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11 gennaio 2012

Con la raccolta dell'umido aumenta del 10% la raccolta differenziata a Milano

Oggi audizione del Presidente dell'Amsa sulla raccolta differenziata.
È del 34% attuale la raccolta differenziata a Milano dobbiamo arrivare al 65%.
Maran dice: “Obiettivo non del biennio, ma del mandato”.
Tramite l’introduzione del sacco trasparente e la raccolta dell’umido si prevede di aumentare la percentuale di raccolta del 10%.
Cantoni sostiene che il “Progetto è prudente e non ambizioso”.
Adesso sono già raccolte 35.000 tonnellate l’anno dalle grande utenze commerciali (ristoranti scuole e mense).
Attualmente il 70% dei sacchi neri derivano dalla raccolta porta a porta. Il resto con gli altri strumenti (cestini ecc, compresi i mercati rionali).
Ancora oggi nel sacco nero c’è il 12, 7% di carta e cartone, 1,4% di vetro il 37,4 di organico putrescibile.
Metà dell’umido presente vorrebbe essere intercettato dalla raccolta dell’umido per 53.00 tonnellate abitante anno. La raccolta verrà fatta bi-settimanalmente.
Già nei sette comuni che Amsa serve viene raccolta 81,2 tonnellate abitante all’anno.
Con i sacchi trasparenti introdotti in questo mese per i rifiuti indifferenziati, dovrebbe essere intercettato anche il vetro e la carta.
La raccolta potrebbe partire da ottobre 2012 per un quarto della città
Il costo potrebbe aggirarsi intorno a 5 milioni e seicentomila annui che equivale a 7-8 euro per utenza famigliare domestica milanese. Nel costo è previsto anche l’acquisto dei mezzi.
Però: il compost diventa ammendante richiesto costantemente dalla Coldiretti. Quando la qualità del compost che produrremo sarà adatta a diventare ammendante e quindi potremmo venderlo?
Ora la valorizzazione dell’umido costa 80 euro per tonnellata... La digestione anaerobica proderrebbe energia elettrica e fertilizzante che è diverso dall'ammendante (permeabilità e tenuta del terreno). Se il Comune di Milano si dotasse di un proprio impianto sarebbe una diminuzione dei costi in prospettiva. Oppure potrebbe farlo lavorare da altri comuni per poi rivendere per i propri parchi i prodotti.
Da lavorare c'é.

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