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Processo Zambetti: l'assoluzione di Celeste non c'entra con lo scioglimento di Sedriano

Il Tribunale ha assolto Celeste, insegnante di religione, ex Sindaco di Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia, per l’imputazione di corruzione aggravata dalla finalità mafiosa, perché il fatto non sussiste. Attenzione però, questa assoluzione non c'entra con lo scioglimento. La legge nei 20 anni di sua applicazione oramai è consolidata in giurisprudenza.
Lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non presuppone la commissione di reati da parte degli amministratori né l’esistenza di prove inconfutabili sui collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali,
L’Amministrazione gode di ampia discrezionalità nella ricostruzione del contesto ambientale e nella valutazione degli elementi su collegamenti, diretti o indiretti, o su forme di condizionamento da parte della criminalità di tipo mafioso.
In base alla legge è sufficiente che ci siano “elementi concreti, univoci e rilevanti” volti a far ritenere un collegamento tra l’Amministrazione e i gruppi criminali.
Bisogna però anche sapere che per la vicenda inerente l’appalto del verde pubblico, Celeste rimane sotto indagine con trasmissione degli atti al PM.
La relazione su Sedriano ci dice che l'appalto per la manutenzione del verde negli anni 2010 e 2012 era stato gestito da due aziende legate alla famiglia Musitano. L'appalto era stato promesso da Celeste a Vincenzo Evolo, ma poi fu assegnato alla ditta Garden di de Lorenzis per consentirgli di rientrare di un consistente debito. La procedura negoziata fu adottata senza acquisire la dichiarazione sostitutiva prevista all'articolo 38 del codice degli appalti, della polizza assicurativa e in assenza di qualunque verifica dei requisiti di ordine generale previsti dalla legge
Da ricordare in ultimo che il Tribunale con la sentenza di oggi ha disposto la trasmissione degli atti al PM anche – fra gli altri- in riferimento a Giudice Vincenzo, per i fatti di cui al capo 6 di imputazione (riqualificati in corruzione).
Ringrazio l'avvocatura di Milano per le informazioni in tempo reale che ci hanno fornito. Per il loro lavoro che ha prodotto a favore del Comune di Milano, un risarcimento di 650 mila euro, così distribuito: Zambetti al pagamento di € 200.000,00, Costantino a € 300.000,00, Crespi Ambrogio a € 100.000,00, Simonte Ciro a € 50.000,00.

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