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Audizione di Cantone in Commissione antimafia: prospettive, difficoltà, successi, accuse

Sottovalutata la lotta alla corruzione sottovalutati gli interessi mafiosi all'interno dei contratti dei padiglioni stranieri. Questi i contenuti più forti, che condivido pienamente, emersi durante intervento di Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, audito nella seduta del 19 dicembre delle commissioni Antimafia regionale e comunale congiunte con la Commissione Expo. Sottolineata ancora la grande efficacia del commissariamento delle aziende coinvolte in inchieste per corruzione: Maltauro non solo paga i professionisti individuati per commissariare i due appalti, per i quali, secondo le accuse e secondo le stesse ammissioni dei dirigenti, ha corrotto dirigenti di Expo spa, ma gli utili dell’impresa derivanti da quegli appalti, verranno accantonati per risarcire le aziende che sono state escluse perché non hanno corrotto nessuno. Su mia specifica domanda Cantone ha dichiarato che c’è un vuoto legislativo.
Nel Dl 90 del 24 giugno 2014, ha precisato, non è specificato chiaramente se si possano accantonare gli utili dopo il commissariamento per interdittiva antimafia. La Gi.Ma.Co., qundi, non solo prosegue i lavori, ma prosegue ad incamerare gli utili percepiti dai due appalti in essere in opere connesse ad Expo. Bisogna subito colmare questo vuoto normativo. L’Anac aspetta una risposta in proposito.
Bene ha fatto il Prefetto a bloccare i pass di accesso al sito per quelle aziende oggetto di interdittiva che lavorano per i paesi che non hanno sottoscritto il Protocollo di legalità e che quindi non si sono impegnati a cacciarle dal cantiere (ben 20 contro 6 che hanno deciso di firmarlo). Cantone però ha precisato che non sa se questa decisione possa essere definitiva o temporanea. Nel primo caso si è augurato che non si creino problemi con i paesi stranieri.
Prosegue con soddisfazione, come si evince dalle parole del Presidente Cantone, la collaborazione con Expo spa, avviata il 24 giugno. Non sono mancate le accuse rivolte da Cantone a chi ha gestito l’appalto per l’Albero della Vita: operazione opaca che quanto meno ha evidenziato un conflitto di interesse. Sarebbe bene che chi si sente chiamato in causa dica qualcosa. Starsene zitto è peggio. Se preferisce: si faccia da parte!

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