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4 giugno 2026

L'autoriciclaggio della famiglia Tamburello

La misura cautelare e il decreto di sequestro contestuale che hanno coinvolto Maria Antonina Bruno, Giacomo e Luca Tamburello(*) è per me sconvolgente nella sua efficacia descrittiva. 

Due messaggi nitidissimi:

  1. Questi tre personaggi, padre, madre (separati) e figlio, hanno messo in piedi fin dalla fine degli anni ottanta, un sistema per autoriciclare decine di milioni di euro(**)  proventi del traffico della droga, estremamente esteso e complicato ma non troppo criptato, che partiva dall’Italia, raggiungeva le Cayman, fino a una banca nel Libano, passando dalle Isole Vergini Britanniche, Panama, Gibilterra, Montecarlo, Lussemburgo, Andorra, atterrando in Spagna.
  2. La collaborazione tra istituzioni europee nel contrasto al riciclaggio produce risultati eccezionali, basta applicare le regole. Ci vogliono però anni. 

L’innesco iniziale. Tutto parte dall'Unità di Informazione Finanziaria del Principato di Andorra (UIFAND). L’autorità che si occupa di antiriciclaggio. Il Principato, pur non essendo membro dell'UE, adotta standard internazionali allineati alle direttive europee e alle raccomandazioni GAFI/FATF. 

Le operazioni sospette. La segnalazione parte dall’analisi dei flussi economici sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati (spesso inesistenti o minimi) e giustificati agli istituti bancari con false dichiarazioni relative a eredità o patrimoni post-divorzio. All'atto dell'apertura di vari conti correnti nel Principato di Andorra (a partire dal 2005), la Bruno dichiarò formalmente ai funzionari bancari di essere divorziata e vedova e che i fondi (inizialmente circa 2 milioni di euro) derivavano da un'eredità e, appunto, dal recupero di beni a seguito della fine del suo matrimonio. 

Il flusso di denaro e i collegamenti. La Procura di Andorra ha scoperto che Maria Antonina Bruno (moglie di Giacomo Tamburello) disponeva di diversi conti correnti presso istituti di credito in Lussemburgo. La provvista iniziale e i successivi flussi provenivano invece da due conti presso la Banque Populaire de la Côte d’Azur di Monaco. Tra il 2005 e il 2006 sono stati trasferiti da queste banche titoli per oltre 1,3 milioni di euro e 1,7 milioni di dollari. 

La collaborazione tra istituzioni (Italia, Spagna e Andorra). UIFAND avvisa la Procura presso il Principato di Andorra. La Procura avvisa l'esperto della Guardia di Finanza presso l'Ambasciata d'Italia a Madrid che ha poi trasmesso i dati al GICO (Gruppi d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza, di Palermo il 18 agosto 2023. Successivamente l’UIFAND ha collaborato con le nostre Istituzioni fornendo la documentazione bancaria dettagliata che ha permesso di ricostruire i flussi finanziari dal 2005 al 2024. La polizia spagnola è stata determinante per ricostruire il patrimonio immobiliare e finanziario della famiglia Tamburello, trasmettendo anche la documentazione bancaria di numerosi istituti. 

La collaborazione tra Istituzioni (Italia e Lussemburgo). Le autorità Lussemburghesi identificano alle Isole Cayman la Cinzano Ltd, costituita nel 2011, è definita come la più recente "cassaforte finanziaria" del gruppo, fornendo l'estratto conto dei titoli detenuti dalla società presso la banca Bemo Europe.

La collaborazione tra Istituzioni (Italia, Montecarlo, Cayman e Gibilterra). Per ciò che riguarda le autorità Monegasche, delle Isole Cayman e di Gibilterra non si descrivono atti specifici di scambio informativo diretto. Per Gibilterra e le Isole Cayman, i dati (come la composizione societaria o le date di registrazione) risultano acquisiti tramite banche dati internazionali private, come quelle di Bureau Van Dijk, società belga. 

Capacità speculativa del nucleo familiare e nuove frontiere strategiche. Il 6 dicembre 2021, la Cinzano Ltd ha acquistato 682.240 azioni nominative della IBL Bank Sal, rilevandole dalla società Mardeco Sa con sede nelle Isole Vergini Britanniche. Valore dell'investimento è stimato in oltre 79 milioni di euro.

Dalle indagini è emerso che Dubai rappresentava la nuova frontiera strategica per Luca. Il figlio. Proprio nel febbraio 2026 effettua un viaggio negli Emirati Arabi Uniti. Giacomo Tamburello sottolinea con soddisfazione che a Dubai "non c'è l'estradizione", motivo per cui "sono sicuri" e ci si trasferisce per "stare tranquillo".

(*) Giacomo Tamburello ha riportato diverse condanne definitive principalmente per reati legati al traffico internazionale di stupefacenti e all'associazione mafiosa per un totale di circa 38 anni di carcere. La prima condanna è del 1987. L’ultima a 12 anni di reclusione del novembre 2023. Anche quest’ultima per traffico internazionale di hashish tra il maggio 2013 e il novembre 2017. Accertata la sua appartenenza alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. Maria Antonina Bruno e Luca Tamburello (rispettivamente moglie e figlio di Giacomo Tamburello) sono stati anch’essi raggiunti da misure cautelari nell'ambito dell'ordinanza del Tribunale di Palermo del maggio 2026. Entrambi sono indagati per il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648 ter.1 c.p.), autoriciclaggio con l'aggravante di aver agito per agevolare l'attività di Cosa Nostra, in particolare della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. 

(**) La cifra complessiva stimata per i beni mobili e immobili riconducibili alla famiglia Tamburello oggetto del sequestro preventivo presentato dalla Procura di Palermo, ammonta a circa 106 milioni di euro. Tale valore è il risultato dell'aggregazione di un vasto patrimonio immobiliare di 17 milioni di euro, dei 79 milioni di euro valore delle 682.240 azioni della IBL Bank del Libano, del portafoglio in Criptovalute (Bitcoin, Ethereum, etc.), degli asset finanziari, portafoglio titoli e metalli preziosi (inclusi 12 kg d'oro) presso BEMO Europe Lussemburgo e la Safra Sarasin di Monaco.