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La strana e intricata storia della piattaforma Sigexpo, strumento essenziale per contrastare gli interessi mafiosi in Expo

Le parole del Prefetto Tronca in Commissione Parlamentare Antimafia sono inequivocabili: “La fase, che sta per scattare, riguardante i partecipanti esteri è una fase delicatissima, che va seguita con un monitoraggio accuratissimo, perché, è proprio nel momento in cui dovessero verificarsi delle non tempestive comunicazioni alla prefettura da parte della società Expo (che deve avere tutti i nomi dei lavoranti, delle società e dei componenti di questi gruppi societari, perché poi, come ho detto, dovrà emettere i badge d'ingresso e deve darci tutto alla svelta) che si potrebbero aprire dei pericolosissimi e insidiosi varchi, in cui immediatamente si potrebbe infiltrare la criminalità organizzata, che è quello che noi dobbiamo assolutamente evitare”.
L'accesso agevole ai dati è quindi operazione essenziale nella lotta agli interessi mafiosi negli appalti dei paesi stranieri. La piattaforma informatica (Sigexpo ora implementata con Siprex) è quindi strumento fondamentale.
Tronca dice anche che la piattaforma è stata messa in funzione nell'aprile del 2012, ma è risultata inizialmente poco funzionale alle esigenze dell'ufficio e non rispondente (lo sottolineo) alle necessità operative delle forze di polizia, in quanto si è rivelata poco interattiva nel riuscire a incrociare i dati degli elementi informativi ivi conferiti, utili per l'effettuazione dell'attività di analisi di contesto condotta dall'ufficio, e rigida nei meccanismi di ricerca dei predetti elementi informativi. ... Sono pertanto state inviate alla società Expo ripetute richieste d'intervento, inizialmente informali, per sanare le anomalie e le criticità rilevate dagli operatori della prefettura e dalle forze di polizia, iniziative successivamente formalizzate con note del 10 gennaio e del 18 gennaio 2013. Quindi l'operatore, della Dia, della Guardia di Finanza, oppure dell'Ispettorato del Lavoro, "... nella fase di ricerca incontra notevoli difficoltà nell'individuare le informazioni". Finalmente nell'ottobre 2013, la situazione si è sbloccata. Si è sbloccata dopo quasi un anno che le criticità e le anomalie erano state comunicate, nonostante l'azienda vincitrice dell'appalto, la Opera 21 fosse fallita e grazie all'intervento di un'altra ditta, la Pegaso, che aveva messo a disposizione la sua piattaforma Genesis che si è interfacciata con la Sigexpo. Lo stesso Sala, Commissario Unico dice: "La Siprex oggi funziona, ma abbiamo avuto comunque una procedura alquanto travagliata, purtroppo un'azienda che ne aveva gestito la costruzione è fallita e quindi abbiamo avuto un ritardo nella messa a punto dalla piattaforma, non posso che ammetterlo".
L'aggiudicazione per la piattaforma informatica che avrebbe dovuto raccogliere i dati di cantiere e rendere agevole la loro interpretazione viene fatta prima della firma del Protocollo, a trattativa privata, 500 mila euro, e la piattaforma diventa attiva alcuni mesi dopo la firma, quando il cantiere è iniziato. Tronca, sempre nella stessa seduta dice in relazione all'aggiudicazione a Opera 21: "... noi non siamo entrati (non l'abbiamo controllata N.d.R.) perché, fra l'altro, è una società che è stata controllata con i parametri di Expo in precedenza, ma non rientrerebbe nel novero delle società cui si applica il protocollo Expo".
Opera 21 viene rilevata dalla Top Network, ma l'appalto Expo lo toglie alla ex aggiudicataria e per la commessa più delicata, il collo dell'imbuto, lo assegna temporaneamente alla Witt. La Top Network protesta, siamo stati "depredati" e l'appalto Expo è storia "spudorata".
Ora cosa accade: a fine maggio 2014, ben un anno dopo l'intervento decisivo di Pegaso, dopo la dichiarata scarsa efficienza della piattaforma messa in campo da Opera 21, poi rilevata dalla Top Network, si predispone nuovo bando a chiamata. La gara viene aggiudicata alla Top Network (mandataria) per 603 mila euro. Ma non aveva già l'appalto? Pegaso non viene inserita nella lista delle invitate, nonostante sia azienda che già collaborava, anche per la piattaforma per Teem e nonostante sia iscritta, una delle poche aziende, al Rating di Legalità. Ma come è possibile? Ieri a mia domanda non è stata data risposta. La formalizzerò meglio.

1 commento:

Emidio Pagnoni ha detto...

Le Stazioni Appaltanti hanno un RUOLO cruciale nella realizzazione delle opere.
la TRASPARENZA è lo strumento per dare evidenza:
- del corretto rapporto costi/benefici dell'opera;
- della corretta scelta di tutti gli operatori coinvolti, nella garanzia del mercato e della concorrenza;
- del corretto controllo dei tempi e costi di realizzazione;
- della costante vigilanza sul rispetto delle regole.
L'informatica ha anche il suo ruolo nell'interpretare questa volontà, questo modello, e più si dedica ad agevolare e semplificare la consultazione e l'interrogazione, più è strumento che contribuisce al successo, ma rimane uno STRUMENTO.
Troppe volte le competenze professionali si sono rese disponibili a disegni scorretti che hanno corrotto l’obiettivo.
Essere TRASPARENTI riscatta l'azione della Stazione Appaltante e interpretare e coinvolgere tutti i soggetti coinvolti, compreso gli addetti ai controlli, non ostacoli, ma alleati alla realizzazione del progetto.
E' questa SCELTA DI CAMPO, che deve emergere, dispiegarsi, coinvolgere e "contaminare" tutti.
Con questo spirito "disinteressato" abbiamo accolto la richiesta di "dare una mano" ad EXPO, convinti del difficile compito delle Stazioni Appaltanti.
Se queste vorranno alzare "l'asticella" del loro ruolo, della loro funzione per raggiungere con successo e legalità l'obbiettivo, possono trovare, LEALI alleati e fra questi, PEGASO continuerà a mettere a disposizione le proprie esperienze, competenze, professionalità, pretese dalla responsabilità sociale del proprio compito, abbracciata e condivisa da noi tutti.