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Indignati per l'intitolazione del giardino di via Timavo ad Aldo Protti

Siamo indignati per l’intitolazione del Giardino di via Timavo al cantante lirico ex repubblichino Aldo Protti.
Indignati perché non si può sorvolare sui molti lati oscuri di una persona per la quale, a Cremona, è bloccata da tempo la richiesta di intitolargli una via.
Aldo Protti, cremonese, cantante lirico di fama, viene ricordato dalla sua città con una targa nel teatro Ponchielli. Nessuna via a lui è stata dedicata.
Ecco cosa dice il prof. Gianfranco Taglietti, componente la Commissione comunale di toponomastica di Cremona, in un articolo pubblicato su La Cronaca di Lunedì 11 settembre nel quale motiva la sua contrarietà a dedicare una via al baritono cremonese: “Ora, che Protti, durante il periodo della Repubblica di Salò fosse un militante delle brigate nere, è indubitato; che rivestisse il grado di maresciallo del reparto di brigate nere cremonesi che agì in val Susa accanto a reparti tedeschi è pure provato.
Che questi reparti abbiano effettuato rastrellamenti nella zona e che abbiano ucciso e seviziato - ripeto - almeno 14 giovani cremonesi che, sul Colle del Lys facevano parte di bande partigiane (o che vi si erano rifugiati per evitare di essere chiamati alle armi dalle autorità repubblichine), é pure purtroppo provato. Che Protti facesse parte di quelle squadre che non solo uccisero, ma anche seviziarono (taluni morti avevano in bocca i loro testicoli) é, ripeto, purtroppo provato. Che il Protti, in quel determinato giorno, in quella determinata operazione di rastrellamento (furono almeno tre) fosse presente e si sia reso responsabile di quelle nefandezze, non é sicuro, ma é fondato il dubbio.”
Non stupiscono i ringraziamenti al gruppo e al capo gruppo di Alleanza Nazionale fatti durante la cerimonia. Fanno parte della cultura della presunta pacificazione, della rimozione storica di fatti gravissimi, fanno parte dell’atteggiamento politico mistificatorio per il quale ci si propone come un partito slegato dal proprio passato, mentre si strizza l’occhio proprio a chi di quel passato si onora.

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