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Resa del Governo nella lotta alla mafia in Lombardia. Solidarietà agli operatori della Direzione Investigativa Antimafia

Nel testo del DDL stabilità presentato dal Governo è previsto il taglio, pari al 20%, dello stipendio degli operatori della Direzione Investigativa Antimafia.
Questo taglio è l’atto finale al depotenziamento della struttura.
Basti pensare che a Milano la DIA è endemicamente sotto organico, con 72 operatori, quando nel 1994 erano più di 120.
La DIA a livello nazionale genera profitti 30 volte superiori ai costi, basti pensare che i beni confiscati negli ultimi 3 anni sono pari a 1,2 MILIARDI di euro contro un costo della stessa di 40Milioni di euro.
Negli ultimi anni sono stati drasticamente ridotti gli stanziamenti per la Direzione Investigativa Antimafia, passando da 28 milioni di euro ai 15 milioni attuali.
A Milano solo sei operatori svolgono attività di contrasto alla mafia sulle centinaia di opere pubbliche in costruzione nella nostra Regione, segnalando e in molti casi fatto interdire 120 imprese infiltrate dalla mafia operanti negli appalti pubblici.
Proprio la DIA milanese ha il compito di monitorare le opere legate a Expo 2015, quantificabili in circa 400 imprese per ogni appalto (27.200 in totale).
La Mafia è estremamente radicata in Lombardia e nei prossimi anni saranno investiti ingentissimi capitali in opere pubbliche, abbassare la guardia sarebbe un lasciapassare per le organizzazioni criminali.
Chi perpetra questi tagli ingiustificati, si assume una grave responsabilità politica e sociale.
Un regalo alle organizzazioni mafiose inaccettabile e gravissimo.
Mentre le risorse per mantenere la presenza sul territorio dei militari e per la promozione delle ronde si trovano sempre.
I Ministri competenti dovrebbero, solo per aver pensato a questa manovra, rassegnare le dimissioni e rendere conto ai cittadini per il bene del nostro paese.
Gabriele Ghezzi, Mirko Mazzali, David Gentili

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