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16 novembre 2010

Ora si riparte uniti. Ma prima però...

Hanno votato a queste primarie circa 15.000 cittadini in meno, il 19%, rispetto alle primarie del 2006. Nessuno lo avrebbe ipotizzato. Anzi tutti noi a sperare che andassero in 100.000. Convinti che il duello stava entusiasmando il popolo del Centrosinistra, sostenuti da impressioni e percezioni raccolte durante questa campagna elettorale.

Un errore. Queste primarie non hanno entusiasmato e, soprattutto, tutti noi abbiamo sbagliato pronostico. Segno di una preoccupante distanza dalla città.

Ma la distanza è segnata anche dalla grande maggioranza di iscritti che, convintamente hanno sostenuto Boeri. Si può dire che il dibattito interno al Pd non è stato il dibattito interno ai votanti delle primarie. Anche in questo caso si tocca con mano la lontananza dal nucleo di persone riferimento principale della nostra iniziativa politica. Cornelli ci dice che è stato un referendum pro o contro il Pd e che il rottamatore settantenne Onida lo ha esasperato. Primo dato che emerge palese è che il referendum è stato perso. Da una sconfitta poi, o si parte da autocritiche serie e circostanziate, oppure non si trae insegnamento da nulla, si rimane imbrigliati dal rancore ed allora è meglio mettersi veramente da parte. Ma il dato che mi pare evidente è che gli elettori di Onida si possono dividere in tre gruppi: chi non sarebbe mai andato al voto, chi avrebbe votato Pisapia, chi avrebbe votato Boeri. Pensare che il terzo gruppo fosse così numeroso da portare Boeri a recuperare 2.500 voti è fantapolitica. E comunque Onida non si sarebbe dovuto proprio candidare, o meglio, Milano Riparte non avrebbe dovuto candidarlo e sappiamo bene cosa accadde a inizio settembre: Penati mette in bocca a Bersani il sostegno a Boeri pochi giorni prima che i 92 si ritrovino e, spaccandosi, indichino Onida. È in quei giorni l’errore clamoroso. Si pensa che Sarfatti convinca facilmente tutti. Si snobbano i promotori di Milano Riparte pensando non rappresentino nessuno. Snobismo, lontananza dalla città reale e dal gruppo di riferimento. Questo ci dicono le primarie 2010. Ed infine dobbiamo chiederci: se non fosse stato candidato Boeri, Onida avrebbe battuto Pisapia? Sappiamo che Ferrante batte Fo 67 a 23. Cinque anni fa. Ferrante era un ottimo candidato. Pisapia sicuramente risulta meno conosciuto di Fo, che però non ha goduto dell’effetto Vendola. Eppure Ferrante stravince.

Possiamo infine dirci chiaramente che Stefano Boeri, che ringrazio perché si è messo in gioco parecchio e ci ha perso parecchio a mettersi in gioco, non è stato un buon candidato?

Ora il sostegno convinto, competente, autorevole a Pisapia.

Dobbiamo però cambiare qualcosa. Non inseguiamo il centro. Albertini si candiderà e non ci sarà speranza. Facciamo subito squadra definendo al più presto gli assessori. Le persone devono ritrovarsi anche nelle capacità e nella storia di uno di loro. Basta dibattiti! Basta ascoltare. Parliamo con le persone! Abbiamo molte cose da dire!

1 commento:

Daniela Bertocchi ha detto...

Voglio solo dire che sono pienamente d'accordo sia con l'analisi sia con le proposte di Gentili e che spero che l'andamento di queste primarie, con un numero più basso di votanti e con il prevalere di Pisapia, induca tutti noi del Pd a riflettere sui segnali che la società civile ci sta mandando.
Spero che anche il mio Circolo (Giambellino) indica un'assemblea per riflettere sui risultati e decidere come procedere in modo ottimale.