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Residenza universitaria in via Giambellino

Dopo la presentazione della mozione urgente il progetto è stato bloccato. Il motivo formale riguarda la presenza di un'area commerciale che non poteva essere prevista. L'intervento è del tutto spropositato per l'area su ci insiste.
Inutile dire che la maggioranza del Consiglio di Zona 6 aveva cercato dapprima di non esprimersi nei tempi previsti e successivamente, messa alle strette, aveva votato a favore dell'intervento.

Milano, 14 ottobre 2004

Spett. Direzione Centrale Pianificazione Urbana
e Attuazione Piano Regolatore

Considerato che la maggioranza del Consiglio di Zona 6 non ha voluto esprimere alcun parere in merito alla richiesta di Permesso a Costruire presentata in data 17 settembre 2004 al Settore Zona 6 dalla Immobiliare Alfeo Srl, discussa e bocciata dalla Commissione Edilizia Urbanistica, nella sua seduta del 28 settembre 2004, e quindi ha ritenuto di lasciar scadere i termini che il Regolamento edilizio prevede e restituire la pratica al settore inviante senza un parere, o meglio, licenziarla utilizzando l’umiliante formula del silenzio assenso;
i sottoscritti consiglieri ritenendo comunque indispensabile poter esprimere il proprio parere in merito ad un intervento edilizio di così forte impatto sul quartiere, non potendo, in pieno rispetto del proprio mandato e dell’Istituzione dell’Amministrazione Comunale in cui sono stati eletti, esimersi da un dovere che il proprio ruolo prevede;
esprimono parere contrario in merito all’edificazione di due palazzine adibite a residenza universitaria, in via Giambellino 31 per i seguenti motivi:

• Il progetto prevede la costruzione di due palazzine di dubbio gusto estetico, che ospiteranno 270 persone, senza prevedere parcheggi interrati sufficienti e idonei ad un utilizzo da parte di studenti universitari. I 111 box interrati e i 40 posti auto di superficie, non si addicono alle esigenze di chi utilizzerà in gran parte le residenze in oggetto e risultano insufficienti, considerato che al piano terra sarà presente un market di circa 900 mq, una palestra e una caffetteria, probabilmente aperta nelle ore serali. Non sono peraltro previsti spazi per il parcheggio di biciclette e moto;
• Il canone di affitto ipotizzato, 300€ per un posto letto, lascia pensare che l’intervento sia di carattere prettamente speculativo e non abbia alcuna funzione nel calmierare i prezzi esorbitanti di affitto per le abitazioni private;
• La previsione di un ulteriore spazio vendita, seppur di limitata ampiezza, in un quartiere già ricco di esercizi commerciali, appare non giustificato e rischioso per i commercianti che già operano nell’area circostante l’intervento in oggetto.

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