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23 febbraio 2018

Prosegue il contrasto al riciclaggio portato avanti dal Comune di Milano: 16 segnalazioni, 147 le società segnalate, 129 le persone fisiche

Ieri sera ho presentato a Open Milano durante l'incontro mafie e ristorazione, organizzato da DOOF, l'aggiornamento dei risultati raggiunti dall'ufficio di lotta al riciclaggio del Comune di Milano. Primo in Italia e unico di un capoluogo.  Ora, dopo averlo fatto nascere a Milano (grazie a Mario Turla e ai commissari di Polizia Locale e ai dirigenti che ci hanno creduto sin dall'inizio), il mio prossimo obbiettivo è quello di esportarlo in Regione Lombardia! 
Tra il 31 marzo 2014 ed il 24 novembre 2017 sono state formalizzate dall'Amministrazione Comunale 16 segnalazioni di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, riferite a 196 operazioni sospette di maggiore rilevanza e/o significatività che hanno comportato l’analisi di 2.832 operazioni economiche riguardanti, direttamente e/o indirettamente, 664 società, di cui 147 segnalate per rischio riciclaggio e 1.484 persone fisiche, delle quali 129 segnalate per rischio riciclaggio.
Diversissime le attività riconducibili alle persone ed alle società oggetto di segnalazione:
- associazioni sportive,
- rivendita di generi di monopolio,
- aziende agricole, allevamento di bestiame,
- centri benessere e società di servizi alla persona,
- circoli ricreativi, cooperative di servizi,
- mercanti d’arte,
- compravendite immobiliari,
- consulenza amministrativa, consulenza commercialistica,
- costruzioni edilizie,
- gestione di autorimesse,
- intrattenimento musicale (discoteche – sale da ballo),
- società di marketing, organizzazione eventi (mostre, mercati, feste di via, fiere),
- servizi alle imprese,
- somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, pizzerie, bar),
- sviluppo informatico,
- società fiduciarie.
Delle 147 società segnalate, 9 sono risultate radicate in paesi esteri considerati paradisi fiscali, titolari delle quali sono risultati essere soggetti riconducibili anche ad alcune delle restanti 138 società italiane, 2 delle quali società di “trust”, a loro volta riconducibili ad un trust radicato all’estero.
Dei 129 soggetti riconducibili alle menzionate società, 100 sono cittadini italiani e 29 stranieri, 27 dei quali extracomunitari. I 29 cittadini stranieri segnalati sono originari di 10 distinte nazioni; 2 di questi sono originari di c.d. paesi black list, 5 sono originari di 2 paesi caratterizzati da un alto tasso di criminalità organizzata legata al traffico internazionale di stupefacenti, mentre altri 14 sono originari di 5 paesi considerati ad alto rischio in relazione al finanziamento del terrorismo di matrice islamica. Perché è bene ricordare: la legge 231 del 2007 non mira unicamente a contrastare il riciclaggio, ma anche il finanziamento al terrorismo.
La movimentazione complessiva di capitali riconducibile alle 2.832 operazioni di cui si è fatto cenno è stata calcolata in non meno di € 243.722.708,00, mentre le somme riconducibili alle 196 operazioni sospette specificamente segnalate ammonta ad € 57.272.000,00, movimentazioni di denaro che, pur essendo caratterizzate, prevalentemente, da un ciclo chiuso, anziché produrre un saldo positivo, mediamente e nella maggior parte dei casi, hanno comportato perdite pari a circa il 20% del valore iniziale. L'indicatore, per eccellenza, del riciclaggio.

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