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28 giugno 2010

Ho un sogno: primarie vere!

Ho un sogno… A fine settembre le primarie di coalizione per individuare il candidato alla carica di Sindaco di Milano per le Amministrative 2011. Si presentano: Livia Pomodoro, Umberto Ambrosoli, Valerio Onida, Lucia Castellano. Ognuno si presenta con la sua storia personale. La sua professionalità, i suoi risultati. Nessuna campagna elettorale. Una dichiarata disponibilità di ciascuno a mettersi a disposizione della città, con la certezza che, se non scelto, ognuno di loro tornerebbe serenamente a fare il proprio mestiere, offrendo il proprio aiuto a chi, di lì a poco, avvierà la propria corsa per diventare primo cittadino a Milano.

Sarà difficile si realizzi... Un conto se avessimo candidati alle primarie provenienti dalla politica con un ruolo nelle Istituzioni. Un altro avere personalità della cultura, della magistratura, della cosiddetta Società Civile. Un conto, quindi, avere Emanuele Fiano, Pierfrancesco Majorino, Marilena Adamo, Barbara Pollastrini. Un altro Pomodoro, Ambrosoli, Onida, Castellano. Il rischio è proprio che, trovato un candidato espressione della Società civile (sempre preferito a Milano, e non si sa in base a quale criterio, al candidato politico) ci si dica: “È il migliore.” E non si discute, per un non precisato e chiaro senso del rispetto della persona e del ruolo che ha. Per un certo imbarazzo, non giustificato, a porlo a confronto con altri. E perché no?

Sono le primarie che permettono a chi si candida di poter diventare Sindaco di Milano! Mi sembra un ruolo, quello di Sindaco, che inorgoglisca qualsiasi milanese, di nascita o adozione, che sia. Stiamo rischiando questo: trovato un candidato che non dice no, sia quello e che quindi non si insista per averne altri, che altrimenti non si farebbero avanti autonomamente. Penso che chiunque si candidi nel centro sinistra abbia nel dna le primarie. Primarie vere aperte a tutti, con tanti candidati, non singoli candidati di partito (quello del Pd, l’altro dell’Idv, poi SeL).
Solo un sogno? Spero di no.

Non posso esimermi, a questo punto, dall’indicare una mia graduatoria. Senza offendere nessuno. Scartato Umberto Ambrosoli a cui ho avuto il piacere di chiedere di candidarsi a Sindaco e che ha gentilmente declinato (si potrebbe insistere però...), il mio candidato è Valerio Onida. Ex Presidente della Corte Costituzionale, abbastanza conosciuto, grande comunicatore, 73 anni. Unico neo. È lui il mio primo candidato indipendentemente dal fatto che Ferruccio De Bortoli o Mario Calabresi abbiano già detto di non essere interessati all’incarico. Poi Lucia Castellano, verace direttrice del carcere di Bollate che tutta Europa ci invidia. Anch'essa grandissima comunicatrice. Spiazzerebbe tutti e conquisterebbe consenso, soprattutto nei quindici giorni che separano il primo turno dal ballottaggio. Terza posizione per Fiano. Autorevole parlamentare, espressione della politica milanese, ex consigliere comunale e capo gruppo Ds. Appartenente alla comunità ebraica e strenuo difensore delle minoranze.
E di seguito gli altri. Tutti portatori di una sigla. Di una storia personale di cui Milano va fiera.

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