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È oramai corsa al ribasso nei servizi educativi

La decisione di procedere all'affidamento all'ATI CNS Morelli oltre al servizio e pulizia anche il servizio di sorveglianza e accoglienza nelle scuole materne, unito alla decisione di non sottoscrivere nuove convenzioni per i Centri Diurni Integrati per l'affidamento di bambini dai 6 ai 10 anni segnalati dai Servizi Sociali, si inserisce nel triste e progressivo disinvestimento che l'Assessorato alla Famiglia, all'Istruzione e alle Politiche Sociali sta da anni perseguendo nei servizi educativi.
Pare molto rischioso delegare un servizio così importante (accoglienza e sorveglianza dei bambini delle scuole materne) ad una realtà pensata inizialmente solo per i servizi di pulizia. Un servizio che comporta una responsabilità notevole e che prevede, oramai, anche l'accompagnamento dei bambini in bagno. Un servizio per il quale, a questo punto, bisogna verificare come verrà valutato e controllato: se saranno le stesse Posizioni Organizzative che potranno agire, in caso di inadempienza, nei confronti della Cooperativa oppure ci dovranno essere giri burocratici complicati e inefficaci.
Peggio è per quel che riguarda i servizi di pre e post scuola (destinato ad alunni delle scuole primarie statali) destinati non solamente ai bambini le cui famiglie ne fanno richiesta, ma anche a quei bambini segnalati dai Servizi Sociali (150 circa), per i quali si era previsto negli anni passati l'affidamento a Centri Diurni Integrati, per valutare meglio le competenze della famiglie e sospendere ogni decisione relativa all'affidamento temporaneo a comunità o famiglie affidatarie. Sono bambini spesso vittima di maltrattamenti, che vivono condizioni famigliari complesse. Si è deciso in questo caso di affidare il progetto educativo ad educatori all'interno del servizio pre e post scuola lasciando attivi i Centri Diurni Integrati solo per la fascia scolare della media. In questo modo si riduce la spesa, abbassando di conseguenza anche il livello qualitativo degli interventi. Nei Centri Diurni c'era un rapporto educatori/bambini di 1 a 5, ora tale rapporto non è più garantito perchè disperso nelle differenti sedi scolastiche.
Prima gli educatori avevano un contatto diretto con le famiglie, accompagnavano i bambini a casa o attendevano fino alle 19.30 l'arrivo dei genitori. Venivano anche organizzati periodi di vacanza. Ora il servizio chiuderà alle 18 e l’aggiudicataria sarà obbligata, qualora il ritardo dei genitori si dovesse protrarre per oltre 30 minuti, a consegnare il bambino agli organi di Polizia ai quali verrà segnalato l’accaduto.
In ultimo i requisiti richiesti agli operatori nelle nostre scuole: diploma di scuola media superiore, preferibilmente (ma non necessario) ad indirizzo socio-psico-pedagogico. Mentre, per gli educatori di sostegno, basterà il diploma di scuola media superiore, accompagnato da una esperienza documentata di almeno un anno nel campo dell’assistenza ai minori portatori di handicap e dalla frequenza di specifici corsi di formazione/aggiornamento (non meglio precisati).
È la corsa al ribasso, che non ha limiti e non ne avrà.

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