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Italia: povertà e disuguaglianza sempre alte

I poveri sono 7,6 milioni: 1,5 milioni non arivano a 800 euro al mese.
Il 20% delle famiglie più agiate ha il 40% delle ricchezze

In Italia i superricchi, ovvero contribuenti con un reddito dichiarato superiore a 200 mila euro sono 55.733 su 40,5 milioni. A dichiarare redditi inferiori ai 6.000 euro sono nel complesso il 25,2% dei contribuenti italiani, cioè 10,2 milioni sul totale di 40,6. È quanto emerge dalle analisi del Dipartimento politiche fiscali del ministero dell'Economia sulle dichiarazioni presentate relative ai redditi 2003. Il 99% si colloca sotto la fascia degli 80 mila euro e solo l'1,14% supera tale livello. La fascia di reddito più numerosa, con circa 6 milioni di contribuenti, è quella compresa tra 15.500 e 20 mila euro. Invece 362.670 persone hanno dichiarato un reddito pari a zero o negativo.
I dati sono abbastanza coerenti con quelli resi noti dall'Istat nello scorso maggio. L'indice di concentrazione dei redditi colloca l'Italia, insieme a Portogallo, Spagna, Irlanda e Grecia, tra i Paesi europei a maggiore diseguaglianza tra ricchi e poveri. Il 20% delle famiglie più agiate detengono il 40% delle ricchezze italiane. Inoltre il nostro Paese si colloca tra quelli a minore mobilità sociale. Risulta infatti difficile passare da una classe sociale all'altra. Le donne hanno una probabilità maggiore di quella maschile di permanere nella classe di origine: è il caso delle figlie della classe operaia agricola e della borghesia. L'incidenza sul reddito delle spese per l'abitazione è del 9,2% per le famiglie più ricche e del 30,7% per quelle più povere.

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