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Incontro con il Prefetto Lombardi

Giovedì 5 aprile io e il Vice Presidente della Commissione antimafIa, siamo stati ricevuti dal Prefetto, dott. Gian Valerio Lombardi.
L'incontro era stato da noi richiesto per presentare i lavori della Commissione e superare le criticità  generate quando, il Consiglio Comunale, il 5 marzo 2009, istituiva all'unanimità, la prima Commissione antimafia nella storia del Consiglio Comunale di Milano per poi revocarla maggioranza, dopo due mesi e mezzo di agonia, il 25 maggio 2009.
Molto aveva nuociuto la lettera che il Prefetto Lombardi aveva fatto recapitare il giorno successivo il voto di Istituzione della Commissione.
Il Prefetto poneva all'attenzione dell'allora presidente della Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, alcune perplessità in merito alla natura stessa della Commissione e alla possibilità che prevedesse come ospiti permanenti alcuni rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine e, addirittura, ravvisava la possibilità di danno erariale visto che, secondo lui, l'organo più rappresentativo della Città di Milano, non aveva alcuna competenza in merito all'argomento.
Perplessità, di fatto, ormai superate. Ci occupiamo di mafia. Produrremo atti amministrativi. Non sarà commissione di indagine, anche se lo Statuto del Comune di Milano, approvato a suo tempo dal Ministero degli Interni, la prevede. Nessun ospite permanente, ma possibilità di incontri, audizioni, per arricchire le competenze dei consiglieri e focalizzare al meglio gli obiettivi.
L'importante occasione è stata utile per affrontare anche altri temi molto importanti: l'avvio della White list, la situazione di Viale Montello 6 e la decisione della Camera di Commercio di interrompere il rilascio, alla Pubblica Amministrazione richiedente, della certificazione di iscrizione corredata dalla dicitura antimafia (nulla osta). Particolarmente preoccupante quest'ultimo argomento, considerato che al momento, l'Amministrazione Comunale, non riesce ad ottenere i certificati previsti dalla legislazione, essenziali per l'aggiudicazione di appalti al di sotto della soglia comunitaria (circa 5 milioni di euro) e l'autorizzazione dei subappalti al di sotto di 150 mila euro. Per Milano quanto la camera di Commercio ha deciso a seguito delle decisioni del Governo in merito alla semplificazione amministrativa, assume ancor più significato visto che, nonostante la legge non lo preveda, vengono da noi richieste le certificazioni alla Camera di Commercio, anche per le aziende che hanno stipulato subcontratti nelle gare pubbliche. Noli a freddo e a caldo, il famigerato trasporto terra, guardiania. Certificazioni che, ora, anche il Protocollo di legalità di Expo, che verrà presentato alla Commissione Antimafia, dal dott. Sala Ad di Expo 2015 spa, il 13 aprile prossimo, prevederebbe.
Il Prefetto ci ha comunicato di aver individuato una soluzione che permetterebbe di eludere il coinvolgimento diretto della Camera di Commercio e grazie comunque ad essa, l'accesso diretto al database, da parte delle stazioni appaltanti. Ci siamo fatti carico di favorire questa soluzione, attivando un'interlocuzione diretta tra l'Amministrazione e la Camera di commercio di Milano. Sapendo bene che non basta una sua adesione singola, quanto l'adesione delle Camere di Commercio di tutta Italia, presso le quali, quotidianamente, il nostro settore Gare Opere Pubbliche chiede la certificazione di iscrizione corredata dalla dicitura antimafia.

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