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20 febbraio 2012

Transazione derivati. Chiusa una fase. Provo a spiegare come

Il Comune ha in essere tre operazioni derivate. Nel giugno 2005 venne emesso un bond di 1 miliardo e 600 milioni a tasso fisso (4,02 %). Una settimana dopo modificato a tasso variabile. Se fosse salito contabilizzavi perdite, se scendeva utili. Per ora più utili che perdite per 476 milioni di euro, con l’ipotesi più che fondata che alla risalita dei tassi si ritorni a perdere. Il bilancio complessivo del derivato, se non verrà accettata l’ipotesi transattiva, dovrà essere fatto comunque nel 2035. Al termine del contratto. Il terzo derivato è stato “una gabbia”, come dice Davide Corritore. Il cosiddetto Cds (Credit default swap). Il Comune garantiva la banche contro il fallimento dello Stato italiano. Un derivato acceso dalla Giunta Moratti per riequilibrare il precedente e attualmente in perdita per 206 milioni di euro con la speranza che nei prossimi anni possa essere meno dannoso per le casse del Comune.
Ciò che abbiamo votato oggi è una componente di un’ipotesi transattiva definita dalla Giunta e ora da ratificare dalle banche, controparti del Comune. Non è l'accordo in sé.
L’accordo transattivo votato dalla Giunta definisce il passaggio del derivato chiamato Irs (giugno 2005) dal tasso variabile al tasso fisso, 4,34% per 23 anni. Mai come in questi mesi, settimane, la trasformazione a tasso fisso è opportuna.
Abbiamo in essere una causa civile contro le banche che chiuderemmo con questa transazione. Una causa penale in cui ci siamo costituiti parti civili contro 4 funzionari delle 4 banche “creditrici” e due funzionari della Giunta Albertini. In questa causa rinunceremmo ad essere parte civile e richiedere i danni.  
La legge prevede che non si possa chiudere un derivato e lasciare aperto un altro senza garanzia. Quindi, con il voto di oggi, costituiamo un pegno in deposito di garanzia utilizzando 413,3 milioni di euro dei 476 milioni di euro che attualmente sono il valore positivo del derivato che andiamo a chiudere.  Residuano 62 milioni imputati a costi delle operazioni effettuate dalle banche per conto del Comune. Questo deposito frutterà, reinvestito in Euribor e Btp (per due terzi). Trecentocinquanta milioni di euro che entreranno nei prossimi 23 anni, 15 - 18 milioni di euro all’anno.
Nella causa civile il Comune ha fatto una richiesta di danni per 80 milioni di euro.
Per chiudere questa partita il Comune ottiene subito 40 milioni di euro, risorse che potranno diventare entrata corrente dal punto di vista contabile. Si potrà anche definitivamente svincolare il fondo rischi accantonato in questi anni: 80 milioni di euro da investire in conto capitale.
Nell’ipotesi transattiva abbiamo acquisito il diritto di chiudere il Cds quando vogliamo. Aspettando che l’effetto Monti porti beneficio alle casse dello Stato.

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