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Nidi accreditati. Partiamo con il controllo sui contratti di lavoro

È legittimo sottoscrivere contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le figure educative all’interno dei servizi educativi accreditati? A rigor di logica no. E senza neanche scomodare giuslavoristi di fama.
I collaboratori coordinati e continuativi sono anche detti lavoratori parasubordinati perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente, lavorano in piena autonomia decidendo tempi e modalità di esecuzione della commessa inseriti funzionalmente nell’organizzazione aziendale senza che sia possibile blindarli ad orari definiti.
E allora come mai giungono sempre più spesso, alla nostra attenzione segnalazioni di un diffuso utilizzo delle collaborazioni coordinate continuative nei servizi educativi privati accreditati?
Con i Co. Co. Co il risparmio è assicurato, l’elasticità garantita, la subordinazione, nel senso più nitido del termine, ottima. I nidi d’infanzia accreditati convenzionati con il Comune di Milano sono 155, che assicurano 524 posti per i lattanti e 1995 tra i medio grandi.
All’allegato 2 alla Determinazione Dirigenziale n. 48/2011 del 19.12.2011 al punto 19 si esige dai soggetti che richiedono l’accreditamento di attenersi al rispetto dei contratti di categoria dei lavoratori dipendenti, di rispettare le norme che regolano i contratti di lavoro e di presentare, su richiesta del Comune in qualsiasi momento del periodo di accreditamento, copia di tutti i documenti atti a verificare la corretta corresponsione dei salari, nonché dei versamenti contributivi.
Le condizioni economiche che l’Amministrazione Comunale riconosce per l’acquisizione di posti in servizi privati sono: per i medio grandi con orario base 8,00/17,00 €. 520,00 al mese; per i lattanti con orario base 8,00/16,00 €. 550,00 al mese.
Prezzi assolutamente più bassi di un nido a gestione diretta per il quale non è dato ancora a sapersi quanto si spende mensilmente. Ci era stato comunicato dalla passata Amministrazione che la cifra si attestasse tra gli 850 e i 900 euro, ma pare sia maggiore e superi i 1000 euro al mese.
Ho chiesto all’Amministrazione se ritiene legittimo che vengano sottoscritti contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le figure educative operanti all’interno dei servizi educativi accreditati e ho chiesto di costituire un tavolo di coordinamento, unitamente alle organizzazioni sindacali, che monitori i rapporti di lavoro all’interno dei servizi e definisca un piano di stabilizzazione del personale educativo.
La qualità dei servizi dipende dal rapporto numerico tra figure educative e i bambini presenti (1 a 6 nei nidi comunali, 1 a 8 in quelli accreditati) e dalla continuità educativa. Se le educatrici vengono retribuite 6 – 7 euro all’ora, in una forma di precariato permanente, com’è possibile garantire l’effettiva equipollenza tra nidi accreditati e comunali?

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