ambito di competenza delle Pubbliche Amministrazioni. Per esempio segnalazioni sugli esercizi pubblici non saranno più possibili, come quelle che provengono dall'attività di lotta all'evasione che l'Amministrazione svolge in convenzione con l'Agenzia delle entrate.
Settimana prossima il Comune di Milano sarà audito dalle commissioni parlamentari.
Sarà ulteriore occasione per chiedere che passi indietro non siano fatti, forti anche dei riconoscimenti che sono giunti dalla Uif e dal Procuratore Capo Francesco Greco

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