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Il Contratto di quartiere in Lorenteggio azzerato!

Dopo la manifestazione di interesse a partecipare al “2° Programma Regionale” presentata ad ottobre del 2007 dal Comune di Milano e dopo le dichiarazioni del nuovo Presidente dell’Aler Loris Zaffra (Corriere della Sera del 17 luglio 2008), è saltato tutto: il Contratto di quartiere per il Lorenteggio non si farà. Non verrà presentata la proposta in Regione, neppure per quello di via Salomone, contro al quale si sono mosse centinaia di persone.
Eppure Zaffra aveva dichiarato: “L' intervento di Lorenteggio è anche più massiccio. Riguarda 400 alloggi, e dopo la demolizione e la ricostruzione il nuovo complesso potrebbe ospitare anche mille alloggi”. Dopo le dichiarazioni, nel giro di un mese, l’Amministrazione si è resa conto che i cittadini del quartiere non erano stati per nulla informati, né coinvolti. Il tempo era inesorabilmente passato senza che successivamente alla manifestazione di interesse, emergesse un progetto dettagliato e, soprattutto, condiviso. Sei milioni e 700 mila € perduti. “Si riparte da zero.” Come mi ha dichiarato un funzionario del Comune.
Il progetto prevedeva una prima fase di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione) di due edifici di via Giambellino 150 per complessive 64 unità. Per capirsi gli edifici sulla sinistra entrando nel civico. Una seconda fase, ancora senza finanziamenti sicuri, e per la quale si doveva ricorrere a fondi privati, di manutenzione straordinaria degli edifici circostanti. Si voleva sfruttare l’appetibilità dell’area dopo l’ipotizzato arrivo in via Segneri della linea 4 del metro.
L’ipotesi di lavoro, in buona sostanza prevedeva di abbattere edifici fortemente deteriorati creare spazio ricostruendo in altezza, cedere aree per interventi privati da cui recuperare altri fondi per le ristrutturazioni dell’intero quartiere. Non la considero da scartare a priori. Anzi. Ma va trattata con la massima cura e deve prevedere il forte coinvolgimento dei cittadini, curando nel dettaglio informazione e creazione del consenso. Ciò che non è stato fatto.

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