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22 luglio 2019

Dalla Relazione semestrale DIA alcuni elementi interessanti.


Sequestri e confische. Benissimo. Ma c'è ancora molto da fare
Dal 1992 la DIA ha sequestrato patrimoni per oltre 24 miliardi di euro, alla confisca il valore scende a 11 miliardi. 
Di questi 7 miliardi sono stati definitivamente confiscati a Cosa Nostra, 2 miliardi alla 'ndrangheta, 1 miliardo e mezzo alla Camorra.
Se pensiamo che sono 16 i miliardi del cosiddetto fatturato delle mafie in Italia all'anno (dati Transcrime), ci si rende conto di quanto ci sia ancora da lavorare. Dal 1992 sono 10.501 le persone arrestate per 416 bis (deduco il reato anche se non c'è scritto esplicitamente): 3.170  camorristi 2.800 'ndranghetisti e 2.100 mafiosi di Cosa Nostra
In Lombardia aumentano i Locali di 'ndrangheta e compare la cartina
Aumenta il numero di Locali di 'ndrangheta in Lombardia. Secondo la DIA nella relazione del secondo semestre 2018 salgono a 30. Tornano ai livelli record del 1994 secondo quanto i collaboratori di giustizia di allora dicevano. Eppure gli arresti sono diminuiti. Da 146 del 2014 ai 24 del 2018. Sono 13 i locali di 'ndrangheta in Piemonte e 4 in Liguria. Uniche due regioni per le quali si è deciso di proporre una cartina come per altri regioni del meridione e come per la Lombardia.
Prima volta nella storia delle relazioni DIA che compare una cartina di una regione del nord con indicati i locali. E' un salto culturale. Non ci sono indicate le famiglie, ma mai era comparsa, come invece accade regolarmente per le cartine delle province Calabre, di Napoli, della Campania e dei mandamenti siciliani.
La Calabria invece è presidiata da 160 cosche che contano almeno 4389 affiliati, pari allo 0,24 per cento della popolazione regionale. Di questi, 2086 sono presenti in provincia di Reggio Calabria (0,38 per cento) e 2303 nel resto della regione (0,16 per cento).
La provincia di Reggio Calabria è divisa in tre «mandamenti», corrispondenti ai tre tribunali.
Un tempo si chiamavano «Montagna», «Piana» e «Matrice», oggi «Ionico», «Tirrenico» e «Centro».
La ’ndrangheta, però, è presente anche nelle altre quattro province, e in particolare nel Vibonese e nella zona delle Serre al confine con l’Aspromonte, nel Lametino, nel Catanzarese, nel Cosentino e nel Crotonese.
Calano in Lombardia gli arrestati per mafia
Scende il numero di persone arrestate per 416 bis in Lombardia: da 146 nel 2014 a 24 nel 2018. Poche in confronto a quelle arrestate nello stesso anno in Piemonte, 58, oppure nel Lazio, 85. Senza contare i 514 arrestati per 416 bis in Calabria e i 533 in Sicilia.
I valori si ribaltano quando si tratta di considerare l'applicazione dell'aggravante di aver agevolato le organizzazioni criminali mafiose (il cosiddetto articolo 7 dl 152/1991): in Lombardia 36 arrestati contro i 3 "piemontesi" e i 21 laziali.
Lombardia luogo di riciclaggio
La lombardia rimane ai vertici anche nel 2018, pur scendendo anche in questo caso come valore assoluto, per il numero di arrestati per riciclaggio: 513 nel 2018. Erano 600 l'anno scorso. Cede il primato alla Campania, 588 gli arrestati per riciclaggio quest'anno, erano 430 l'anno scorso. Viene scritto "Considerata la maggiore piazza finanziaria nazionale, la Lombardia è caratterizzata da un florido tessuto produttivo ove coesistono un numero elevato di grandi, medie e piccole imprese. Con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti è la regione italiana più popolosa e, nel contempo, attrae consistenti flussi di stranieri. La sua estensione, la collocazione geografica e la presenza di importanti scali aerei e vie di comunicazione la rendono, nello stesso tempo, punto nevralgico per i maggiori traffici illeciti transnazionali, esercitando un forte richiamo per le organizzazioni criminali sia autoctone che straniere, all'occorrenza alleate tra loro".
Contrasto al riciclaggio
L’attività di analisi condotta sulle segnalazioni attinenti alla criminalità organizzata ha permesso nel periodo in esame di approfondire complessivamente 2.152 Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) inviate alla UIF da banche, intermediari, professionisti pubbliche amministrazioni. Il dato interessante è che 1.909 sono state inoltrate alle competenti Direzioni Distrettuali Antimafia, per il tramite della DNA, in quanto correlate a procedimenti penali o di prevenzione in corso, mentre ben 243 confluite nell’ambito di attività investigativa svolta dai Centri e Sezioni Operative della DIA sul territorio nazionale nei settori giudiziario e di applicazione di misure di prevenzione (erano 92 nel primo semestre 20198).
Uno degli elementi critici sottolineati. in particolare nelle regioni meridionali è la presenza di istituti di credito di piccole dimensioni, in alcuni casi addirittura mono-sportello, verso i quali i mafiosi potrebbero esercitare una pressione tale, da rendere difficoltosa per l’operatore della banca l’effettuazione di una segnalazione di operazione sospetta.
Provvedimenti interdittivi vs SOS 
Su un totale di 456 provvedimenti interdittivi, il 72,15 % (n.329) sono stati emessi nei confronti di aziende del Sud, il 20,61 % (n. 94) nei confronti di aziende del Nord, mentre il 7,4% (n.33) si riferisce ad aziende del Centro Italia
Su un totale di 103.576 operazioni sospette a rischio riciclaggio (SOS), il 46,3% (n. 47.909) sono state realizzate nelle regioni del Nord, il 33,8% (n. 35.034) nelle regioni del Sud, mentre il 18,7% (n.19.396) nelle regioni del Centro Italia.
Mafie straniere: particolare attenzione alla mafia nigeriana
Dal 1° semestre 2017 al 1° semestre 2018 si sono registrate due determinanti variazioni nelle rimesse verso l'estero che rappresentano segnali importanti: le rimesse verso la Nigeria sono aumentate del 164% mentre quelle per la Cina, di contro, consolidando il trend degli ultimi periodi, sono ulteriormente diminuite del 92%. I cinesi, in particolare, hanno ridotto drasticamente le transazioni “tracciate”: dai 186 milioni di euro del 2013 si è passati, nel 2017, a 21 milioni di euro e, nel 2018, a soli 13 milioni di euro. Per la mafia nigeriana "le modalità di azione criminale, i collegamenti transnazionali, il vincolo omertoso che caratterizza gli associati e il timore infuso nelle vittime, hanno peraltro fatto luce, nel tempo, su un agire sotto molti versi simile alle metodiche mafiose".
Diffuse in Campania e Sicilia, al nord sono presenti a Torino, Emilia in particolare Ferrara, e a Brescia in Lombardia. A Milano finora nessun segnale significativo.

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