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L'assessore Moioli dà i numeri

Andando a rileggere i molti dati che il Comune ha distribuito alla stampa, alla cittadinanza, ai Presidenti dei Consigli di scuola, è impossibile capire quante siano le famiglie milanesi il cui bimbo non abbia trovato posto nel nido d’infanzia.
Proprio ieri, 19 febbraio, si
leggeva sul Corriere: “Secondo i dati resi noti dall'assessore, sono a disposizione 12.300 posti, per una copertura del 36%”.
In realtà i posti messi a disposizione dal Comune di Milano, considerando sia i Nidi d’infanzia privati e in gestione, sia i Tempi per le Famiglie e i Centri Prima Infanzia, erano, a settembre, 10.454, con una percentuale di copertura comunale, dichiarata, del 34,84%.
Le percentuali non tornano, ma soprattutto le dichiarazioni di settembre e dei giorni scorsi lasciano pensare che a Milano nel giro di sei mesi si siano recuperati 1.846 posti.
Non è vero! E siamo stufi di essere presi in giro!
Al momento della chiusura delle iscrizioni erano 2.475 i bambini in lista d'attesa, 11.626 i posti richiesti, 9.283 i posti disponibili (la cosiddetta capienza, la somma dei posti nei nidi comunali, nei nidi privati e nei nidi in gestione privata), 9.151 i bambini accolti.
A settembre, all’apertura dell’anno educativo, la capienza aumenta a 9.653, i bambini in lista d’attesa erano 1.000.
Il 28 di ottobre (in occasione della conferenza stampa di lancio del bilancio di metà mandato della Moratti) la capienza sale ulteriormente a 9.750, la lista d’attesa era di 465 posti a fronte di 475 posti liberi. In buona sostanza i posti liberi c’erano, ma non erano posti che soddisfacevano le richieste delle famiglie in lista d’attesa.
Secondo i dati forniti a febbraio ai Presidenti dei Consigli di scuola la capienza complessiva offerta dall’Amministrazione milanese nei nidi d’infanzia è di 9.591 posti dei quali: 5.865 nei nidi a gestione diretta, 1.530 nelle strutture comunali gestite da soggetti accreditati, 1.762 nei nidi privati convenzionati.
L’offerta nel tempo, clamorosamente, diminuisce in valore assoluto quando avrebbe dovuto aumentare per esaurire le liste d’attesa.
Ma ancora: il 28 di ottobre i posti assegnati erano 9.275 oggi 9.157. Com’è possibile che si siano “persi” 118 bambini!
E comunque, a settembre, con una capienza di 9.653 posti e con 1.000 bambini in lista d’attesa le richieste da soddisfare erano al massimo 10.653. Visto che a giugno erano 11.626 i richiedenti, nel giro di tre mesi 973 famiglie hanno di fatto rinunciato.
Ad ottobre con 9.750 posti, i bambini in lista d’attesa erano 465, ma visto che avevamo 10 posti in più, i richiedenti totali erano scesi a 9.740. Di fatto si sono persi altri 913 bambini dal 3 settembre al 28 ottobre! Alcuni forse hanno rinunciato, altri sono entrati nei nidi privati, ma il dato sembra del tutto irreale.
Se poi, alla fine paragoniamo 11.626, dato relativo alle richieste pervenute all’atto dell’iscrizione, con 9.591, dato relativo ai posti offerti alla fine dall'amministrazione, ci si domanda: che fine hanno fatto gli 11.626 richiedenti di giugno? Se sottraiamo infatti dalle richieste il numero dei posti offerti otteniamo 2.035, che sono i posti che ancora mancherebbero se le famiglie non avessero rinunciato.
Per questo abbiamo chiesto all’assessore di essere molto più chiaro: quanti bambini hanno fatto richiesta per entrare nei nidi pubblici o in gestione del Comune? Quanti hanno rinunciato tra giugno e ottobre? quanti bambini ad oggi non hanno trovato un posto? La Moioli a settembre aveva dichiarato: “Entro la fine dell’anno daremo un posto al nido e alla scuola dell’infanzia ad ogni famiglia”.
Sappiamo già che non si è raggiunto questo obiettivo. Ora, con calma: possiamo avere dei dati credibili grazie ai quali capire l’esatta corrispondenza tra domanda delle famiglie e posti disponibili effettivi?

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