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25 maggio 2020

Gli ingredienti per riciclare al nord. Il caso della consorteria mafiosa dell'Acquasanta-Arenella

Nell'ordinanza che ha portato all'arresto di 91 persone legate alla consorteria mafiosa dell’Acquasanta- Arenella del Mandamento di Resuttana emergono diversi elementi che la rendono estremamente importante per comprendere ciò che accade a Milano.
Innanzi tutto bisogna ricordare che il clan è legato alle famiglie Galatolo/Fontana ed è legato a doppio filo con due misteri d'Italia: la strage di Pizzolungo e il fallito attentato dell'Addaura.
Poi una serie di pentimenti e di vendette incrociate, tra famigliari. Fontana denuncia Galatolo. Galatolo denuncia i Fontana.
Sono tre i fratelli Fontana: Angelo, Giovanni e Gaetano.

Angelo viene sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale a all'obbligo di soggiorno in Milano, vanta diversi precedenti per associazione di tipo mafioso ed estorsione e, dopo il 2012 eccolo in città. Giovanni nasce a Palermo e dal 2007 risiede anche lui a Milano. Gaetano condannato per 416 bis (10 anni e 4 mesi emessa nel novembre 2011), aveva applicata una misura di prevenzione personale per 3 anni divenuta definitiva nel maggio 2014, con l’obbligo di soggiorno a.... Milano.
L'anno scorso, ad aprile, una misura di prevenzione e l'interdittiva antimafia colpiscono la gioielleria di via Cavallotti Luxury Hours Jewellery, la cui titolare, Michela Radogna, convivente di Gaetano e stata arrestata anche lei assieme ai tre fratelli, il 12 maggio scorso. Il merito fu anche della Polizia Locale e del Commissario Giovanni Monticelli, scomparso prematuramente il 4 maggio scorso e che proprio oggi abbiamo ricordato a Uboldo. Una sua relazione della primavera del 2018 diede inizio al percorso che portò al sequestro dell'attività di commercio di orologi e gioielli, nel pieno centro a Milano. Il ruolo della Polizia Locale e di Monticelli lo considero importantissimo nell'intera vicenda conclusasi con gli arresti.

Di seguito, schematicamente, vi indico alcuni elementi, che considero di rilevo, che compaiono nell'inchiesta
  • Nell'ordinanza viene citato anche Michele CILLA (nato in Germania il 2.6.70). "Quest’ultimo", si legge, "anche se non figura nella nuova composizione societaria della MASAI CAFFE’ S.R.L., è di fatto colui che si interessa di ogni aspetto afferente l’uscita della MASAI CAFFE’ S.R.L. dalla sfera economica e patrimoniale della famiglia FONTANA.... sia di fatto il CILLA a rilevare dal sodalizio FONTANA-FABIO la società MASAI CAFFE’ S.R.L., per il tramite di Giancarlo Maria RUSSO, in cambio di euro 20.000 (di cui fanno parte i 5.000 euro oggetto della conversazione appena esaminata). Davide Milosa scriveva di lui su Il Fatto del gennaio 2019 : "Molti dei locali, negli anni, secondo i pm, li ha gestiti per conto di Guglielmo Fidanzati, boss di Cosa nostra, figlio di don Tanino, già capo del mandamento dell' Arenella, morto nel 2013. Insomma Cilla si fa un nome nella malavita che conta". Era un articolo che trattava di Lele Mora, di una rapina in un campo Rom che aveva subito. E poi di una estrosione non denunciata. Insomma un gran casino. Cilla però era lì. Anche in quella occasione
  • Nell'ordinanza, come avete letto, si parla di Caffè. Non produzione.. ma, come al solito, commercio. Non è la prima volta. Anche i Musitano. Chissà come mai. Non si parla di estorsione, di imposizione dei prodotti ai bar e ai ristoranti, ma il caffè pare proprio una passione per le famiglie mafiose, oltre all'immancabile gioco d'azzardo. Sette le agenzie di scommesse sequestrate a Palermo. 
  • Non poteva mancare il commercialista con studio in Corso Magenta: Paolo Cotini, arrestato assieme ai tre fratelli Fontana. Viene scritto: "La predetta famiglia, Fontana, ha saputo sviluppare, innanzitutto, una fiorente attività imprenditoriale a Milano, nel settore del commercio di orologi di lusso, attraverso società – gestite direttamente, in Italia, o per interposta persona, all’estero, – fondamentale strumento per ripulire e far transitare l’enorme quantitativo di denaro contante frutto dell’esercizio del potere mafioso, ancora una volta con l’ausilio di compiacenti soggetti a disposizione, tra cui il commercialista milanese COTINI Paolo Attilio Remo". 
  • Infine i beni sequestrati. Nel lungo elenco anche Tre immobili a Milano: in via Rutilia; in via Giacomo Manzù e in via Fausto Melotti. Ottima notizia. Aspettiamo la confisca e cominciamo a preparare il bando per le associazioni. Essendo tre case potrebbero essere destinate a famiglie sfrattate.

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