Nell’area, sappiamo, verranno introdotte nuove funzioni a supporto della grande funzione urbana (lo stadio). E, conoscendo i fondi, che attraverso prestiti non restituiti, oppure mutui finanziati dal venditore, sono entrati in possesso delle due squadre, sappiamo quanto valore aggiunto produrrà, al loro portafoglio, l’acquisto dell’area.
Gli hedge fund si possono trasformare in vulture fund. I fondi avvoltoio. Se dopo poche settimane o mesi o dopo anche alcuni anni dall'acquisto dell’area, i fondi vendessero le loro quote sarebbe una beffa per l’intera città.
Non voglio entrare nel merito della scelta. Se sia giusto o meno vendere. Non è l’obiettivo di questo articolo. Vorrei evitare una speculazione dolorosa sul territorio della mia città. L’unica soluzione è che chi possiede a oggi le due squadre di Milano non modifichi nei prossimi 7 anni (come indica un ordine del giorno presentato da Rosario Pantaleo, attuale presidente della Commissione Antimafia del Consiglio Comunale) i propri titolari effettivi.
Per titolari effettivi, secondo la normativa antiriciclaggio, si intendono le persone fisiche (nomi e cognomi, date e luoghi di nascita) che, in ultima istanza, possiedono direttamente o indirettamente (le cosiddette scatole cinesi) almeno il 25% si un ente privato ovvero ne risultano i beneficiari ultimi di ogni attività economica o finanziaria.
Bisogna quindi stabilire nell’atto di vendita una clausola penale con l’indicazione di una somma dovuta al Comune per l’inadempimento da parte della società acquirente di un divieto di vendita per cinque anni oppure sette, delle azioni della società acquirente o delle azioni dei soci della società acquirente. Con l’obbligo di non modificare i titolari effettivi dei fondi che in questo momento posseggono le squadre. Non basta l’incedibilità assoluta a valle, una clausola di non alienazione dei diritti edificatori, magari prevedendo oltre a una sanzione anche la partecipazione del Comune all’incremento di valore delle aree. Il rischio è che si ottenga una norma zoppa. Verrà infatti costituita dai fondi una società veicolo che siglerà l’accordo e sulla quale potrebbe ricadere l’obbligo di non rivendere l’area. La società potrebbe non rivendere alcunché, ma i fondi che la costituiranno potrebbero cambiare radicalmente la proprietà delle quote, avendo nel portafoglio anche i diritti edificatori che emergeranno dall’operazione con il Comune.
E’ palese, come oggi direbbe mia figlia, che bisogna, quindi, conoscere i titolari effettivi dei fondi che possiedono il Milan e l’Inter. Ora. Per poi poter applicare la norma antispeculazione. Quindi è bene fare una radiografia puntuale e approfondita della catena societaria e dei beneficiari ultimi. Verificando la veridicità di quanto da essi dichiarato.
I fondi sono oramai diventati gli assoluti protagonisti dello sviluppo della città. Dobbiamo essere assolutamente consapevoli che sono una risorsa da utilizzare. Non da subire, proni. Sono potenti, ma non possono essere opachi.
Articolo pubblicato da Il Fatto Online il 29 agosto 2025