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Commissione congiunta Commercio Sicurezza e Antimafia "Gioco d'azzardo e sale giochi: Il ruolo dell''Ente Pubblico"

Con oggi è iniziato un percorso che deve essere a tappe forzate. Troppo è stato il tempo perduto. Due le emergenze da combattere: la diffusione della dipendenza da gioco e l'enorme fatturato che le mafie producono dallo sfruttamento illegale del fenomeno (3miliardi e 600 milioni di euro).
Milano ha bisogno di regolamentare la diffusione delle sale gioco. L'assessore Torrigiani di Empoli di Avviso Pubblico, associazione di enti pubblici contro le mafie, ci ha detto che questo è possibile, ma non sufficiente.
Il regolamento approvato dal comune toscano è all'avanguardia, ma da quando il decreto sicurezza che dava poteri straordinari al Sindaci, è stato dichiarato anticostituzionale, grazie all'uso improprio di molti, le armi sono spuntate. C'è bisogno di una nuova legislazione. C'è bisogno di rinunciare a gran parte degli introiti del gioco d'azzardo. Avviso pubblico ha proposto importanti norme in tal senso.
Claudio Piron, assessore a Padova, membro del Direttivo nazionale Avviso Pubblico, ha ricordato l'importanza che comuni e provincie di Italia si uniscano per raggiungere obiettivi condivisi, condividano buone prassi, rompano l'isolamento in cui molti amministratori locali sono costretti ad operare.
Ora a Milano ci si deve concentrare anche su ciò che si può fare da subito, traendo da chi ha già compiuto un percorso. Torrigiani, Cavaliere della Repubblica, proprio per il suo impegno di amministratore sulla regolamentazione del gioco d'azzardo, ci mostra una strada. Purtroppo se qualcosa si può fare per le Sale da gioco, nulla si può fare per le Sale scommesse direttamente autorizzate, tramite concessione, dalle questure.
Iniziamo imponendo alle sale gioco distanze congrue (250metri per Empoli) dai luoghi sensibili, spazi gioco in aree separate per tutelare i minori, formazione degli operatori e pubblicizzazione, negli stessi locali, dei rischi della dipendenza dal gioco d'azzardo e dei luoghi di cura. E poi sanzioni e la possibilità di chiusura delle sale in occasioni particolari.

Questi i fatturati del gioco d’azzardo legale in Italia:
Considerate che, come media, il 75% delle puntate va in vincite.
- anno 2004: totale giocate € 15,4 miliardi – per l’Erario € 3,5 miliardi
- anno 2007: totale giocate € 42,1 miliardi – per l’Erario € 7,2 miliardi
- anno 2009: totale giocate € 54,3 miliardi – per l’Erario € 8,8 miliardi
- anno 2010: totale giocate € 61,5 miliardi – per l’Erario € 8,7 miliardi
- anno 2011: totale giocate € 79 miliardi – per l’Erario € 9,5 miliardi

Un fatturato pari alla terza industria nazionale. Si è calcolato che ogni giocatore sottrae 2000euro all'anno alla economia reale fatta di beni e servizi.
Come viene richiamato dalla proposta di legge dell'on. Laura Garavini, capo delegazione Pd nella Commissione Antimafia, "Occorre intervenire con misure più efficaci, in grado di affrontare sia le conseguenze dell’espandersi delle forme di dipendenza patologica da gioco sia l’intreccio sempre più perverso tra esercizio dell’attività di gioco e penetrazione della criminalità organizzata, riciclaggio di denaro sporco, racket e usura."
Le proposte di Avviso pubblico, riprese dalla Garavini, riguardano diversi temi: divieto di attuare ogni e qualunque forma di pubblicità del Gioco d’azzardo su tutto il territorio nazionale; al fine di inibire il gioco ai minori di anni 18, si richiede l’obbligo di accensione delle New Slot (o macchinette similari) solo ed esclusivamente attraverso l’utilizzo di carta magnetica sanitaria/codice fiscale; concedere ai Sindaci il potere d’ordinanza (come già previsto nel pacchetto sicurezza, attualmente inficiato da una sentenza della Corte Costituzionale) rispetto all’accensione delle New Slot (o macchinette similari) ubicate all’interno degli esercizi commerciali e di somministrazione pubblici e privati; rafforzare, attraverso l’assunzione di personale, gli organici delle Forze dell’ordine e di AAMS, destinando tali figure a controlli maggiori e più capillari nell’ambito del comparto del gioco.
L’onorevole Garavini propone anche, all’art. 8 e 9, il rispetto degli obblighi connessi alla trasparenza e alla tracciabilità dei flussi di denaro anche nel settore dei giochi; Inoltre, ai fini delle certificazioni ed accertamenti in materia antimafia, viene espressamente previsto per le società fiduciarie, per i fondi di investimento e i trust che detengano, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici, l’obbligo di dichiarare l’identità del soggetto mandante.
Mi preme terminare così come il documento di Avviso Pubblico chiude il suo testo: "In ultima analisi, riteniamo opportuno porre l’attenzione ai dettami della nostra Carta costituzionale. L’Art. 47 della Costituzione, infatti, al 1° capoverso, recita: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. È del tutto evidente che, quanto attuato in questi ultimi anni dai vari Governi, nessuno escluso, in materia di gioco d’azzardo, vada decisamente nella direzione opposta rispetto a quanto indicato dalla Costituzione. A compimento delle proposte finora avanzate sarebbe pertanto importante reperire pareri autorevoli di costituzionalisti relativamente alle storture che sono palesi rispetto a questa disciplina."

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