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Con il prossimo affidamento dell'autosilo di Largo V° Alpini, Milano sperimenta nuova modalità di gestione dei beni sequestrati alle mafie

Il Codice Antimafia lo prevede e Milano è pronta a farsene carico. Il comma 3 dell'articolo 48 ci dice che i beni non assegnati possono essere utilizzati dagli enti territoriali per finalità di lucro e i relativi proventi devono essere reimpiegati esclusivamente per finalità sociali. Questo uno dei temi affrontati durante la seduta congiunta delle commissioni Antimafia e Servizi sociali, del 4 settembre 2015, dedicata all'audizione di Roberto Bellasio, dell'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, sede del Nord Italia. Probabilmente, già con l'affidamento al Comune di Milano, dell'autosilo di Largo V° Alpini, sarà possibile scegliere questa strada. Penso anche ad altri spazi a vocazione commerciale, che difficilmente riprendono l'attività dopo il sequestro. Milano ha tutte le competenze e l'esperienza per metterli a bando, convenzionarli, farli dei luoghi in cui la legalità è di casa, da cui trarre risorse importanti per i nostri servizi alla persona, per gli anziani, i minori, i giovani, per le famiglie.

Durante la seduta è emerso con forza l'importanza di dotare di mezzi e uomini adeguati (solo 7 quelli presenti nella sede di via Moscova a Milano) questo importante servizio, finalizzato a restituire alla collettività le risorse drenate dai reati dalla criminalità organizzata, non solamente di tipo mafioso. Ancora una volta abbiamo dovuto scontrarci con le difficoltà dell'Agenzia nel reperire, numeri, e dati qualitativi, organizzati e sistematizzati, per comprendere l'enorme patrimonio da gestire e assegnare. Per ciò che riguarda la Lombardia sappiamo che è la terza regione per beni immobili sequestrati (735) dopo Sicilia (2928) e Campania (787). Dati aggiornati a marzo 2015. Non abbiamo elenco di dettaglio per Milano. Sappiamo che Il Tribunale di Milano ha avviato 234 procedure, sia a seguito di misure di prevenzione, sia a seguito di sequestri penali (a seguito di indagini e arresti). L'ANBSC, nata nel 2010, dal 2013, vede assegnate sia le confische di primo grado preventive che i sequestri di natura penale una volta superata l'udienza preliminare.
Impossibile per l'Agenzia capire ancora a quanti beni reali corrispondano le singole procedure e sono, quindi, clamorosamente ancora inaccessibili il dato su Milano e le analisi su di esso. Si sanno invece i beni assegnati al Comune di Milano e gestiti attraverso 8 diversi bandi. Il nono, è in chiusura proprio il prossimo 8 settembre.
In tutto sono 157 le unità immobiliari gestite da Milano. Cinque unità immobiliari sono nella disponibilità della direzione centrale e verranno inseriti negli elenchi della residenzialità sociale: via Lombardia n. 1; via Mosè Bianchi n. 71; via Parenzo n. 8; via Pier Della Francesca n. 2; via Rinuccini n. 3.
Nel bando aperto e oramai giunto alla chiusura sono stati messi a disposizione delle associazioni, in comodato gratuito, 4 unità immobiliari; via Farini n. 73 (appartamento); via Madre Picco n. 31 (magazzino seminterrato); via Padova n. 31 (appartamento); via Vespri Siciliani n. 30.

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