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Non dobbiamo mollare!

Sono veramente stufo di sentir dire che il grande successo elettorale della Lega è l’effetto di un forte radicamento sul territorio. Forse a Usmate. Non a Milano.
Il successo della Lega nasce semplicemente dal fatto che, di fronte a una persona che si lamenta perché i giardini di via Odazio (Lorenteggio), ristrutturati da poco, vengono utilizzati “Solamente dai bambini degli Zingari”, un militante del Pd deve concentrarsi, cercare di convincere il cittadino a fermarsi, parlare, e via, in salita! In prima, tirata, senza riuscire mai ad inserire la seconda: “Guardi che la capisco. E' da tanto tempo che aspettavamo che risistemassero quel giardinetto, ma guardi che tutti i bambini sono uguali, e comunque rimane uno spazio pubblico, che non si chiede la fedina penale o l’Unico ai genitori per autorizzare il figlio a salire sull’altalena, che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, che ci sono gli zingari, i romeni e i kossovari, che in Romania i bambini vivono nelle fogne a sniffare colla, che, comunque è giusto mandare via chi delinque, ma che, che…”.
Al militante leghista bastano cinque parole: “Che tornino nel loro paese!”
Finita la campagna elettorale. Eccolo qui il radicamento!
Non è la sinistra che deve radicarsi è la nazione che non è pronta.
Ripegata su sé stessa. Impaurita. Sfiduciata. Ansiosa di emeregere, di dimostrare qualcosa a qualcuno.
Ma non dobbiamo mollare.
Perché sono proprio gli ultimi che ci stanno a cuore.

1 commento:

Giovanna ha detto...

Dici che per un militante del PD è dura far capire che tutti i bambini possono utilizzare le altalene dei giardini di via Odazio...

Mi trovi pienamente d'accordo: è dura anche per un genitore italiano far passare il messaggio che tutti i bambini possono accedere alla medesima scuola pubblica, che la convivenza aiuta a crescere, che non si toglie nulla ad un alunno italiano se nella medesima classe ci sono alunni con provenienze diverse... anzi!

Ogni tanto mi chiedo perchè c'è il mito dell'America...
In fondo lì noi siamo extra-comunitari.
Un ragazzo italiano che va a studiare in America, è forse additato come extra-comunitario?
Un cittadino italiano che va a lavorare in America, è forse marchiato a vista?
E noi in America, oltre ad esportare la Ferrari, Gucci o Versace, abbiamo esportato anche mafia e camorra...

In America bianchi e neri frequentano le medesime scuole, usano le stesse altalene, fanno parte delle medesime squadre, condividono i medesimi lavori: lì lo accettiamo e ci sembra normale, qui no.

A Milano, città europea all'avanguardia, le scuole del Giambellino rischiano l'estinzione perchè la presenza degli extra-comunitari nella scuola è vista come elemento penalizzante.
I miei figli frequentano le scuole del Giambellino, e io vado fiera di questo.
Alle medie mia figlia ha una classe "mista": metà classe è italiana, metà ha provenienze differenti; metà studia e metà non studia: ma tra quelli che studiano, solo la metà è italiana, metà non lo è; metà classe rischia la bocciatura: ma tra questi metà sono italiani...
Il problema quindi non è da imputare alle origini etniche, ma ad altro.
E' vero che esiste un problema di disagio sociale, ma questo non è legato al paese d'origine, quanto all'incapacità di seguire i propri figli: e questo non è assolutamente legato al paese d'origine.
Per un genitore è molto più semplice lasciare i ragazzi "liberi" di fare quello che vogliono, piuttosto che dar loro regole e paletti: e questo a lungo andare si ritorce contro... prima o poi il conto da pagare si presenta, non solo ai genitori ma anche ai compagni e alla società.

Una scuola "multietnica" è una risorsa educativa che secondo me non ha eguali: i ragazzi crescono nella consapevolezza che tutti sono uguali e tutti hanno i medesimi diritti, che tutti hanno e devono avere le medesime opportunità.
La differenza non è determinata dall'estrazione sociale o dall'etnia, ma dalla testa di ciascuno, dalla propria volontà di crescere, studiare e fare: ognuno è autore del proprio successo o insuccesso.
In una scuola "multietnica" i ragazzi vivono quotidianamente i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (che risale al 1948, non dimentichiamolo!), non li studiano solamente su un pezzo di carta!

L'Italia che pensa di essere tanto avanti e tanto all'avanguardia, a questo non è ancora pronta: è indietro solamente di 60 anni...
Il razzismo c'è e non solo verso gli stranieri: anche un genitore italiano che iscrive un figlio ad una scuola "multietnica" viene malvisto.
In quinta elementare il bambino italiano che alle medie condividerà la scuola con ragazzi africani, sudamericani, rom o quant'altro viene già additato e deriso dai compagni!

Ci stupiamo quindi se la Lega avanza?
Ci stupiamo quindi per un'altalena?

All'elementari avevo studiato una poesia che diceva così:
"Non c'è posto per Jim Brown sui cavalli della giostra?
Sui cavalli della giostra?
Un signore mi domanda: perché ne hai tanta voglia?
Io vengo dal sud, dove al nero, al bianco, laggiù nel sud, non è permesso di sedere accanto.
Ma la giostra è rotonda, rotonda, e non possono mettermi dietro.
Dov'è dunque un posto sulla giostra per un ragazzo negro?"

Il 15 aprile nell'ufficio di mio marito è girato un foglio, scritto in dialetto lombardo o bergamasco non lo saprei dire, dove un "terun" rinnegando le proprie origini poteva chiedere la cittadinanza milanese... credo che ogni commento si possa considerare superfluo...