Saranno fiori bianchi. Luglio 2013. Erano passati vent’anni e per la commemorazione della Strage di Via Palestro veniva prodotto un docufilm. Al terzo minuto e 24 secondi la voce fuori campo recita:
“Poco rumore per il poco traffico per le vie cittadine. Una donna parcheggia una Fiat Uno in via Palestro sul perimetro del Padiglione di arte contemporanea e si allontana”.
Nessuna donna si presentò per testimoniare a dimostrazione che quella persona era tra gli esecutori.
Il racconto prosegue: “Intanto nella vicina caserma dei Vigili del Fuoco di via Benedetto Marcello tutta la squadra sta brindando per il compleanno di Sergio Pasotto. Alle ore 23:00 la pattuglia della polizia municipale lascia Corso Buenos Aires per dirigersi verso il comando centrale. Katia e Alessandro transitando per via Palestro vengono fermati da una coppia di passanti che li avvisa di quanto sta accadendo. Alessandro scende per effettuare un veloce controllo. Non ci sono fiamme. Esce solo parecchio fumo dai finestrini leggermente abbassati. Vengono chiamati i Vigili del Fuoco”.
Alessandro, Carlo, Sergio, Stefano e Moussafir perderanno la vita. Katia, Massimo, Antonino, Paolo sono i sopravvissuti. Antonio anche lui sopravvissuto è mancato recentemente.
Nella semplicità le parole usate ci descrivono bene la drammaticità di quei momenti. Ci descrivono un elemento centrale, da cui non si può più prescindere.
Mai Cosa Nostra ha utilizzato donne per i propri attentati.
Utilizzare una donna per un attentato vuol dire metterci la firma.
Anche in via dei Georgofili, a Firenze, il 27 maggio del 1993, come per la bomba in via Fauro, a Roma (bomba che doveva uccidere il giornalista Maurizio Costanzo) il 14 maggio sempre di quell’anno), i testimoni parlarono della presenza di almeno una donna. Bionda, per l’appunto.
La donna bionda vista in via Palestro dal testimone oculare Luca Invernizzi, è la firma della Falange Armata. La sigla che rivendica assieme a Cosa Nostra tutti gli attentati del 1992 e del 1993. E la stessa Falange armata che sottolinea che nell’operazione di via Fauro avevano utilizzato una donna.
Scomparirà dopo il fallito o sospeso attentato in via dei Gladiatori a Roma prima della partita Roma Udinese del 23 gennaio. Il 14 gennaio,una settimana prima Oscar Luigi Scalfaro scioglie il Parlamento. Il 27 gennaio i fratelli Graviano vengono arrestati a Milano
Non si può non citare Fabrizio Gatti famoso giornalista d'inchiesta che nel 2019 scrive Educazione americana la storia di un agente della CIA di stanza a Milano, che dice di chiamarsi Simone Pace e gli rivela alcuni probabili retroscena della strage. Gli racconta che a Milano esiste una squadra clandestina della CIA guidata da un uomo che si fa chiamare Victor che un sabato sera di aprile del 1993 lo porta a fare un sopralluogo in via Palestro. E lo stesso Fabrizio Gatti che in un'intervista a Report racconta ciò che ha scritto nel libro: “Quel sabato Victor chiama all'improvviso Simone Pace e si danno appuntamento dalle parti del Consolato americano a Milano e poi camminano fino al parco ai giardini pubblici. Li attraversano ed escono dal cancello laterale che dà che dà su via Palestro e lì Victor fa prende delle misure con i propri passi, Poi si siedono su una panchina e Victor chiede a al confidente di Fabrizio Gatti di comprare alcuni “ingredienti” che poi “Simone Pace si rende conto sono quelli per fabbricare artigianalmente la polvere da sparo”. Servita a preparare la valigia della bomba di via Palestro.
Dopo 45 anni, con la sentenza del 1° luglio 2025, la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva all'ergastolo Paolo Bellini, ex militante di Avanguardia Nazionale, riconosciuto colpevole come esecutore materiale della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, che causò 85 morti e oltre 200 feriti.
Paolo Bolognesi, Presidente dei familiari delle vittime della Strage di Bologna: "C'è stata una sentenza che ha chiuso un cerchio che molti anni fa sembrava impossibile poterlo chiudere. ...finalmente ci siamo arrivati. Dopo 45 anni. I mandanti della strage sono i vertici della loggia massonica P2, che, oltre ad avere ideato la strage, la hanno anche finanziata. Chi ha protetto i terroristi sono stati i vertici dei servizi segreti italiani e gli esecutori sono stati i terroristi fascisti”.
C’è voluto lo sforzo dei familiari, di una Amministrazione e la quotidiana attenzione di decine di migliaia di cittadini per ottenere quelle sentenze.
Sono sette le sentenze per le stragi del 1993. Sappiamo che in Via Palestro gli esecutori non sono solo di Cosa Nostra, ma ci sono altre persone presenti che li hanno aiutati. Sappiamo che lo stesso Bellini suggerisce nei primi anni novanta a Antonino Gioè morto suicida in carcere il 28 luglio 1993 di colpire i monumenti artistici in Italia.
Verità e giustizia. Per le vittime, i sopravvissuti. Per Milano. Un desiderio che si deve trasformare in impegno collettivo che deve partire da noi che siamo qui il 27 luglio 2026 a ricordare quei fatti, ad ascoltare quelle sirene.
È tempo che la città chieda con forza verità e giustizia. Che l’amministrazione sia al fianco dei familiari delle vittime e dei sopravvissuti. E se non ci riuscirà a ottenere una verità giudiziaria come per la Strage di Bologna dovremo far emergere la verità storica: NON FU SOLO MAFIA!
Allora probabilmente questa targa dovrà essere riscritta: Una strage non solo mafiosa volta a ricattare lo Stato.
