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Servizi sociali in Zona 6: privi di risorse e poco considerati

Di seguito pubblico il testo di una interpellanza per migliorare alcune banali questioni logistiche vissute dagli operatori del Servizio sociale della famiglia di Zona 6. Richieste che sono relativi a soluzioni alla portata dei "poteri" della Zona e che purtroppo non sono mai state considerate.
Il Servizio Sociale è servizio pubblico essenziale nel panorama degli interventi per i minori “a rischio” nella città di Milano, fondamentale per sostenere tutte quelle famiglie che per diversi motivi si trovano in difficoltà nell’educazione dei propri figli. Gli assistenti sociali si adoperano per individuare per ciascun utente un percorso educativo che preveda anche la collaborazione con altri servizi pubblici attivi sul territorio (Uonpia, Cpba, Cps) e il coordinamento di tutte quelle risorse seguono da vicino il minore: scuola, centri di aggregazione giovanile, parrocchie.
Non vogliamo sottolineare in questa sede le difficoltà di lavoro causate principalmente dal gran numero di casi che ciascun assistente sociale deve seguire, quanto piuttosto chiedere al Direttore di Settore di individuare delle soluzioni logistiche e architettoniche per sostenere al meglio gli operatori nel loro importante lavoro.
Le esigenze del servizio sono poche ma fondamentali: stanze riservate per i colloqui; una stanza per la segreteria, uno spazio per l’attesa di bambini, ragazzi, famigliari e operatori che non sia di passaggio.
In particolare si chiede: di predisporre una porta d’accesso agli spazi del servizio, al fine di creare le condizioni di massima tutela della privacy per quei cittadini che lo utilizzano; una più razionale gestione della stanza in cui abitualmente si svolgono i corsi CAM, concordata con i responsabili dei due servizi.

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