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16 dicembre 2019

Piano anticorruzione 2020-22. Le mie proposte

Venerdì 13 dicembre si è svolta la seduta di commissioni congiunte Antimafia – Innovazione Trasparenza per discutere del Piano Triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT) per il triennio 2020/2022.
Il testo definitivo dovrà essere approvato entro la fine di gennaio prossimo. Prima della presentazione dell’evoluzione dell’analisi di rischio predisposta dalla Direzione Internal Audit, il segretario generale Fabrizio Dall’Acqua ha illustrato le novità che saranno presenti nell'aggiornamento di quest’anno.

Inizialmente ha ricordato che la piattaforma del whistleblowing verrà utilizzata anche dai dipendenti e consulenti di fornitori e aziende appaltanti lavori e servizi del Comune di Milano e che si richiederà garanzie alle aziende di aver adeguatamente informato e formato chi avrà diritto di accedere alla piattaforma del Comune per le segnalazioni di episodi a rischio reato, oppure non in linea con obblighi contrattuali, procedure, codice deontologici. Ha ricordato anche, seppur non pienamente d’accordo con la scelta compiuta precedentemente al suo arrivo, che la piattaforma può ricevere segnalazioni anche anonime.
Un secondo elemento che il Piano affronterà riguarda la definizione delle “credenziali” per poter diventare Po (posizione organizzativa). Basterà essere indagati per non poter partecipare al concorso interno. La Posizione organizzativa può essere mantenuta per un tempo determinato e non è rinnovabile sine die.
In ultimo si è affrontato il tema del pantouflage altrimenti definita, in inglese, sliding doors. Dall’Acqua ci ha comunicato di star studiando una formula che possa evitare che dirigenti o dipendenti pubblici vengano assunti in aziende con le quali abbiano avuto un rapporto durante la propria attività lavorativa nell’ente e con le quali abbiano esercitato poteri decisionali.
Anche in questo caso è emersa la richiesta che tale attenzione venga estesa anche ai politici. E quindi i cittadini a cui sono affidati incarichi pubblici perché eletti nell’Istituzione oppure perché nominati dal Sindaco nella Giunta o in enti partecipati.
Durante la seduta ho presentato le mie proposte che verranno discusse in una prossima commissione convocata per gennaio, comunque prima del voto di giunta sul piano.
  • inserire nel PTPCT specifica norma che vincoli la Pubblica amministrazione a richiedere a qualsiasi ente privato che partecipi ad una gara per l'affidamento di lavori, forniture e servizi o che sottoscriva un contratto di concessione d’uso o una convenzione urbanistica o che sia soggetto che riceve un finanziamento, un contributo, un’autorizzazione o una concessione, ovvero l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere, chi sia il proprio titolare effettivo così come viene definito dall'articolo 20 del D. Lgs 21 novembre 2007, n. 231 e successive modifiche;
  • prevedere nel PTCPT che l’ente che si rifiutasse di dichiarare in autocertificazione chi sia il proprio titolare effettivo, così come previsto nel punto precedente, sia segnalato all’ufficio di lotta al riciclaggio;
  • rendere obbligatoria per le figure dirigenziali, per gli assessori e il Sindaco la pubblicazione sul sito del Comune di Milano dei propri potenziali conflitti di interesse, così come descritte dal Codice etico di Avviso Pubblico all'articolo 5, da confermare o modificare al termine di ogni anno e all'inizio di un nuovo incarico;
  • proprio al fine di evitare la pratica del pantouflage, prevedere che all'interno dei Patti di integrità venga richiesto alle aziende l’elenco dei loro dipendenti o consulenti che abbiano avuto nei cinque anni un ruolo nella pubblica amministrazione anche di tipo politico.