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Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar. L'interdittiva antimafia disposta l'11 settembre 2014 dalla Prefettura di Milano nei confronti dell’Ausengineering è valida!

Il Corriere della Sera dell'8 luglio dà la notizia quasi per caso. In realtà non è cosa da poco. Soprattutto in questo periodo. Il Consiglio di Stato ha deciso che l'interdittiva antimafia disposta l'11 settembre 2014 dalla Prefettura di Milano nei confronti dell’Ausengineering è valida. Avevo già espresso delle perplessità sulla decisione del Tar in un post di un anno e mezzo fa. Ora posso fare i miei personali complimenti a Prefettura e Dia milanese. Nonché alla Polizia Locale di Milano. Giungono in una fase complicata del loro lavoro e ne sono doppiamente soddisfatto.
La Ausengineering è una società nata nel maggio 2010, a cui era stato affidato l’appalto delicatissimo per il cablaggio della centrale operativa di sicurezza situata in via Drago da cui polizia, carabinieri, vigili del fuoco e 118 hanno monitorato 24 ore su 24 il sito di Rho-Pero.

Gli indizi raccolti nei confronti dell'amministratore unico della società, a carico del quale risulterebbero un deferimento per porto abusivo di armi (1996), un avviso orale del questore di Vibo Valentia (1998) e una condanna a un anno e 4 mesi per bancarotta fraudolenta (2004)” per il Tar erano “precedenti inidonei a fondare un sospetto di infiltrazione mafiosa”. Le frequentazioni dell'amministratore della società con “esponenti della malavita vibonese” erano “risalenti nel tempo” e non più attuali. Ora il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar. Ora l'azienda vibonese, con sede a Pieve Emanuele, che gode tra i clienti numerose aziende importanti, non potrà partecipare a gare pubbliche. MM e A2A (che considero "pubblica" anche se quotata in borsa) con cui Ausengineering ha lavorato, dovranno rescindere eventuali contratti ancora in essere.
Alcune considerazioni.
Innanzi tutto bisogna ricordare che la Prefettura ai sensi dell’articolo 84 comma 8 e dell’articolo 91 comma 5 e 6 della Legge 159 del 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia) accerta se risultano elementi dai quali sia possibile desumere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa. Non ha bisogno di indicare prove certe, ma indizi. Che siano sufficienti o meno entra nel pieno della discrezionalità della magistratura seguendo la giurisprudenza in materia.
Numerosi sono stati i contatti del rappresentante legale di Ausengineering e amministratore unico dell’azienda con pregiudicati appartenenti o collegati al clan Mancuso di Vibo Valentia. Saranno datati (e neanche poi tanto, alcuni di 5 anni fa), ma molteplici, tra i quali Francesco Antonio Campennì nipote di Giuseppe Mancuso capo dell'omonimo clan e fratello di Giovanni, coinvolto in Mafia Capitale;
Tra l'altro i tre fratelli soci ciascuno per un terzo della Ausengineering sono Davide, Alex e Emmanuel Stilo. Quest'ultimo e anche consigliere dell'impresa Immobiliare Sporting Milano 3 con sede a Basiglio. Società per azioni destinata alla compravendita di beni immobili effettuata su beni propri. Gli amministratori in carica sono, oltre allo Stilo, anche Fabrizio Inserillo, commercialista di Palermo e Marco Achille, figlio di Norberto. Assunto agli onori delle cronache recentemente.
Per riportarvi a memoria il tutto vi riporto il link ad un articolo de l'Espresso e per conoscere meglio la società, con sede in uno dei più ricchi comuni d'Italia, ecco un link ad un articolo di Libero.

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