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Realizzazione M4 - Dibattito in aula del 19 dicembre 2014 - verbale di intervento

   “Mi perdoneranno i colleghi, ma voglio intervenire in questo dibattito perché lo ritengo un dibattito che fa un po' parte anche della mia storia politica, anche come consigliere di zona 6.
    Io penso che in ogni momento storico non è possibile esprimere lo stesso voto per singole situazioni che poi evolvono, soprattutto in una amministrazione di un ente come il Comune di Milano: per questo voglio ricordare a me stesso e a voi, se vi interessa, che nel momento in cui si paventò la linea M4 e il suo percorso io ero contrario; ero favorevole al collegamento con Linate, ma ero contrario alla traiettoria lungo la Lorenteggio. Pensavo che la Milano-Mortara potesse essere potenziata e potesse in qualche maniera essere una nuova linea di metropolitana leggera, frequente, che avrebbe potuto servire l'area sud-ovest dell'area metropolitana, l'area sud-ovest della provincia di Milano, attraverso Romolo e attraverso altre stazioni con il centro della città.

    Sicuramente, e penso in questo di interpretare il pensiero anche di molti di noi, non avrei scelto il project financing per avviare la costruzione di questa linea di metropolitana; il project financing carica la gran parte del rischio di impresa sull'ente che agisce come concessionario e in questo caso rientra anche nella società che ha la concessione. Il rischio di impresa si trasforma in un peso sulla spesa corrente ma in realtà diventa un debito sul bilancio dell'ente per parecchi anni, fino al 2044. Il rischio di impresa dell'azienda è relativamente iniquo rispetto al rischio di impresa che in questo caso il concessionario si carica sulle spalle. Molti di noi probabilmente non avrebbero scelto quel tipo di project financing, così come molti di noi non avrebbero scelto il progetto di Impregilo così impattante sull'ambiente, sui nostri quartieri, avrebbero scelto magari il progetto alternativo, che aveva diametri meno importanti, avrebbe impattato su alcune aree della nostra città con minore intensità.
    Ogni momento storico deve però compiere le sue scelte, e oggi siamo chiamati, in questa giornata, il 19 dicembre, a fare una scelta sull'ordine del giorno che ci viene proposto.
             Io valuto molto positivamente lo sforzo fatto dalla direzione generale, dall'ing. Tomarchio, dai suoi collaboratori per riequilibrare il bilancio economico-finanziario dell'operazione, trovo importante lo sforzo fatto in una fase di interlocuzione molto più serrata dopo il luglio di quest'anno, fatto dall'assessorato, dai tecnici dell'assessorato per diminuire l'impatto sui nostri quartieri e le soluzioni trovate mi sembrano significative. Quindi ora siamo arrivati a questo punto e io voto per proseguire; è impossibile sapere cosa succederà nel bilancio del Consiglio comunale nel 2034, nel 2029, è impossibile anche pensare quello che accadrà in Italia in quegli anni, non è possibile immaginare il bilancio di quegli anni; si immagina il bilancio dei prossimi tre anni e spesso e volentieri in questo periodo storico, si sbaglia.
             Termino con una sollecitazione. Ho già fatto presente alla Giunta che all'interno del protocollo di legalità che verrà siglato per M4, oltre ad inserire le novità che con il DL 90 del 24 giugno sono state richiamate e che sono utili proprio per meglio colpire quelle aziende che non denunciano intimidazioni, minacce o richieste di tangenti, bisogna secondo me fare un ulteriore sforzo: in quanto facenti parte della società che è concessionaria dell'opera, bisogna inserire nel protocollo l'obbligatorietà che ci si dà nel sottoscrivere i contratti, per i lavori più esposti alle infiltrazioni mafiose, scegliendo tra le aziende inserite nella white list della Prefettura. Questo ci libera da una serie di vincoli, rende più agevole tutta una serie di tempistiche, perché la Prefettura a quel punto non ha bisogno di fare ulteriori indagini, rilascia immediatamente l'autorizzazione ad agire nel cantiere; è un atto di trasparenza importante ed è una novità assoluta nel panorama di queste opere per cui vale la pena che Milano sperimenti questa novità, forzando il tema della libera concorrenza che è stato sempre posto come una resistenza rispetto all'obbligatorietà di utilizzare quelle aziende che sono già state verificate dalla Prefettura e che in qualche maniera ad oggi sono libere da ogni tentativo di infiltrazione mafiosa. Grazie”

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