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Nidi pubblici e privati

I bambini che risultavano in lista d’attesa al 2 luglio erano 1.388.
Il 21 luglio, il Direttore di Settore dott Aurelio Mancini ci ha detto che, a fronte di 974 rinunce la lista era scesa a 718. Il 30 di luglio l'assessore Moioli ha comunicato che la lista d’attesa per un posto nido era di 582 bambini. "Tutte le richieste presentate saranno quindi soddisfatte in tempi brevi, proprio grazie all’integrazione tra pubblico e privato". Staremo a vedere e a controllare. Ci suona molto strano che in 9 giorni si siano trovati altri 136 posti. e come? Molte sono le famiglie che hanno rinunciato e avevano assegnato un posto. Probabilmente non il posto che avevano scelto come prima o seconda ipotesi. Forse la quarta o la sesta. Non é dato a sapersi.
La Moioli si era difesa con il solito giro di parole “a tutti verrà offerto un posto come l'anno scorso”. Ma offerto non è assegnato. In realtà l'offerta non ha soddisfatto l'esigenza delle famiglie, tant'è che l'anno passato non hanno trovato un posto circa 2000 bambini nelle strutture comunali che, tra l'altro, diminuiscono annualmente la capienza.
I numeri dicono: 5896 nel corso del 2008, 5827 nel 2009, 5.851 nel 2010, 5.755 i posti offerti per l'anno prossimo.
Diminuiscono i posti pubblici, aumentano vertiginosamente i posti nei nidi privati accreditati: 770 nel 2008, 2231 nel 2010.
E soprattutto non abbiamo ancora avuto risposte esaurienti sui motivi che hanno portato l'amministrazione a spostare alcune educatrici dai nidi, Zuretti, Bigatti, Orlando, Suzzani e Valdossola, senza che le liste d'attesa si siano esaurite. Diminuisce la capienza senza soddisfare tutte le richieste. Alcune famiglie dirottate in nidi accreditati sappiamo che hanno chiesto di ritornare nella sede di via Orlando. Aspettano risposta.
Ricordo infine che a Milano si viaggia su questo doppio binario: nei nidi comunali viene garantito un rapporto di un educatore ogni sei bambini. Nei nidi accreditati il rapporto si alza ad 1 a 8. E' questo il principale motivo per il quale ai privati viene garantito un assegno mensile di 520 € mentre, pare, che un posto nel nido pubblico costi tra le 800 e le 900€. Bisogna comunque aggiungere che se si chiedesse ai gestori privati di comprare tutti i loro posti a disposizione al prezzo offerto solo per alcuni, nessuno accetterebbe. Sappiamo bene che le rette mensili in nidi privati son ben maggiori di 520 €. La difesa della qualità passa dal controllo, al momento inesistente e dalla richiesta di parametri nel rappoorto educatiori bambini identici nel privato e nel pubblico. Si spenderà di più? Forse ne vale la pena. Ricordo che non più di una settimana fa la Giunta ha deliberato la spesa di 750 mila € la settimana della moda. Le risorse ci sono andrebbero spese meglio.

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